
Mi trasformavo nella persona che avrei voluto essere.
Avevo la necessità di guardare con occhi rivolti verso il basso mentre planavo alta in prossimità del cielo azzurro.
Tutto sembrava essere piccolo e da lì potevo guardare la gente per dimostrare quando io valevo come persona.
Da là sù vedevo quella gente disperata che litigava per risolvere affannosamente i problemi, e io che ridevo di gusto.
Mi piaceva ridere di loro che si mostravano “potenti ”, perché li rivedevo piccoli, lontano da me e la cosa più importante, incapaci di raggiungermi. Come mi divertiva la loro ignoranza, e urlando, sapevo che non potevano ascoltarmi, cosi usavo le stesse parole che usavano loro per auto definirsi potenti.
Dentro di me, come una rivolta, rivendicavo il mio essere presente: “Guardami, sono qui, capace di volare e toccare il cielo !”
- “Riesco anche nell’ impossibile!”
“Senza alcuna difficoltà!”
“Con il vostro stupore sono capace di giocare con la fantasia!”
Questo mio sogno, era ricorrente, si può percepire come forma di una protesta rivolta al mondo verso il quale nutrivo tanto timore per il loro giudizio nei miei confronti che immaginavo negativo .
I miei elaborati dalle maestre spesso risultavano di scarsa comprensione, forse legati alla durezza della Vita, qualcuno mi aveva reciso le ali prima che io nascessi, motivo per scoprire tutti gli aspetti che facevano parte del vissuto e dell’imminente età adulta.
Ora, finalmente, ho ritrovato me stessa, ho spiccato il volo ma con il cuore!
Da oggi puoi ricominciare a giocare...Trovare la felicità persa...
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