
Era stato un grande manager per cui viveva in benessere economico grazie alla sua mensilità.
Aveva perduto presto la moglie e gli rimaneva l’unica figlia a cui destinare il suo amore.
Per lenire i dolori della solitudine, da qualche anno conviveva con Elena, una donna dieci anni più giovane.
Ultimamente il rapporto con la sua donna si era rovinato.
Elena diventò bisbetica, cambiava umore rapidamente ed era facile che passasse dalla risata al pianto.
Aveva un grosso debito di autostima che lo evidenziava trattando l’uomo come un ragazzino, già da qualche tempo Non lo rispettava più!
In qualsiasi cosa in cui Girolamo si cimentava, lei trovava occasione per rimproverarlo e far valere una presunta autorità.
Non si limitava a inveire, lo offendeva e poi si chiudeva in camera per il resto della giornata non curandosi di preparare da mangiare.
Girolamo non sapeva cosa fare … andar via dalla casa significava di nuovo vivere in solitudine.
In occasione del suo compleanno decise di festeggiare e organizzare una grande pranzo.
Invitò al ristorante tutti i suoi amici, scelse chi non si poteva permettersi di cenare fuori. Privilegiò tutti quelli che avrebbero onorato il suo gesto.
Così, radunò cento persone, tra di loro c’era tanta povera gente.
Ordinò un menù principesco. Antipasti di qualità, frutti di mare, tavolieri di salame e formaggi di ogni qualità, primi e secondi piatti ricercati e abbondante vino, per finire, dolci gelati e liquori.
Fu un giorno memorabile e il prezzo pagato al ristoratore fu di molto inferiore al numero e peso della soddisfazioni che ottenne.
A quel pranzo non invitò Elena!
Prima di uscire di casa, le lasciò un foglietto con su scritto poche righe:
“Cara Elena, oggi è stato il mio compleanno e mi sono fatto un regalo!
Andrò a pranzo fuori, accompagnato da cento amici, non sarai con me perché non meriti più le mie attenzioni.
Ho cercato di donarti il mio cuore sopportando anche l’ insopportabile.
Ho atteso inutilmente che tu capissi che sei vecchia come me e le sciocchezze che fanno i giovani a noi non sono più permesse.
Comprendevo i tuoi problemi d’ansia, le tue paure di donna smarrita, la tua voglia di rivincita sul genere maschile.
Purtroppo, hai sbagliato vittima.
Non sono uomo capace di fare battaglie, di gareggiare per mortificare qualcuno, sono un uomo pacifico, libero di sbagliare e consapevole di non essere infallibile.
Continuando a stare con te, non riuscirei a mantenere la promessa fatta a me stesso di non voler far male a nessuno e di mantenere il mio solito contegno.
Per questi motivi, domani vado via, torno da mia figlia, mi riprenderò la mia vecchia solitudine, abbandonata con l’illusione di vedere in te i miei stessi colori, quelli della gentilezza, del rispetto … dell’amore.”
Dovremmo riempire il cuore di gentilezza, la bocca di educazione, le mani di accoglienza e la testa d'amore, rispetto.....
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