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domenica 9 giugno 2024

La consapevolezza










Lo incontrai mentre ritornavo a casa.


Era turbato... 


Camminava a testa bassa, gli chiesi cosa gli stesse accadendo mi afferrò la mano e con un filo di voce disse: “ ci siamo lasciati!”


Restai basita nel vederlo nella sua compostezza. 


Mi immedesimai neI dolore che aveva dentro e che aveva stravolto i suoi pensieri e il mondo intorno a lui non esisteva più.


Continuai a tenergli stretta la mano che nel frattempo trasudava, volevo che si liberasse della tensione e si aprisse con me.


Poi cominciò a riprendersi: “Scusami Marta, non volevo coinvolgerti.”


“Che cosa è successo di così grave?” domandai.


Con la voce flebile mi disse: “Mi ha detto che ha un altro”Ti giuro, non so perché lo ha fatto. Litigavamo spesso ma credo sia normale in qualsiasi coppia.”


Intanto iniziò a piovere. 


Lo invitai a salire in casa per stare in un posto più tranquillo. 


Fu allora che lo osservai attentamente. 


Aveva gli occhi bassi e sul viso potevo notare i segni del tempo e tanta tristezza, ebbi un momento di forte dispiacere.


Pensai:”non lo meritava…”.


Temevo di fare domande precise così tentai di metterlo a suo agio.


 Gli chiesi: “Gradisci  un buon caffè?”

Non aveva una gran voglia di bere, ma con un cenno di testa assentì a chiedere un bicchiere d’acqua. 


Tirai fuori tutta la mia delicatezza per chiedergli : “Carlo, rasserenati. Forse lei ha voluto darti un segno forte per come state vivendo il vostro rapporto. 


Magari ci ripenserà .”


A questo mio incoraggiamento, Carlo riprese a parlare asserendo: “No! Non può essere, me lo ha ripetuto in più di un’occasione, ho tentato più volte di rinviare questo epilogo ma non ci sono riuscito!”


Cercavo di capire e domandai ancora “Ultimamente è successo qualcosa?”


Mi rispose: “Niente di importante… a parte piccole discussioni.” 


Dopo una breve pausa continuò 


“Forse non ho dato la giusta importanza a quello che stava accadendo, quando mi giustificavo dicendo che lo facevo per non sentirmi solo, mi ripeteva che ero esagerato, di conseguenza portavo il magone per tutta la giornata. 


Io avevo bisogno della  sua  amorevolezza, di essere tenuto in considerazione, di essere stimato… avevo in mente il mio ideale di donna attenta e affettuosa capace di amarmi per come sono.”


“Lei, invece, come reagiva?”


“Spesso si mostrava fredda e scostante, mi urlava contro, si interessava di cose materiali, sosteneva  che i sentimenti appartengono ai bambini e ai deboli.”


“Caro Carlo, non capisco come si possa amare una donna così! 


Il vero amore non germoglia in un clima di ostilità, non è una medicina o un rimedio alla solitudine. 


Il vero amore espande l’anima e coglie nell’amato gli stimoli per migliorare la conduzione di vita nella gioia continua. 


Amandosi reciprocamente ci si scopre persone nuove ogni giorno e manca il tempo per arrabbiarsi. 


Non continuare a farti del male,

vuoi accontentarti di una donna che non ti rispetta e non ha la tua stessa sensibilità?


Prendi consapevolezza della realtà e inizia una nuova vita. Il mondo non si ferma a lei.”


Carlo sembrò convinto del mio discorso, fui capace di strappargli un sorriso…

Mi rallegrai per avere mitigato il dolore ad un caro amico e infuso quell’ottimismo necessario per indurlo ad uscire da una situazione difficile.

3 commenti:

  1. La chiamano consapevolezza, ma a volte è una rinascita.

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  2. Quando si è innamorati, si vedono dell' altro solo i pregi,e non anche i limiti.Si è presi da un turbine, e non si ragiona abbastanza.Ma l’amore è così!💕

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  3. Bel racconto,rispecchia molto la vita che viviamo!❤️

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