
Una sera ricevetti una telefonata da Mita, una cara amica. Quando mi chiese come stavo, le risposi: «Sai! sono un po’ giù di corda e mi sento molto sola».
«Vuoi che ne parliamo?, che venga a casa tua?»
Io le risposi di sì e in pochi minuti Mita stava già suonando al citofono del mio portone.
E così io le parlai per molte ore di tutti i miei problemi, e lei che mi ascoltava.
Mita, mi ha fatto bene la tua compagnia, soprattutto il fatto che mi abbia ascoltata e che mi sia liberata delle ansie.
Intanto le ore passavano. «Ora vado, devo correre, ho premura devo aprire il bar, si è fatto giorno».
«Ti ho tenuto sveglia per tutta la notte,» ti chiedo scusa.
Mita mi ha risposto: «Non c’è problema, per questo esistono le amiche!»
L’ho accompagnata fuori e mentre s’incamminava verso la sua smart gialla le ho gridato a gran voce: «A proposito, perché mi hai telefonato ieri sera così tardi, cosa volevi dirmi di così importante ?»
Lei è tornata indietro e mi ha sussurrato piano in un orecchio:«Non sapevo come dirtelo, sono stata dal medico, ho il cancro, ».
Io sono rimasta basita, ma lei come era solita fare, con un sorriso mi ha detto: «Ti terrò aggiornata, non preoccuparti per me».
Mi è servito un po’ di tempo per metabolizzare la situazione grave di cui mi aveva parlato Mita e mi sono chiesta più volte: perché quando lei mi ha chiesto come stavo, io mi sono dimenticata di lei ed ho solo pensato a me? Come ho potuto essere così insensibile?
Lei come ha avuto la forza di sorridermi, di incoraggiarmi, di ascoltarmi?
Da quel giorno ho incominciato a riflettere: cerco di essere meno drammatica con i miei problemi e di dedicare più tempo alle persone a cui voglio bene.
Mi sono ricordata di una cosa che lessi una volta e che solo in quel momento capii esserne vera: Colui che non vive per servire… non serve per vivere.
La vita è come una scala, se tu guardi in alto, sarai sempre l’ultimo della fila, ma se tu guardi in basso, vedrai che ci sono molte persone che desidererebbero essere al tuo posto.
La vita aiuta ad imparare come vivere.
Ci sono delle priorità e delle necessità, a volte le prime sono importanti altre volte lo sono le seconde.
Il saper dosare è secondo me la qualità che definisce il proprio vivere.
Ecco perché quando si hanno momenti di sconforto si deve fare un bilancio saggio degli aspetti positivi della propria vita, ci aiuterà a capire ciò che ci circonda e come accettarsi
Franco de Benedictis Ciao Paola. Bella la conclusione del tuo "racconto"...😘
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