
Nella piccola cittadina di Valverde, dove il vento sapeva raccontare storie meglio di qualsiasi libro, viveva un uomo semplice di nome Giulio. Faceva il falegname, un mestiere antico, tramandato dal padre e dal nonno prima di lui. Era un uomo di poche parole e di mani d’oro, noto per la sua precisione e per la cura che metteva in ogni lavoro, anche nei più umili.
Un giorno, la signora Rachele una vedova anziana e riservata gli chiese di sistemare la porta del suo vecchio capanno in giardino. È tutta storta, disse, fa fatica a chiudersi, ma non ho bisogno di niente di costoso, solo che si chiuda.
Giulio andò il giorno seguente, con il suo sacco degli attrezzi e il suo silenzio abituale. La porta era in effetti malandata, ma fu una crepa sul muro interno a catturare la sua attenzione sottilissima, quasi invisibile, ma pericolosamente vicina alla trave portante.
Non disse nulla, ma prima di sistemare la porta, rinforzò il muro con discrezione, riparò la trave e sigillò la fessura con la perizia di chi sa che a volte le cose più piccole possono avere conseguenze immense. Poi sistemò anche la porta, con lo stesso impegno. Ricevette un modesto pagamento e tornò a casa.
Qualche settimana dopo, durante un violento temporale, un fulmine colpì un albero nel giardino della signora Rachele, che cadde rovinosamente contro il capanno la struttura resse. Il muro non crollò. E, soprattutto, la nipotina di Rachele, che quella sera si era rifugiata lì dentro per giocare alla casa segreta, ne uscì illesa.
Il giorno dopo, Rachele si presentò alla bottega di Giulio con una torta fatta in casa, una lettera scritta a mano e un abbraccio che sapeva di gratitudine senza fine.
Tu non lo sapevi, gli disse con voce tremante, ma hai salvato ciò che più amo al mondo. Hai fatto più di quanto ti ho chiesto. Hai fatto ciò che era giusto, senza che nessuno te lo domandasse. Hai fatto la differenza.
Giulio non rispose, ma quella sera, mentre chiudeva la bottega, si soffermò a guardare il tramonto più a lungo del solito. E per la prima volta dopo tanto tempo, sorrise davvero.
Non è sempre il gesto grandioso a cambiare la vita degli altri. A volte è la cura invisibile, il dettaglio che nessuno nota, la piccola crepa riparata con amore, che fa la più grande delle differenze.
Racconto stupendo|
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