
Ogni tanto rompiamo i margini della razionalità e facciamo guidare al cuore l’onda delle emozioni. Immaginiamoci il miglior mondo possibile e lasciamo stare i giudizi, liberiamo tutta la fantasia repressa dall’idea dell’impossibile.
Inventiamoci una fine del mondo variopinta e immensamente piacevole. Quando arriverà quel momento sarà un’esplosione di gioia permutata in energia che farà collassare tutto l’universo in una pazzesca frenesia di piaceri, emozioni e inni d’amore.
La felicità apparirà come un’immensa orchidea, elegante, profumata e intorno alla quale miliardi di anime si scatenano per partecipare attivamente allo schiudersi dei vellutati petali. Abbracci furiosi, sorrisi abbaglianti, interrompono senza sosta un girotondo festoso.
Sarà un crescendo di sensazioni senza fine.
Non ci saranno più le stelle e le galassie, perché saremo oltre l’universo, ormai troppo piccolo anche per noi.
Se sarà così la fine del mondo, dobbiamo rassegnarci ad aspettare ancora un bel po’ di tempo. Esiste ancora molta cattiveria, molta paura del dolore e un forte attaccamento alle miserie umane.
Nel frattempo, teniamoci stretto il nostro Dio, chiunque esso sia. Ci aiuterà a mantenere al centro la lancetta della bilancia a due piatti, che continuerà a misurare quanto vale l’apparente razionalità rispetto alla cieca fede e speranza.
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