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domenica 18 gennaio 2026

Quando osservi i tuoi pensieri, smettono di controllarti






Quando i fisici cercano di misurare un elettrone, usano dei fotoni. Ma nel momento in cui lo fanno, quei fotoni ne cambiano il movimento. In altre parole, la misurazione modifica ciò che viene misurato.

Nel mondo quantistico, osservare non è mai un atto neutro è un’interferenza.


Qualcosa di molto simile accade anche nella nostra vita quotidiana.

Quando ti senti osservato, cambi comportamento. Se il tuo capo è alle tue spalle, lavori in modo diverso, anche se non ti sta giudicando apertamente. L’osservazione influenza il modo in cui agiamo.


Questo meccanismo non vale solo nella fisica o sul posto di lavoro. Succede anche dentro la nostra testa.


Giulia soffriva d’ansia. Era una donna intelligente, con una carriera promettente, ma completamente dominata dai suoi pensieri. Dopo una conversazione normale con il capo, passava ore a ripensarci. Analizzava ogni parola detta, cercava errori, immaginava scenari negativi e conseguenze disastrose per il suo futuro professionale. Quando finiva di accusarsi mentalmente, era così stanca da non riuscire più a essere produttiva.


Giulia rappresenta una condizione molto diffusa. Molte persone restano intrappolate in flussi continui di pensieri: cosa pensano gli altri di me, avrò sbagliato, cosa succederà domani?

Questi pensieri si ripetono senza sosta, consumano energia e finiscono per bloccare l’azione, diventando una presenza stabile nella mente.


Un monaco buddista occidentale, Thanissaro Bhikkhu, descrive questo fenomeno come un “comitato” interiore:

c’è la voce che comanda, quella che giudica tutto come giusto o sbagliato, quella che si preoccupa ossessivamente dell’opinione degli altri. Molte persone vivono questi pensieri come se fossero la propria identità, senza rendersi conto che sono solo voci mentali.


La svolta avviene quando si inizia a osservare questi pensieri.

Nel momento in cui li guardi dall’esterno, il tuo rapporto con loro cambia. Non sei più completamente coinvolta, non sei più trascinata. Crei una distanza.


Questo è l’effetto osservatore applicato alla mente.

Osservare i pensieri crea uno spazio tra ciò che accade e la tua reazione. In quello spazio ritrovi lucidità, libertà e potere. Non ti identifichi più con ogni pensiero negativo e smetti di esserne prigioniera.


I pensieri non scompaiono continuano a presentarsi, come hanno sempre fatto. Ma non devi più combatterli né seguirli. Li vedi per quello che sono.


In definitiva, la situazione si ribalta non sono più i pensieri a controllare te, sei tu che li osservi.

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