mercoledì 7 agosto 2024

Paura di essere nata donna




La paura di essere donna può derivare da diverse cause, tra cui pressioni.

È importante affrontare questi timori attraverso la consapevolezza e la promozione dell'uguaglianza di genere. 


Anna ha vissuto l’ansia e l’insicurezza di essere nata donna.


È una ragazza di diciotto anni che vive  in una piccola città. 


Fin da quando era piccola, sognava sempre di essere libera di esprimere se stessa e di realizzare i suoi sogni. 


Crescendo, si rende conto che il mondo esterno è pieno di aspettative e convinzioni sulle donne.


La sua paura inizia a manifestarsi quando si accorge di come le altre ragazze venivano giudicate per il loro aspetto. 


A scuola, i commenti su chi è più "carina" 


Ogni volta che si preparava per uscire, si trovava a controllare il suo aspetto, temendo di non essere all’altezza della situazione.


Questa insicurezza la inibiva anche nei rapporti sociali: temeva di non essere  presa sul serio, la pressione di comportarsi in un determinato modo la opprimeva.


Un giorno era su una strada di campagna, sui colli della città, è uscita dalla casa di un'amica e l'autobus è già passato.


Si avvia a piedi verso il ritorno.


Sono le cinque del pomeriggio, c'è il sole e gli alberi profumano ancora del caldo estivo.


Cammina leggera a bordo strada, sola con i suoi pensieri.


Un'auto la raggiunge alle spalle, rallenta quando la incrocia, all’interno ci sono quattro uomini.


La guardano.


Forse sono dei gentiluomini, ma lei non lo sa.


Prende il telefono per chiamare sua madre, ma nel punto dove Anna si trova non c'è campo.


Lei accelera il passo, l'auto indugia, poi riprende la sua corsa, ma l'adrenalina nel suo sangue rimane. Ha paura.


I passi si fanno veloci, vuole arrivare vicino a qualche casa, vuole vedere un negozio, una persona, invece intorno a lei è il vuoto totale.


Riesce a chiamare sua madre Luisa dopo dieci minuti: "Mamma ho paura. 


C’è una macchina con quattro uomini che mi seguono, non c’è  nessuno qui, hanno rallentato per guardarmi. 


Ho pensato che non posso fare niente per difendermi. Vieni a prendermi ti prego!"


La voce di Anna viene rotta dal pianto.


Mamma Luisa si affretta a prendere l’auto dal garage sotto casa, chiama i suoi due figli più piccoli, si mette in macchina e parte alla ricerca di sua figlia più grande, tra le curve di quella strada fino a che la vede, scende dal mezzo e le corre incontro, si accorge di quanto anche lei è piccola e indifesa.


Anna sale in macchina, guarda sua madre sollevata da quel peso, beve un sorso d'acqua da una bottiglietta e con un filo di voce le sussurra:

" Grazie mamma, mi sono spaventata."


Luisa le da un bacio su una guancia:"So di cosa parli.


È una sensazione che ci regalano quando veniamo al mondo. 


Ce la appiccicano addosso ad ogni notizia del telegiornale, è una delle ingiustizie inaccettabili del nascere donna.


Perché solo alle donne appartiene.

Quella sensazione di non essere al sicuro.

Quel timore di finire in trappola.

Che ne sa un uomo di questa paura?


Del respiro accelerato quando rientriamo a casa la sera tardi e sentiamo dei passi vicino, che ne sa un uomo dei secondi infiniti dentro un ascensore con degli occhi puntati addosso dalla testa ai piedi?"


Che tristezza figlia mia, che dolore...Non posso proteggerti dall'essere donna.


Dovrebbe essere una guerra di tutti e invece è solo nostra.


Forse per questo ancora non vinciamo.

Forse per questo ancora nulla è cambiato.

Eppure quella paura,  ci ha sfiorato tutte, almeno una volta.


La paura è solo donna.


Un giorno, Anna incontra la una sua  amica di liceo a cui era fortemente legata, le racconta la sua esperienza e le sue paure,  si rende conto che non è la sola, a condividere la stessa ansia e la stessa paura di conformarsi. 


In quel momento, Anna comprende la forza del suo essere donna e l'importanza di abbracciare la propria individualità.


Condividere le sue esperienze l’ha aiutata a ritrovare la fiducia in se stessa, e pian piano ha imparato ad amarsi, al di là delle aspettative degli altri.


La paura di essere donna non scomparve completamente in lei ma impara a gestirla. 


Scopre  che la vera forza risiede nel poter esprimere se stessa e nel sostenere altre ragazze, le sue paure si sono trasformate in un potente messaggio di difesa e autenticità


Purtroppo, le paure vengono essenzialmente trasmesse dai genitori, i quali  devono avere la forza di reprimerle e non trasmetterle ai figli, ma far sentire la loro presenza  ed essere di supporto qualora ne avessero bisogno.

1 commento:

  1. Luigi Borzacchiello
    Credo che noi genitori dovremmo proteggere i nostri figli da "lontano" .Loro devono vivere le esperienze che la vita gli mette davanti . Dobbiamo stare nelle retrovie sempre pronti a proteggerli . Altrimenti cresciamo figli ansiosi e con scarsa autostima.

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