lunedì 3 marzo 2025

Gaia e il suo amico speciale




Si narra che i neonati, fino a quando non raggiungono un livello di consapevolezza nella loro vita, restano ancorati al mondo da dove provengono. 

Secondo questa credenza popolare, i neonati prima di venire al mondo, fanno parte della famiglia universale in cui sono avvolti nel pieno dell’onda dell’amore.


Al momento della nascita si ritrovano completamente privati di ogni protezione e calore e a dipendere in tutto dai genitori


L’idea, che i neonati siano ancora in contatto con una dimensione più ampia prima di acquisire consapevolezza e affascinante e trova echi in diverse culture, religioni. 


Da un punto di vista psicologico, questa visione può riflettere in profondo legame tra la madre, non solo fisico ma anche motivo simbolico. 


Il senso di perdita e separazione alla nascita viene colmato progressivamente dall’amore dalle cure dei genitori,  che aiutano il bambino a costruire la propria identità. 


Nel giorno del compleanno del fratellino di tre anni, Gaia si confida con un angioletto Invisibile agli adulti. 


Non pensate però che si tratti di un angioletto particolare, poiché per motivi di espressione sono  costretta ad un usare un parlante che conversa con Gaia. 


È l’inizio di una storia delicata e magica, in cui l’innocenza dell’infanzia si intreccia con il mistero di un mondo invisibile agli adulti. 


Gaia, con la sua capacità di percepire la realtà che sfugge agli occhi razionali, ha un legame speciale con questo angioletto,che diventa un confidente e una guida nei suoi pensieri e nelle sue emozioni. 


Forse l’angioletto rappresenta qualcosa di più di un semplice amico immaginario: potrebbe essere un ponte tra il mondo da cui i bambini provengono prima di nascere e quello in cui ora vivono. Oppure potrebbe custodire ricordi che Gaia sta lentamente dimenticando man mano che cresce. 


Era il terzo compleanno di Matteo, il fratellino di Gaia. La casa piena, di palloncini colorati, voci allegre e il profumo dolce della torta appena sfornata. 


Gli adulti ridevano e si davano da fare per i preparativi, mentre i bambini correvano felici, impazienti di scartare i regali. 


Ma Gaia, che aveva, quella mattina si sentiva strana. C’era qualcosa che non riusciva a spiegare, un pensiero che le sfiorava la mente come un soffio leggero. 


Così si allontanò un po’ dal trambusto e si rifugiò nella sua cameretta. Lì accanto alla finestra illuminata dal sole, l’aspettava il suo segreto più grande: un angioletto invisibile agli adulti. 


Non era un angioletto qualunque, almeno non nel modo in cui lo si immagina nei libri. Non aveva ali di piume né un’aurea spendente. Sembrava piuttosto un bambino un po’ più grande di lei, con gli occhi profondi e un sorriso gentile.


“Sai, oggi Matteo compie tre anni,” disse Gaia, accoccolandosi sul letto con un sospiro. 


L’angioletto a noi.” Sì, e questo significa che qui da tempo.”


“Già da tanto?” Ripete Gaia, incuriosita. 


L’angioletto la guardò con dolcezza. “Quando un bambino nasce, per un po’ continua a sentire il richiamo del posto da cui è venuto. Ma poi, piano piano, dimentica. Il mondo è così pieno di cose da scoprire che i ricordi dell’ “Altrove” svaniscono.” 


Gaia sgranò gli occhi. “Io me lo ricordo ancora?” 


L’angioletto sorrise. “Un po’. Ma anche tu, presto tardi, dimenticherai.” 


Gaia si strinse le ginocchia al petto.non le piaceva l’idea di dimenticare qualcosa di più importante, anche se non sapeva bene cosa fosse.” E Matteo? Se io l’aiutassi, potrebbe ricordare?” 


L’angioletto la osservò per un attimo“Forse. Ma non per sempre. La vita è fatta per essere vissuta qui,Gaia. 


Se tutti ricordassero, l’Altrove, non riuscirebbero mai ad amare davvero il in cui si trovano.” 


Gaia rimase in silenzio, riflettendo. Poi, dalla sala, arrivò il suono delle risate di Matteo e il richiamo della mamma. Era il momento della torta. 


Si alzò dal letto, ma prima di uscire si voltò ancora una volta verso il suo amico invisibile.” tu ci sei sempre, vero?“ 


L’angioletto fece un cenno col capo “Sempre anche quando non mi vedrai più.“ 


Gaia sorrise, con il cuore un po’ più leggero. Poi corse giù, tra le braccia della sua famiglia, pronta a festeggiare il fratellino sapendo che un pezzetto di quel misterioso Altrove sarebbe rimasto sempre con lei.

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