sabato 5 luglio 2025

Il Paradosso dell’Esistenza







La vita è davvero un paradosso affascinante. Si nasce con niente nessuna proprietà, nessuna consapevolezza, nessun potere. Siamo creature fragili, interamente dipendenti dagli altri per sopravvivere. I primi anni scorrono nel mistero della scoperta, nell’innocenza del tempo che ancora non conosce il peso delle ambizioni.


Poi, come se qualcosa dentro ci spingesse a dimostrare il nostro valore, si inizia a lottare. Per un’identità, per un posto nel mondo, per l’amore, per il successo, per la giustizia, per la sopravvivenza stessa. 


Lottiamo per costruire, accumulare, trattenere relazioni, ricordi, beni materiali, certezze. Ci convinciamo che tutto ciò che conquistiamo sia nostro, che ci definisca, che ci renda reali e saldi in un mondo che altrimenti ci apparirebbe troppo effimero.


Eppure, alla fine, accade l’ineluttabile si lascia tutto, non solo in senso fisico, come accade nella morte, ma anche nel corso della vita stessa. 


Le persone se ne vanno, le cose si perdono, i sogni cambiano, i corpi invecchiano e anche quando si lascia questo mondo, lo si fa nello stesso modo in cui si è arrivati con niente.


È una verità tanto semplice quanto sconvolgente. Quello che cambia è il modo in cui ci rapportiamo a questo flusso. 


Se comprendessimo fino in fondo che nulla ci appartiene davvero, forse la nostra lotta assumerebbe un altro significato non più per possedere, ma per vivere pienamente. 


Per amare senza trattenere, per creare senza attaccamento, per essere presenti invece che vincolati al risultato.


Forse il senso profondo della vita non sta nel trattenere ciò che inevitabilmente dovremo lasciare, ma nel modo in cui scegliamo di attraversarla con consapevolezza, generosità e gratitudine per ogni istante.


La vita ci mette in mano il vuoto e ci chiede cosa vogliamo farne. Il senso non sta nel riempirlo ad ogni costo, ma nel riconoscere la bellezza del viaggio, anche  e soprattutto quando tutto ciò che abbiamo è niente.

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