lunedì 1 luglio 2024

La capacità di perdonare









C'è sempre qualcuno nella nostra vita che facciamo fatica a perdonare.

 Diciamo falsamente alle persone, o persino a noi stessi, che abbiamo perdonato quell'amico che ha mentito, quel parente che ci ha preso in giro, quell'insegnante che ci ha punito, o quel cameriere maleducato, ma una parte dentro di te sa che non potresti perdonare delle scuse che non hai mai ricevuto, che non hai perdonato chi non è stato perdonato. 

Non ho mai pensato che il vero perdono esistesse, ho creduto che questa qualità divina fosse rara, solo finché non ho sentito parlare di Nelson Mandela.

 Quell’uomo ha sofferto per diciotto anni estenuanti in una prigione sudafricana, eppure il suo cuore ha trovato la forza di perdonare tutti coloro che lo hanno maltrattato spietatamente.

Ha perdonato coloro che gli hanno ordinato di scavare una fossa e di giacerci dentro.

Ha perdonato le guardie che gli hanno urinato addosso, che lo hanno guardato e umiliato mentre stava nudo sotto la doccia e strappava le lettere che la sua famiglia gli aveva inviato.

Perdonò l'uomo che lo costrinse a indossare pantaloncini corti e una maglietta sottile durante il gelido inverno in Africa, l'uomo che non lo  lasciò nemmeno partecipare al funerale di suo figlio maggiore! Quanto è stato spietato. 

Questo maltrattamento era oltre ogni immaginazione. 

Ma come poteva perdonarli? Come può qualcuno perdonare una tale crudeltà e un trattamento disumano?

Ma lui, Nelson Mandela, li perdonò tutti.

Se fossi in lui, darei la morte a ogni essere umano coinvolto, ma cosa fece? Invitò a cena il procuratore che lo voleva morto!

Perdonò tutti coloro che non gli avevano dato altro che degradazione e umiliazione. 

Sapete cosa disse? 

"Mentre uscivo dalla porta verso il cancello che avrebbe condotto alla mia libertà, sapevo che se non mi fossi lasciato alle spalle la mia amarezza e il mio odio, sarei ancora in prigione.”

domenica 30 giugno 2024

Ci può essere vita dopo la morte?



Nadia è  una ragazza atletica, tiene al suo fisico.

L’ultima volta è andata in arresto cardiaco mentre era a lavoro.

E' stato a causa della sindrome del Long QT(sindrome della morte improvvisa). 

Il datore di lavoro spaventato, chiama il 118  perché l’aveva vista vomitare sangue.

Nadia, avvertiva un dolore terribile ma, la cosa che la spaventava è che si sentiva fuori da se stessa.

Appena entrata in ospedale, Nadia, ha ricominciato a vomitare ma  allo stesso tempo, a sentirsi meglio, abbastanza da permettere a sua madre di entrare nella stanza per assisterla. 

Ironia della sorte,  le aveva detto che tutto si sarebbe risolto in poche ore e che sarebbero tornate a casa senza restare lì, per tanto tempo. 

La madre di Nadia ha iniziato a ironizzare per distrarre sua figlia e  per tranquillizzarla; Nadia ricorda solo di averla guardata diritta negli occhi, prima che il suo cuore si fermasse.

Allarmata e in preda ad una crisi di panico, la mamma chiede aiuto al personale dell’ ospedale.

Arrivano medici, infermieri, nella stanza c’è trambusto.

Nel frattempo alla sorella di Nadia, e a suo marito i medici dicono che la paziente non da segni di vita. La famiglia è distrutta dal dolore.

L’infermiera del reparto parlando con i familiari della ragazza, ha confessato che in tutti i suoi anni di carriera,  non aveva mai assistito ad un caso come quello di Nadia, con la sindrome di Long QT. e che in piena crisi epilettica, pur stando male, afferrandole il polso chiedeva aiuto mentre i medici, cercavamo di capire cosa le stesse accadendo prima che il cuore si fermasse.

Quando Nadia si riprende e il suo cuore ricomincia a battere, ha brontolio e dolore al petto.

Un dolore, che non riesce ancora a descrivere, minaccioso, acuto, così vivo e traumatico che lei  ricorda in modo confuso.

In quel momento il suo racconto, assume un aspetto mistico, dice di aver sentito la pace, non ha visto Dio, o una luce alla fine di un tunnel, ricorda, solo che era libera di volare  ed essere una cosa sola con l'universo. 

Libera dal dolore.

La sensazione di pace interrotta dalle grida degli infermieri e dei medici in sottofondo.

Era come essere svegliati da un sogno piacevole, dove preferisci tornare a sognare piuttosto che essere svegliato.

Nadia era sveglia  ma stava male. 

Era come svegliarsi da un incubo, sentendosi dapprima in pace... poi improvvisamente avvertire dolore ovunque.

In quel istante, ancora racconta; non mi mancava la mia famiglia perché non riuscivo a ricordarla,  avevo solo la sensazione di piacere 

Un calore d'amore e di pace aleggiava in me, una sensazione che non avevo mai provato prima quando ero in vita, al quale non si può paragonare nessun amore, perché è Divino.

Adesso Nadia, quando è con gli altri e parla della sua avventura, spera inconsciamente che quel posto sia ancora lì ad attenderla ferma  quando arriverà il suo momento

sabato 29 giugno 2024

La pace di non sapere




C'è una serenità peculiare negli spazi tra ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo. 

Passiamo così tanto tempo a rincorrere risposte, desiderando ardentemente conoscere ogni dettaglio, ogni risultato. 

Sentiamo che dovremmo sapere tutto, anche le cose che non sono sotto il nostro controllo.

Forse è il nostro modo di afferrare il controllo in un mondo che spesso sembra caotico. 

Pensiamo che sapere ci proteggerà dalle cose che potrebbero farci male, una speranza che se possiamo prevedere e comprendere ogni aspetto della vita, possiamo proteggerci dalla delusione e dal dolore.

Cercando di afferrare l'inafferrabile, ci esauriamo e perdiamo la bellezza di vivere semplicemente la vita così come viene. Va bene non avere tutte le risposte. 

Va bene chiedersi e sognare cosa potrebbe essere e lasciare che l'ignoto sia una fonte di speranza piuttosto che di paura.

Perché la vita è un mondo pieno di incertezze. 

Nessuno sa cosa succederà dopo o cosa ne sarà del futuro. 

La vita diventa meno incentrata sull'avere tutte le risposte e più sull'apprezzare le domande e le esperienze che ne derivano.

In quei momenti di dubbio e confusione, ricorda che non è necessario trovare ogni risposta. 

Non tutte le domande hanno bisogno di una risposta. 

Va bene fermarsi, sedersi con l'incertezza e lasciarla dispiegarsi a suo tempo. 

La vita ha un modo di rivelare i suoi segreti, ma solo quando siamo pronti ad ascoltare.

 C'è una pace nel non sapere, ci consente di non aver bisogno di ogni risposta nella vita, ci invita ad avere fiducia nel processo, ad arrenderci al flusso delle correnti della vita, sapendo che anche in assenza di chiarezza, siamo guidati da Lui, il Signore che non ci deluderà mai.

Che tu possa avere il coraggio di lasciar andare la necessità di controllare ogni aspetto della tua vita.

 Abbraccia il mistero e lascia che ti guidi verso luoghi che non avresti mai immaginato.

A volte, le destinazioni più belle sono quelle che scopriamo senza una mappa.

venerdì 28 giugno 2024

Anima spezzata



Si dice che il cuore racchiude l’anima 
del mio cuore non è rimasto nient’altro che polvere,
conseguenza della bontà donata agli altri


Anima corrotta, dannata, obbligata a fare tutto ciò che il cervello impone


Senza pietà rievoca momenti felici,

forse illusori dove non era lui a comandare 


Nient’altro resta di una bimba spensierata, 

ignara del destino che l’aspetta


Ha corso impaziente


Il cervello sapeva…


Il cuore non ha ascoltato…


E ora lo deride guardandolo come lentamente svanisce


Si sente potente e autoritario il cervello mentre manipola e comanda un’anima ormai spezzata.


                                                     -V. Darwin