mercoledì 6 dicembre 2023

La Fatalità


Tony era un autista, lavorava per un’azienda di logistica.


   La paga era minima, ma per sostenere la  famiglia non aveva altra scelta.


   Lavorava fino a tardi e appena rincasava, il tempo di mangiare qualcosa che           subito andava a letto. 


  La mattina si svegliava presto, per essere sicuro della sua presenza al lavoro. 


 Un giorno finì di lavorare molto più tardi del previsto, per ritornare a casa in breve     tempo, decise di imboccare l’autostrada.


All’improvviso, avvertì stanchezza e decise di fermarsi nell’area di servizio più vicina prima di riprendere la corsa verso casa.


Si riposò un paio d’ore, subito dopo, accese il motore della sua macchina per riprendere la sua destinazione.


I’insidia era lì ad attenderlo.


Uscendo dall’area di servizio, non vide una macchina sopraggiungere, l’impatto fu violento.


Tentò di rimediare, ma il mezzo slittò, andò in testacoda e finì contro le lamiere della barriera di carreggiata.


Non subì danni, nulla di grave si sentì un pò stordito, Tony cercò di rientrare nell’aria di servizio per chiedere aiuto, ma sopraggiunse ad altissima velocità una Mercedes che lo investì. 


La macchina di grossa cilindrata si girò più volte  su se stessa e bloccò tutta la corsia. 


Altre macchine giunsero ad alta velocità creando un tamponamento a catena.


La scena che si presentò agli occhi dei primi soccorritori fu apocalittica.


Corpi mutilati. Sangue e resti umani ovunque. Morirono due giovani sposini, un uomo che tornava dall’estero, due amiche in viaggio e tanti feriti portati in codice rosso agli ospedali di zona.


Intanto si fece giorno, a casa di Tony squillò il telefono, la moglie apprese dagli operatori del pronto soccorso che erano intervenuti sul posto del disastro automobilistico la dipartita del marito.


La cattiva notizia portò disperazione e lutto in quella modesta famiglia che aveva atteso inutilmente il rientro di Tony, marito e padre di due bambini.


Morale: La fatalità sceglie a caso le sue vittime.

martedì 5 dicembre 2023

Finalmente ho ritrovato me stessa

Quando ero una bambina amavo quando mio padre mi spingeva sull’altalena, volavo con la mente, dimenticavo la realtà e mi  immergevo nella fantasia.

 Mi trasformavo nella persona che avrei voluto essere.

Avevo la necessità di guardare con occhi rivolti verso il basso mentre planavo alta  in prossimità del cielo azzurro.

Tutto sembrava essere piccolo e da lì potevo guardare la gente per dimostrare quando io valevo come persona.

Da là sù vedevo  quella gente disperata che litigava per risolvere affannosamente i problemi, e io che ridevo di gusto.

Mi piaceva ridere di loro  che si mostravano “potenti ”, perché li rivedevo piccoli, lontano da me e la cosa più importante, incapaci di raggiungermi. Come mi divertiva la loro ignoranza, e urlando, sapevo che non potevano ascoltarmi, cosi usavo le stesse parole che usavano loro per auto definirsi potenti.

Dentro di me, come una rivolta, rivendicavo il mio essere presente: “Guardami, sono qui, capace di volare e toccare il cielo !” 

- “Riesco anche nell’ impossibile!”

“Senza alcuna difficoltà!”

“Con il vostro stupore sono capace di giocare con la fantasia!”

Questo mio sogno, era ricorrente, si può percepire come forma di una protesta rivolta al mondo verso il quale nutrivo tanto timore per il loro giudizio nei miei confronti che immaginavo negativo .

 I miei elaborati dalle maestre spesso risultavano di scarsa comprensione, forse legati alla durezza della Vita, qualcuno mi aveva  reciso le ali prima che io nascessi, motivo per scoprire tutti gli aspetti che facevano parte del vissuto e dell’imminente età adulta. 

Ora, finalmente, ho ritrovato me stessa, ho spiccato il volo ma con il cuore!

lunedì 4 dicembre 2023

Il Tesoro Nascosto

Molto tempo fa, viveva una coppia molto povera. Avevano solo una piccola capanna in cui vivere e un piccolo appezzamento di terra dove coltivavano e si guadagnavano da vivere Un giorno, il marito si ammalò e la donna andò a lavorare da sola nei campi e iniziò a rimuovere le erbacce. Improvvisamente, vide una moneta d'oro che giaceva tra l’erba.Felice di questa scoperta, la raccolse con le mani tremanti e la legò in un nodo in un angolo della lunga stoffa che indossava.

La sorpresa si fece più grande quando, un po' più tardi, trovò  un rubino rosso scintillante che giaceva a una certa distanza. 

Dopo questo, trovò uno smeraldo, un topazio e un diamante finché continuò a lavorare. 

Tornò a casa, comprò del riso con la moneta d'oro. 

Non disse nulla a suo marito delle sue scoperte.

"E se diventa geloso?" Pensò la donna.

Quindi rimase in silenzio e tornò al lavoro ogni giorno, senza che suo marito sospettasse nulla.

Questa volta, trovò una moneta d'argento, mentre lo teneva tra le mani e la vedeva brillare alla luce del sole, sentì una voce che le diceva: "Non dire a nessuno la tua fortuna e avrai più tesoro".

Così andò ancora e ancora al campo e ogni giorno, trovava qualcosa: due monete d'argento in alcuni giorni, tre monete d'oro in un altro giorno, un diamante in un altro e così via. 

Nascose tutti i suoi tesori in un luogo sicuro che era fuori dalla portata di suo marito, quando andò nel campo il settimo giorno, non trovò nulla. 

Lavorò tutto il giorno e cercò in ogni pezzo di terra, ma non c'era nulla di prezioso.

Nel pomeriggio, si sentì affamata per la stanchezza e si sedette vicino al bordo del campo per far bollire il suo riso. 

Accese la legna da ardere e stava soffiando sul fuoco quando sentì  la stessa voce parlarle di nuovo:

"Dopo aver finito di bollire il tuo riso, spegni il fuoco e scava il terreno dove bruciano i boschi. Non dire a nessuno, quello che trovi".

La donna, fece come le fu ordinato dalla voce e trovò un grande barattolo pieno fino all'orlo di pezzi d'oro. Tremando alla sua scoperta e alla sua fortuna, prese in fretta uno o due pezzi d'oro e li seppellì come aveva sempre fatto e corse a casa il più velocemente possibile. 

Suo marito fu sorpreso di vederla tornare a quell’ora  strana e le chiese se tutto andava bene.

La donna non poteva più contenere la sua eccitazione, raccontò a suo marito tutto sui tesori e di come li  aveva ottenuti. 

L'uomo fu felicissimo, incapace di trattenersi, si diresse verso il villaggio e raccontò a tutti del tesoro.

Nel giro di poche ore, gli abitanti del villaggio eccitati dal racconto di Cesare, si precipitarono nei  campi della coppia per scavare e trovare il tesoro, ma, non c'era segno di alcuna moneta d'oro né  traccia di tesoro.

"Dove sono i tesori? Devi aver perso la testa in questo caldo estivo" tutti risero, increduli alla coppia.

"No no. Li ho visti e ho anche delle pietre preziose con me." gridò la donna. 

Mentre cercava di mostrare loro le sue gemme per dimostrare che aveva ragione, non riusciva a trovarne più nulla, nonostante la premura con cui le aveva conservate . Tutto il tesoro era sparito, e la coppia era tornata povera come lo era stata prima.

Morale: Non ti far distrarre da chi non crede in te, perché presto diventi come loro!

domenica 3 dicembre 2023

Intervista ad una sensitiva

Lara era una giovane ragazza che aveva strani poteri. Poteva spostarsi con la mente in qualunque luogo dove era presente qualcuno che conosceva.

In tanti la consideravano fuori di senno.

Giunse a casa sua un giornalista per intervistarla: “Lara, raccontaci che ti succede quando manifesti i tuoi poteri?”

La ragazza, incerta se aprirsi completamente o mantenere un minimo di riservatezza, rispose:

“Ciò che io sento in quei momenti è indescrivibile e capisco lo scetticismo di molte persone.

Ma se volessi dire qualcosa che sia verosimile, direi che i miei sensi si accendono e disarma la mente. Ho l’impressione di conoscere quei luoghi dove il pensiero mi porta. Sono attratta come una calamita da figure familiari con cui sento di star bene. Mi fido di loro e ascolto cosa mi dicono. Quando poi torno alla realtà che mi circonda, mi resta uno stordimento e una sensazione di una esperienza piacevole.”

Il giornalista chiede: “Non temi che ti giudica anormale o peggio, pazza?”

“Non è un timore… è una certezza! La gente crede a ciò che vede e a ciò che è riconosciuto da tutti. Ogni altra verità destabilizza e reagiscono mettendo in cattiva luce chi si apre a nuove verità!”

“Lara, perché succede proprio a te?”

“Forse perché ho sofferto molto e la mia sensibilità è emersa chiaramente.”

Il giornalista chiede ancora:

“Dimmi che cosa ti è successo per avere questi sensi così sviluppati?”

“Sicuramente, è dovuto a una mancanza d’amore vero! 

Avevo pochi anni e mi hanno affidata ad un uomo violento. Ho subito angherie di vario genere fino a quando sono scappata via di casa e accolta dalla famiglia a cui oggi orgogliosamente appartengo.”

“Ma se ora stai bene, perché manifesti ancora queste volontà di vivere fuori di te?”

Lara sorrise, intuì che il giornalista non avrebbe potuto capire a fondo.

“Vede signore, non sono io a decidere … mi succede e basta!

Se vuol dare da parte mia un consiglio ai suoi lettori, dica di amare i propri figli ricordando loro che seppure li hanno generati, non sono oggetti che appartengono e che possono disporre a loro piacere. I figli hanno un cuore proprio che vuole battere di proprie emozioni. 

Incoraggiateli quando sbagliano spiegando che ogni errore è una lezione di vita. Siate attenti quando vi cercano perché così faranno con voi e con gli altri.

Vogliono sentirsi amati per imparare ad amare … così da migliorare a piccoli passi l’intera umanità.”

Il giornalista chiuse l’intervista con il sorriso magico che Lara aveva quasi imposto.