domenica 10 dicembre 2023

Storia della mia Vita

Non credevo che sarei arrivata  a raccontarvi della mia vita.

Non che non avessi fiducia in me ma sapevo, quanto era difficile poterla esternare.

Mentre scrivo mi accorgo che questi avvenimenti hanno molto in comune, più di quanto pensassi con la realtà che ci investe e che viviamo.

Ero con mia figlia di pochi anni e stavo passeggiando per strada, quando improvvisamente alle mie spalle, udì un plotone di tedeschi che stavano perlustrando la zona in cerca di ebrei per deportarli nei ghetti e poi ucciderli.

Non potevo far nulla tranne sentire strazianti urla, imprecazioni sempre più forti.
Se solo, avessi dato ascolto a quelle voci che chiedevano aiuto, mi avrebbero scoperta e portata chissà dove. 


Si! si!


Sono ebrea..., Viva  per miracolo e lo devo a Dio.


Il massacro era iniziato molto tempo prima e sembrava non dover finire mai.


 Credo che il mio mondo, ancor prima di avere notizie di quello che stava succedendo, spariva, nessuno  poteva fermare quel massacro.


Abitavo in uno  stabile le cui finestre si affacciavano su una strada chiusa, il  mio appartamento era all'ultimo piano dell'edificio. 


Un giorno, sentii bussare con insistenza alla porta del piano di sotto e subito dopo si udirono urla.

 Il timore che potessero arrivare a me, si fece più concreto, cercavo  un motivo valido che potesse continuare una irrefrenabile e  evidente impossibilità di mostrare una resistenza adeguata contro quella forza brutale. 


La minaccia mi era vicina ed io lo sapevo bene!


Speravo che si fermassero a quel piano, ma non fu così.


Come non  riconoscere il rumore del legno scardinato della porta, ero disperata, vedevo la mia fine vicina.

Ero in casa con la piccola Matilda che fortunatamente era in un'altra camera e dormiva. Mi affrettai ad andare da lei e mi barricai con tutto quello che avevo nella stanza. 

La panca che accatastai contro la porta d’ingresso mi dava l’illusione di essermi protetta, ma sapevo che comunque sarebbero riusciti a passare per potarci via.

Avevo brividi lungo tutto il corpo al solo pensiero che quei tedeschi, potevano entrare nel mio appartamento


Continuai a vegliare  la  bambina che continuava a dormire e non si accorse del trambusto.


I colpi alla mia porta si fermano perché il tonfo assordante del legno, liberò  il passaggio.


 Fu allora che la bambina si svegliò di soprassalto  e cominciò a piangere ininterrottamente, così, la presi in braccio e la strinsi al mio petto  come solitamente facevo per tranquillizzarla, il suo pianto disperato improvvisamente si calmò.


Mi trovai con i militari minacciosamente davanti alla mia persona.


Fui ordinata a seguirli e così presi a volo quello che potevo per ripararci dal freddo 

Mi affidai al destino e alla clemenza di Dio.

Se questo è un modo per dirsi persone nel mondo resto in silenzio 

sabato 9 dicembre 2023

Saggezza Contadina

Un contadino lavorava tutti i giorni nel suo podere e la sera rientrava a casa stanco. 

La moglie restava tutto il giorno in casa, accompagnata dalle voci della televisione, sempre accesa. 

Per forza di cose lei era aggiornata su tutti i fatti di cronaca e di politica.

Il marito la considerava molto istruita per quanto sapeva riportare a lui.

Ultimamente la sentiva sempre parlare di guerra. Aveva sopportato tutta la vicenda del Covid di cui poi non ne sentì più notizia.

La guerra sembrava interessargli di più, visto che la ricordava per averla sentita più volte raccontata dai genitori.

Un sera, prima di coricarsi, chiese a sua moglie: “Maria, mi parli sempre che ci sono delle guerre, ma non ci sono bombardamenti o soldati in giro! Che razza di guerra è?”

“Peppino, sei il solito ignorante! Le guerre stanno in Ucraina, Israele, in africa.”

“E allora, di che ti preoccupi?” domandò Il contadino.

“Mi preoccupo perché potrebbe arrivare da noi!”

Peppino rise e disse:”Maria, credo che tu sei l’unica a preoccuparti! Vedo in giro macchine di lusso, ristoranti pieni e i supermercati ricolmi di ogni ben di Dio! 

La gente trova uno strano modo di preoccuparsi!”

“Peppino non essere superficiale! La televisione fa vedere cose terribili che succedono in quei posti!”

“Maria, a mio parere la guerra la fanno dove ci sono disgraziati e povera gente.” 

“Perché dici questo?” Maria restò sorpresa.

“Da quando è nato il mondo, il prepotente se la prende sempre con il debole. Come anche il ricco col povero, l’arrogante con l’umile. 

Caino  contro Abele, ha dato il primo esempio di guerra.

Cambiano le situazioni ma la sostanza è uguale.”

“Secondo il tuo ragionamento, non dovremmo preoccuparci e lasciare accadere ciò che accade?” domandò Maria.

“No cara moglie, sei libera di preoccuparti quanto vuoi! Non sarà la tua preoccupazione a prevenire le guerre.

Inoltre, stai sicura perché è presto che la guerra arrivi da noi … ci sono troppi pochi poveracci rispetto ai ricchi!”

Maria si sentì presa in giro:”Hai ragione Peppino … tu continua a stare con la testa per aria e a prendere a burla ogni cosa.”

Peppino alzandosi dalla sedia per andare a dormire, disse l’ultima frase:

“Maria, non ti ho mai parlato più seriamente di stasera!”

venerdì 8 dicembre 2023

Dio esiste per i filosofi?

Dario era un filosofo e in ogni discussione evidenziava la sua profondità di pensiero.

Nico, invece, era un sempliciotto, amante della tradizione e un fervente credente.

I due uomini si conoscevano da ragazzi, poi le loro strade si sono divise.

Dopo tanto tempo si incontrano al bar. Nico, con il suo brioso carattere, non mancò di mostrare la contentezza di rivedere un amico di gioventù. Dario gradì l’ esuberanza dell’amico e subito gli offrì da bere.

Seduti al tavolo, Nico, sapendo di parlare a un filosofo, domandò:

“Dario, i filosofi credono in Dio?”

L’amico sorrise perché aveva intuito che si trattava di una domanda provocatoria, ma rispose:

“Nico, la risposta la puoi desumere dalla tua stessa domanda.”

Nico non capì: “Ecco, trovi il modo per non farti capire … il solito vizio dei filosofi!”

“Allora, ti spiego. Tu hai usato il verbo credere nella domanda. 

Questo significa che io necessariamente devo avere una ragione per la quale mi convinco che Dio esiste. 

Giusto?”

“Credo proprio di sì!” rispose Nico.

“Quindi, se ribaltassi a te la domanda, come risponderesti?”

“Risponderei dicendo che credo in Dio perché ho fede!”

“Bravo! Tu hai fede e quindi non hai bisogno di pensarci se è vero o falso che Dio esiste, da questo punto di vista, tu sei più fortunato dei filosofi.

Loro hanno bisogno di ragionare e costruirsi una teoria convincente…la qual cosa è difficile!”

Nico non si arrende alla logica di Dario, è domanda:”Dario, può essere che io sia ignorante e la fede mi evita di pensare, ma ci sono illustri pensatori della chiesa convinti che Dio esista.”

“E’ vero. Purtroppo, per loro, i pensatori della chiesa di cui tu parli, hanno costruito la loro teoria ammettendo in partenza l’esistenza di Dio in quanto presi dalla Fede.

Nico, se tu hai fede in qualcosa, il tuo cervello va in ferie! Non ti verranno mai dubbi sulla questione.”

Nico si ribella:”Non è vero! Tu vuoi convincermi che chi crede in Dio è uno stupido?”

“Non esagerare! Ho detto soltanto che perde la necessità di ragionarci sopra.”

“Dario, mi fai capire che i filosofi difficilmente ragionano per fede e quindi affermare l’esistenza di Dio sarebbe per loro una responsabilità che non vogliono prendersi.”

“Finalmente mi hai capito!” Esclamò Dario.

Intanto arrivò il cameriere con il caffè fumante d’aroma. Nico disse:”Ora ti chiedo un atto di fede assicurandoti che questo è il miglior caffè che si può bere nella nostra città.”

Dario rise:”Quando lo avrò bevuto … ci ragionerò sopra!”

giovedì 7 dicembre 2023

Il mistero del lenzuolo bianco


Pietro era un padre di tre figli ed era solito andare a trovare i suoi parenti in Basilicata.

 Lui abitava in un paese pugliese vicino al mare e in ogni weekend usciva con tutta la famiglia, la domenica sera rientrava a casa con la sua utilitaria. 

C’era solo una strada che collegava il paese dei suoi parenti con la Puglia. 

Quella strada Pietro la conosceva a memoria.

La carreggiata era stretta e con molte curve, attraversava un grosso canalone tra due pendii rocciosi, in parte sfruttati per ricavare pietrisco per le costruzioni edili.

Era quasi la mezzanotte. I bambini dormivano e la moglie appisolata con la testa inclinata in avanti.

All’improvviso si sentirono dei forti colpi sul cofano posteriore, Pietro si spaventò e con lui anche la moglie che si svegliò di soprassalto.

Si pensava ad una caduta di sassi che si fossero riversati sulla macchina, ma non fu così!

Pietro fermò l’auto, uscì, fece un giro intorno e non vide nulla. Il cofano era intatto e nessuna pietra nei paraggi.

Mentre si guardava intorno, un grosso lenzuolo bianco volò sopra la sua testa e scomparve oltre la collina. Si sentirono delle voci di lamento.

Pietro sbiancò dalla paura. Rientrò velocemente in auto e senza dir nulla alla moglie, mise in moto la macchina e partì velocemente.

Durante il tragitto i due coniugi stettero in silenzio e non parlarono dell’accaduto fino al giorno successivo.

Dopo qualche ricerca, Pietro seppe che nel punto dove aveva visto il lenzuolo e il rumore assordante, il mese prima una intera famiglia era morta a causa di una frana che aveva seppellito l’auto con tutte le persone a bordo. 

Dalle macerie e dalle lamiere contorte dell’auto furono estratti cinque corpi senza vita.

Il lenzuolo che Pietro aveva visto volare era lo stesso usato per coprire le povere salme.