
Non potevo far nulla tranne sentire strazianti urla, imprecazioni sempre più forti.
Se solo, avessi dato ascolto a quelle voci che chiedevano aiuto, mi avrebbero scoperta e portata chissà dove.
Si! si!
Sono ebrea..., Viva per miracolo e lo devo a Dio.
Il massacro era iniziato molto tempo prima e sembrava non dover finire mai.
Credo che il mio mondo, ancor prima di avere notizie di quello che stava succedendo, spariva, nessuno poteva fermare quel massacro.
Abitavo in uno stabile le cui finestre si affacciavano su una strada chiusa, il mio appartamento era all'ultimo piano dell'edificio.
Il timore che potessero arrivare a me, si fece più concreto, cercavo un motivo valido che potesse continuare una irrefrenabile e evidente impossibilità di mostrare una resistenza adeguata contro quella forza brutale.
Ero in casa con la piccola Matilda che fortunatamente era in un'altra camera e dormiva. Mi affrettai ad andare da lei e mi barricai con tutto quello che avevo nella stanza.
La panca che accatastai contro la porta d’ingresso mi dava l’illusione di essermi protetta, ma sapevo che comunque sarebbero riusciti a passare per potarci via.
Avevo brividi lungo tutto il corpo al solo pensiero che quei tedeschi, potevano entrare nel mio appartamento
I colpi alla mia porta si fermano perché il tonfo assordante del legno, liberò il passaggio.
Mi affidai al destino e alla clemenza di Dio.
Se questo è un modo per dirsi persone nel mondo resto in silenzio


