domenica 7 aprile 2024

Amicizia

 





Amicizia é la parola più usata in modo leggero. Si dichiara amicizia velocemente, senza pensarci, a cuor leggero, come se fosse un saluto, senza impegno.

Se devo riferiti qualcosa dico: “Mi è stato detto da un amico/a.”

Se vado a passeggio, posso farlo con un amico/a.”

Se ho bisogno di una cortesia, mi rivolgo ad un amico/a.”

L’amicizia è un grande valore umano, molto più impegnativo dell’amore.

L’amicizia presume gratuità, estrema trasparenza ed enorme generosità.

Come l’amore,  richiede libertà e rispetto, ma diversamente dall’amore non offre nessun pegno.

In amore di coppia, c’è lo zuccherino del sesso che costringe i falsi amanti a stare insieme, che favorisce l’unione anche quando di vero amore c’è proprio poco.

In amicizia, c’è un patto di alleanza disinteressata in cui ognuno trova il piacere di rapportarsi e mette a disposizione il proprio essere per arricchire l’altro.

Per il fatto che in amicizia non ci sia qualcosa che materialmente ti viene data, non è prerogativa degli egoisti o di chi vede un “utile” o un “ricavo” o un “investimento” nelle persone. 

La vera amicizia è discreta, fiorisce tra anime nobili.

Esiste un detto che mette in risalto l’aspetto inconsapevole dell’amicizia:

“Dai nemici mi difendo io, dagli amici mi difende Dio”.

La morale suggerisce come sia scontato il bene di un amico, mentre è dichiarato apertamente il male del nemico.

Con l’amico non devi costruire difese, non c’è nulla da cui cautelarsi, mentre per un nemico dobbiamo costruire mura di difesa, trappole da far scattare.

Se un amico ci vuol far del male, solo Dio lo sa e può rimediare.

Gli amici non si scelgono, si affacciono alla nostra vita soltanto se siamo degni di accoglierli.

sabato 6 aprile 2024

Il racconto di una vita


La vita è un lungo racconto che si comprende pienamente quando sei sull’ultima pagina.

Quando si è giovani, leggendo il racconto, si sfoglia il libro soffermandosi nella maggior parte dei casi sulle immagini, attratti dai colori e forse ponendo attenzione solo sulle brevi didascalie.

Andando avanti con gli anni, le figure interessano meno, mentre prende interesse la sostanza del racconto, i fatti che accadono. Si diventa sempre più solidali con il protagonista, condividendo le sue iniziative e partecipando alle sue delusioni.

Intanto, se ti sei acculturato, inizia a piacerti la forma di scrittura del racconto, noti i dettagli delle situazioni, noti le incoerenze. Apprezzi la ricchezza vocabolario e lo stile della scrittura.

Nell’età matura, i gusti si raffinano e se il racconto non porta sostanza, smetti di leggere. Allora ti interessa la qualità dei protagonisti, ti accorgi delle finzioni e delle sbavature. 

Le persone che prima erano soltanto nomi, ora le vedi come anime; comprendi i loro errori perché rivedi i tuoi. 

Ti piacerebbe leggere ad alta voce perché vuoi emozionarti, vuoi sentire le vibrazioni del racconto che ormai stai per finire.

Per ultimo, noti quanto sia stato lungo il racconto e come sia stato letto velocemente. Ti soffermi sul titolo, immagini l’autore e dai un valore al libro in base a cosa ti ha lasciato nell’anima.

Se il racconto è stato piacevole, avventuroso, emozionante, ti rendi conto come tu sia stato fortunato a leggerlo.

venerdì 5 aprile 2024

Una inspiegabile involuzione








Il mondo si sta svuotando di valori.

I grandi poeti Italiani che hanno dato lustro al pensiero e al cuore, sicuramente rimarrebbero senza parole nell’età della attuale “Civiltà”.

Un popolo che santifica la noia, che non trova niente di meglio dello sballo, spero di sbagliarmi, ma va inevitabilmente al declino.

Sanremo ha incoronato una canzone il cui testo fa inorridire e lo ha nascosto tra note orecchiabili e ripetitive, una sagra di parole mescolate di no senso che fanno leva su un ritmo mirato a stordire il pensiero ed evitare di pensare.

Ecco un piccolo estratto:

“La mia collana non ha perle di saggezza. A me hanno dato le perline colorate Per le bimbe incasinate con i traumi da snodare piano piano con l'età.

Muoio senza morire, in questi giorni usati. Vivo  senza soffrire, non c'è croce più grande. Non ci resta che ridere in queste notti...È la cumbia della noia.

Muoio perché morire rende i giorni più umani. Vivo perché soffrire fa le gioie più grandi. Non ci resta che ridere in queste notti bruciate”.

Se in voi alimenta ancora un pò di fiamma romantica di altri tempi, sarete rimasti un pò sconcertati!

Dove sono finite le armonie poetiche  di Dante, Manzoni, Leopardi?

Dove sono finite le raffinate logiche di Severino, Eco, Galimberti?

La buona cultura non può portare a questa brutta involuzione…che sta succedendo?

I tempi di Nilla Pizzi e Domenico Modugno appartengono alla storia antica … quando nelle canzoni si usavano parole d’amore per incantare con le dolci melodie i cuori e ricordarci di avere un’anima.

giovedì 4 aprile 2024

Confidenze femminili






Francesca era una donna delusa, avuto tante relazioni amorose finite tutte allo stesso modo, cioè con l’inganno e tanta ipocrisia. 

Lei confidandosi con un’amica diceva:

“É importante avere qualcuno con cui sfogarti, con cui poter parlare dei tuoi problemi, delle tue paure, avere qualcuno che non ti giudichi mai, che ti capisca, ti dia consigli, avere qualcuno che ti ami, che ti supporti, che ti valorizzi, qualcuno con cui condividere traumi ed esperienze, uscire, fare festa, dormire, guardare film, cucinare insieme e avere qualcuno che ci sia nel bene e nel male. 

Questo è  chiedere troppo?”

Silvana rispose:”Per esperienza posso dirti che amare significa conoscersi, parlare e risolvere i problemi insieme.

Oggi invece al minimo problemino si va in crisi o si sostituisce la persona... come se fosse oggetto... é tristissimo.”

Francesca era ormai sfiduciata, continuò dicendo: “Sì, spesso la situazione si risolve con un rapporto di forza....alla fine c'è sempre qualcuno che vuole gestire, controllare, comandare e imporre...poi capisco che per una donna sfortunatamente é normale che sia così. 

Si parla tanto del rispetto verso la donna ma nulla cambia, io non sopporto l’uomo padrone, non voglio rinunciare alla mia dignità; mi tengo la mia libertà anche a prezzo della solitudine, dove va a finire la bellezza della coppia,  dove si ritrova la sintonia delle anime, quando mancano gli elementi basilari di un rapporto d’amore.”

Silvana aggiunge: “Si chiamano rapporti creativi e maturi, quelli che funzionano, ma secondo me sono irraggiungibili … sarebbe il  “nirvana” del rapporto in sé, nirvana  perché non tutti ci arrivano e si resta nell’immaginario.

Siamo una società usa e getta in grande percentuale per tutto, rapporti umani compresi.” 

I contenuti di questo dialogo sono molto comuni nelle confidenze tra donne. 

Gli uomini, salvo eccezioni, tendono a trascurare la vera potenza di una donna.