lunedì 15 aprile 2024

L’ immaturità della guerra








Credo che il pensiero comune sia dannoso quanto una lenta malattia che ti consuma.

Essere contagiati dal pensar comune, si perde di criticità e si elevi a verità qualsiasi  cosa che si dica.

Da un po’ di tempo si parla in TV di guerra e delle difficoltà che insorgono per giungere alla pace.

Importanti politici e commentatori televisivi ripetono una frase che mi fa inorridire: “Se vuoi la pace, prepara la guerra!”

Questa stessa frase, tradotta a modo mio, significherebbe : “Se non vuoi essere aggredito, allenati a mostrare i tuoi muscoli!”

Mi chiedo, ma dove è finito il senso umano? 

Si parla tanto di fratellanza e amore e poi per non litigare ci dobbiamo guardare in cagnesco, pronti a verificare chi è il più forte!

Il leoni lo fanno per istinto, in obbedienza alla legge naturale che assicura la procreazione al più forte del gruppo.

Loro però, non si fregiano della nostra intelligenza e non ambiscono a comandare tutto il mondo.

É il caso di renderci conto che nonostante gli insegnamenti pervenuti in millenni di storia in cui ci sono state guerre e tragedie di ogni genere, l’uomo moderno continui a pensare alla guerra come strumento indispensabile per risolvere i problemi che impediscono la coesistenza pacifica.

Sembra dover credere a chi dice che l’amore per il prossimo esiste solo nelle favole e resta un ideale filosofico, destinato ad apparire come una bella cosa, ma essenzialmente teorica (praticamente inutile).

domenica 14 aprile 2024

L’ antipatia







L’antipatia é uno stato di insofferenza verso qualcuno o qualcosa.

L’essere antipatico discende dai bisogni non soddisfatti, da vissuti problematici occorsi durante l’età infantile. 

Da adulti si innescano meccanismi di difesa per sostenere la dolorosità che porta in sé la mancanza di riconoscimento.

L’incapacità di entrare in relazione con l’altro nasconde una sofferenza antica conservata dentro il proprio vissuto.

Per questi sfortunati, la vita di tutti i giorni è sempre una battaglia contro un nemico invisibile.

Generalmente, l’antipatia è frutto di una maturazione ritardata, di un’assenza d’amore.

L’antipatico lancia chiari segnali di ostilità, lo fa con il linguaggio del corpo, assumendo posizioni che evidenziano distacco, alterigia, diffidenza, lo si evince anche con le parole, rivelando ambiguità e sottintesi.

L’antipatico é quasi sempre ipocrita…dice il contrario di ciò che pensa perché si pone l’obiettivo di guadagnarsi la fiducia usando salamelecchi.

Le sue relazioni si motivano con l’utilità che ne può ricavare. 

Quando viene scoperto trova mille giustificazioni e si trasforma in vittima.

Se incontrate una persona antipatica, siate indifferenti, in questo modo, gli togliete l’attrattiva migliore per cui non possono battagliare e perdono l’interesse di ricavarci qualcosa.

sabato 13 aprile 2024

Innamorata di te









Sì! Io ti amo.

Ti amo per il profumo che hai lasciato nella mia anima.

Ti amo per il tremore che prende il mio cuore al sol pensiero di te.

Ti amo perché vicino a te sono un’altra donna.

Non trovo parole per descrivere il fragore che si agita dentro. 

Sei tempesta e sole, sei vento e pioggia… sei amore.

Mi arrendo ai tuoi sorrisi…così che entri in ogni mio desiderio e la ragione si perde nella morsa dell’emozione.

Mi sciolgo davanti al tuo sguardo…rapita dall’incanto dei tuoi modi gentili.

Tento di liberarmi dalla trappola dei tuoi occhi, ma il mio cuore è troppo debole e cedo alla voglia di abbracciarti.

Forse sono troppo romantica …

Forse sogno troppo …

Forse sei un ideale che non esiste …eppure ti sento  in me,

e con te …. l’orgoglio di essere donna.

venerdì 12 aprile 2024

L’importanza delle parole








Le parole costruiscono i pensieri che usciranno dalla tua mente, che diranno di te come sei, se sei stato ben educato, se rispetti il prossimo… se sei una persona raffinata.

Quando parli o scrivi scegli bene le parole. Esistono i sinonimi, ognuno dei quali ti esalta un aspetto diverso delle tue idee, ognuno vuole sollevare un’emozione diversa.

Quante parole conosci ? 

Se sei povero, poche! Usi sempre le stesse e sei monotono … poco interessante…dichiari ignoranza.

Se ne conosci molte, sai orientarti bene nella logica; sei distinto nello stile; sei interessante, susciti fascino.

Se ne conosci moltissime, diventi un critico; i tuoi pensieri sono profondi e qualcuno inizia a non capirti.

Il tuo ruolo nella società si eleva; sei un professore, un politico serio, uno specialista.

Le parole con il tempo decantano i pensieri e diventi saggio, ti rendi conto, di quanto cattivo uso se ne fa in giro per il mondo; comprendi anche quanta cattiveria o bontà possono divulgare.

Ti accorgi della loro importanza nelle relazioni e come sia facile confondere i significati.

Ecco che cominci a parlare poco perché spesso diventa opportuno tacere.

Ti convinci che é inutile parlare ai sordi!

Così preferisci ascoltare e quando dalle parole non ti giunge niente che ti interessi, togli gusto di continuare a chi ti sta parlando.

Se vuoi considerazione, studia, leggi, impara e non smettere mai di farlo!