venerdì 19 aprile 2024

La bellezza interiore









Gabriele non smise mai di cercare l’amore, anche se le donne lo snobbavano, preferendo uomini sciocchi ma più avvenenti e scaltri, e pensate  che scriveva poesie  quando la malattia lo aveva debilitato.

Perfino allora continuava a creare bellezza attraverso i suoi versi con uno slancio eroico. 

C’è sofferenza nella vita? Certamente.

 Gabriele scriveva della sofferenza dell’attesa, delle speranze tradite, dei sogni infranti, dell’arroganza dei prepotenti.  

Chi nella propria vita non ha conosciuto la tristezza, lo smarrimento, la disperazione? 

Gabriele non mentiva, non era capace, non indossava la maschera del moralista, non faceva prediche e lezioni, non  vendeva illusioni. 

Parlava con sincerità e la sua sincerità veniva scambiata per cattiveria, non sapendo che l’onestà, il coraggio di essere onesti è il vero mandato dell’anima nobile. 

Pochi riescono a denunciare il proprio malessere nel modo più onesto possibile, i più ripiegano verso forme e contenuti contaminati dall’ipocrisia. Gabriele invece ha lottato tutta la vita per far coesistere verità e bellezza. 

Soltanto le anime raffinate hanno colto il suo valore

giovedì 18 aprile 2024

Emozioni







Sono innamorata della vita.  

Ogni giorno prendo appuntamento con il sole, abbraccio la sua luce per riscaldarmi di ottimismo e riflettere amore.

Corro nelle praterie dei miei pensieri per prendere gioia… voglio l’affanno del vivere e mentre respiro dimentico la materia. 

La mia anima non ha più peso e con lei sorvolo, libera, tra le cime più alte così che la solitudine diventi canto e la bellezza armonia. 

Ho bisogno di vibrazioni.

Ho bisogno di scuotermi dal torpore del nulla.

Voglio dimenticare il tempo.

Così mi troverai nella semplicità di un fiore, nella freschezza di un ruscello, nella pace dell’oceano.

E alla sera, al brillar delle prime stelle, i miei occhi luccicano per la fuga di quella lacrima che mi fa donna.

Indugio nell’ammirare il creato e permetto al mio cuore di accelerare i suoi battiti.… sei vuoi, puoi chiamarle emozioni.

mercoledì 17 aprile 2024

Signori nell’anima

 











Ci sono azioni che valgono un tesoro ed elevano lo spirito di chi li compie al massimo della nobiltà.

Marco studiava medicina in un paese lontano dal suo luogo d’origine; era mantenuto agli studi dai suoi genitori in pensione, in occasione delle lunghe vacanze tornava a casa per trascorrere con loro un breve periodo di relax.


Al termine della permanenza, ripartiva con il denaro dato dai due genitori, la pensione  non era cospicua per cui servivano grossi sacrifici per accantonare qualcosa. 


In un’occasione, i genitori avendo speso tanto per alcuni lavori di sistemazione della casa, non avevano potuto riservare soldi per il figlio.

Erano amareggiati a dover ammettere la loro impossibilità economica, Marco però comprese il disagio dei genitori e nel momento dei preparativi del viaggio, disse di non aver bisogno del loro aiuto economico, poiché l’università gli aveva assegnato una borsa di studi.


Ovviamente aveva mentito. 


Il cuore di una mamma sa ascoltare quello di un figlio anche quando non parla, la mamma, intuì la menzogna del figlio e in accordo con il papà, ritirarono dalla banca quel piccolo fondo destinato alla loro vecchiaia; lo inserirono in una busta e all’insaputa del figlio, la nascosero  in una scatola che il figlio aveva in valigia.


Marco nel  frattempo, tornato a casa, sospese gli studi universitari e trovò un’occupazione che gli permise di guadagnare quanto bastava per terminare gli studi.

Un giorno mentre era in soffitta aprì  la scatola ormai dimenticata che occasionalmente portava con sé nei viaggi e con meraviglia, trovò il denaro che i suoi genitori avevano scrupolosamente riservato a lui.


Si commosse per il loro amore discreto e  si promise che li avrebbe resi felici appena avesse potuto.


In breve tempo, si laureò in medicina, trovò lavoro e guadagnó tanto da formarsi un cospicuo patrimonio.


I genitori, ormai molto anziani erano orgogliosi del loro figlio Marco che li aveva resi felici affermandosi come medico 


Era diventato un ricco signore grazie al loro amore ma per lui, i genitori erano sempre stati signori nell’anima.

martedì 16 aprile 2024

Il declino dei valori spirituali








Per i giovani ormai è consuetudine andare in pizzeria o consumare drink nei bar, si dà per scontato che debba essere normale avere soldi in tasca e se papà non provvede a riempirle, diventa un cattivo papà, quello che non ci tiene ai propri figli. 

Quando si dà per certo qualcosa non si riflette più sulla sua opportunità, sulla sua reale necessità.

Allora, si perdono i riferimenti e si attribuiscono valori a esigenze vuote di ideali, inconsistenti di razionalità.

In passato la povertà rendeva forse più palese l'importanza delle cose basilari, tra cui il cibo, il rispetto, le buone maniere.

Il senso di gratitudine era per il grande dono della vita e il momento del pasto era valorizzato nella sua sacralità. 

Oggi di "sacro" ci sono le le cieche pretese e le manie esibizioniste.

É facile girare nelle città e ritrovarsi Ventenni alla guida di auto di lusso acquistate con i soldi dei genitori.

Che mondo stiamo costruendo?

Quello basato sulla discriminazione sociale dove il ricco ostenta e il povero si rassegna?

Il declino spirituale si è avviato e in futuro ritorneremo alle classi sociali degli antichi greci: i Ghene, ovvero gli aristocratici, chiamati anche eupatrides (figli di padri gloriosi); i Tiasi, ovvero i plebei, e infine i Meteci che pur vivendo nelle città non erano considerati abitanti.

La differenza rispetto ai quei tempi la farà il denaro: Il conto in banca renderà aristocratico anche l’analfabeta e schiavo chi possiede soltanto gli occhi per piangere.