venerdì 7 giugno 2024

L’arroganza








Enrico prendeva l’autobus per recarsi all’università.

Una mattina assistette a una scena che lo portò a riflettere per molto tempo.

Sull’autobus c’era un ragazzo diversamente abile, accompagnato da sua madre.

Enrico lo incontrava spesso su quella linea mattutina.

Chi lo avesse visto per la prima volta, si sarebbe stupito nel vederlo sempre indaffarato a cercare qualcosa sotto i sedili.

Quel giorno, però, sull’autobus c’era tanta gente e lui stava in piedi, di fronte a lui, nel pochissimo spazio libero, c’era una bella ragazza in minigonna.

Enrico, era seduto, in fondo all’autobus, poteva osservare la scena. Vide il ragazzo agitarsi e allungare le mani verso la ragazza.

Un signore si accorse di cosa stava succedendo; afferrò il ragazzo e lo scansò dalla donna, prima che le creasse disagio, per fortuna la ragazza  non si accorse di nulla. 

La mamma del ragazzo, invece, senza conoscere il motivo del gesto del signore, cominciò ad urlare, rivendicando una  insensibilità verso le persone con disabilità.


Il signore non reagì per non dar modo di creare scompiglio perché era giunto a destinazione e stava per scendere dall’autobus. 

Enrico non potette evitare una sua riflessione:

“I giovani anche se diversamente abili hanno gli stessi istinti delle persone abili, questo rientra nella logica, però non da diritto a privilegio non gli si dovrebbe consentire di fare qualunque cosa. 

Evidentemente la mamma del ragazzo era convinta che a suo figlio fosse riservato per diritto un trattamento speciale indipendentemente dal tipo di azione intrapresa.

La madre di quel ragazzo si era comportata senza dare una logica alla sua reazione di quel momento, perché aveva reagito ignorando cosa stesse facendo suo figlio.

Mi dispiace sottolineare senza mezze misure, ma il mondo, è pieno di queste persone, ci si dovrebbe sforzare a guardare la realtà così per com’è inconfutabile!

Occorre aprire gli occhi, ma soprattutto la mente, si sa che viviamo in una società PIENA di cose che non si capiranno mai. 

Se si lascia che le convinzioni limitanti diventino pregiudizi si rischia di restringere ancora di più la mente."

giovedì 6 giugno 2024

Che cosa si intende per proteina P53?







I ricercatori stanno studiando un meccanismo in grado di bloccare la proliferazione delle cellule tumorali, il loro intento è simile al gioco della pignatta.

 Tra loro c’è sempre qualcuno che a occhi bendati tenta con un bastone di rompere la pignatta e godere del suo contenuto. 

Per gli scienziati, la proteina p53 è un’ambita pignatta. 

Questa, tartassata continuamente dal bastone delle sperimentazioni, ha fornito un importante tassello alla comprensione della complessa mappa del funzionamento che mira a individuare una barriera anti tumorale

Come per il gioco della pignatta, il tipo d’intervento è per tentativi. 

Si vuole, insomma, che la materia apra il suo scrigno dei segreti per far fluire ciò che l’anima, in un disegno più complesso, già è abituata a orchestrare. 

L’uomo è una miscela di spirito e materia. 

L’anima è la “logica” direttrice di ogni interazione con l’esterno. 


L’anima si manifesta solo con il raggiungimento di un equilibrio funzionale biologico. 


Stiamo parlando di un mondo completamento nuovo non riconosciuto dalla scienza perché non si concilia con la razionalità della dimostrazione e della ripetibilità.


Di sicuro in pentola qualcosa bolle e poiché sollevare il coperchio, è rischioso, ci si ferma a sentire il ballo del coperchio che casualmente lascia sfuggire spifferi di vapore, improvvisi e immediatamente svaniti.


Se ammettiamo che esiste un nesso tra corpo e anima e che entrambi sono realtà macroscopiche, dobbiamo ammettere che in una scala più piccola, la relazione, sebbene in forma più semplice, continui ad esistere.


La presenza di una scala gerarchica impone che l’interazione diventi sempre più elementare e priva di una causa intelligente, non si chiede la motivazione per la quale lo sta facendo. 


Chi ordina lo fa per una necessità; chi esegue lo fa per un obbligo, ignorano la realtà del momento e danno fiducia a un dato di livello superiore. 


La consistenza del dato proveniente dai livelli superiori assicura buoni risultati 


L’anima serena alberga in un corpo sano, pronta a scomparire quando una minaccia incombe.


La proteina p53 porta con sé il segreto conferitogli dai suoi superiori, certo che non aprirà il suo scrigno, ma eseguirà fino alla morte i suoi ordini.

 

mercoledì 5 giugno 2024

Un’amicizia vera

 










Vito era un uomo sposato, aveva una moglie e due figli.


Un giorno, s’imbatté in una giovane donna che si presentò sul posto di lavoro disperata…si rivolse  a lui, con l’intento di recuperare il rapporto con il suo ex, Elena, aveva scoperto che i due erano vecchi amici.


Quell’uomo, per lei rappresentava un’opportunità, per recuperare il  rapporto perso con l’uomo che Amava 


Vito, turbato dalla disperazione della donna la esortò a parlare, Elena si fece coraggio, si asciugò frettolosamente le lacrime con la mano e si rivolse all’uomo con voce flebile:


“Vede, ho saputo che lei è una brava persona, e può parlare al suo amico per farlo rinsavire” mi aiuti! la prego, io amo il mio uomo, ha perso la testa per un’altra donna 


Vito, ascoltò la donna ma non poté fare promesse 


“Elena, proverò a fare del mio meglio, non voglio illuderti dì qualcosa che non è nelle mie facoltà “.


Vito il giorno seguente, incrociò Antonio sul posto di lavoro dopo essersi salutati, lo chiamò in disparte e gli parlò dell’incontro avuto con Elena.


Caro Vito, lo sò bene che Elena mi ama ma ci sono stati troppi malintesi tra noi e io a dire il vero, sono preso da un’altra donna già da molto tempo.

 

Vito, basito della rivelazione di Antonio prese atto  e si preoccupò di informare Elena.


I due conoscenti cominciarono a frequentarsi, Vito cercava un modo  per non ferire Elena e rivelarle che Antonio  non sarebbe più tornato da lei.


Tra loro, nacque un sentimento di pura amicizia, per Elena quegli incontri erano diventati l’unico punto di riferimento al suo Amore per Antonio.


 I due amici, furono protagonisti di questa vicenda per molti anni, finché Vito ebbe il coraggio di parlare ad Elena con sincerità e dirle, che quella loro frequentazione, stava diventando pericolosa, perché avrebbe messo in serio pericolo il suo matrimonio e per molti sarebbe stata interpretata diversamente da come si presentava.


Elena , nel frattempo aveva acquistato più serenità, accettò la decisione presa dall'uomo, e comprese che il dolore interiore, può essere superato con saggezza, per Vito le rimase il ricordo di un’amicizia vera 

martedì 4 giugno 2024

La vita ci insegna








Affrettati, ti  prego…Voglio farti immergere nello stesso mare in cui mi sono trovata.

Non tardare a venire da me, così che tu percorra il sentiero della mia vita e forse potrai capirmi.

Corriamo insieme, così vivi ciò che ho vissuto…solo così potrai dirmi se ti infastidisce il mio cammino.

Apprestati a prendere  la mia mano, voglio che tu percepisca il mio dolore e di come mi sono sentita ferita, poi dimmi se hai ancora voglia di giudicare.

Conosci solo una parte della mia vita e critichi solo quello che ti hanno raccontato di me.

Vuoi sapere tutta la verità? 

Vieni, metti le mie scarpe stai al mio fianco e usa lo stesso passo poi dimmi se ti fanno male i piedi…

Ebbene sì! gli anni passano, a volte ho male da per tutto perché ho usato i miei muscoli per il mio cammino; le rughe sul mio viso sono diventate perle di saggezza ...

Ho perso, ed ho anche vinto, ma ho avuto la capacità di lasciare andare per amore  e sono stata abbandonata, delusa, ferita ma mai ho giocato con i sentimenti perché se ami davvero devi lasciare andare chi ami.

Ho sofferto e gioito in compagnia 

ho sbagliato…

Non si impara ad essere perfetti...è la vita che c’è lo insegna