
… Amare i cani è facile, sono fedeli, fanno quasi sempre quello che dici, ti seguiranno ovunque, non ti contraddicono mai e saranno sempre dipendenti da te.
Amare le persone è più difficile, perché sono
libere di poter pensare ciò che vogliono, non hanno mai bisogno di nessuno a parte quando ci sei, non fanno quasi mai ciò che dici, non sono quasi mai d'accordo con te e sono spesso infedeli… è molto facile essere cane è molto difficile essere umano!
Abbiamo la responsabilità del libero arbitrio del pensiero che è un fardello gigantesco, abbiamo il dovere di portarlo fino alla fine dei nostri giorni.
I cani non provano amore nel senso umano del termine anche se molti affermano allo stesso tempo, che li vedono compiere gesti di grande devozione e attaccamento verso i loro padroni, quasi a provare un amore incondizionato.
Io credo che amore e odio siano due facce della stessa medaglia, due emozioni complesse che richiedono capacità cognitive e affettive elevate.
Se un cane è in grado di provare amore, per quanto puro e intenso, allora non possiamo negargli la possibilità di provare anche il suo opposto: l'odio.
L'idea che i cani siano creature esclusivamente buone e incapaci di provare odio è spesso sostenuta da teorie dell'animalismo.
Questo pensiero, se pur nobile nelle sue intenzioni, rischia di offuscare la realtà e di impedirci di comprendere appieno la natura complessa di questi animali.
I cani sono esseri viventi con i loro bisogni, il loro attaccamento verso il padrone è guidato principalmente dall'opportunismo.
Quando trovano un essere umano che garantisce loro cibo, riparo e sicurezza, sviluppano un forte legame con esso, non per amore puro, ma per tutelare la loro stessa sopravvivenza.
Se in natura deve lottare per procurarsi cibo e riparo, con l'uomo ha trovato un modo più semplice: farsi mantenere.
Una volta individuato chi gli garantirà il cibo, il cane lo difenderà con tenacia, non per amore verso il padrone, ma per salvaguardare la sua fonte di sostentamento.


