
Due contadini coltivavano due terreni confinanti.
Romolo però aveva nella sua parte un bel pozzo di cui si serviva per dissetare i suoi animali e irrigare il campo.
Tonino invece usava le autobotti per approvvigionarsi dell’acqua per il suo campo.
Un giorno Tonino offrì a Romolo una grossa somma di denaro per comprargli il pozzo.
Sebbene, quel pozzo era importante per la gestione del suo podere, Romolo accettò l’offerta e vendette il pozzo.
Romolo era un uomo scaltro … sapeva cosa faceva!
Qualche giorno dopo la vendita, Romolo continuò ad estrarre acqua dal pozzo venduto.
Tonino si arrabbiò e condusse Romolo davanti ad un giudice per ottenere giustizia.
il giudice domandò a Romolo:
“Perché continui a prendere acqua dal pozzo che non è più tuo?”
Romolo, in modo beffardo rispose:
“Signor giudice, io ho venduto il pozzo … non l’acqua contenuta!”
il giudice intuì la furbata ed emise il suo verdetto:
“Poiché Romolo afferma di essere il proprietario dell’acqua contenuta nel pozzo venduto a Tonino, egli è tenuto a pagare a Tonino una quota mensile di affitto da lui stabilita fino a quando non sarà esaurita la sua acqua!”
Romolo dovette pagare per sempre l’affitto della sua acqua che naturalmente riempiva il pozzo di Tonino in quanto il pozzo era artesiano.
Morale: Chi crede che gli altri siano stupidi rivela la propria stupidità.
La falsità di alcune persone si sente anche quando stanno zitte.
RispondiEliminaContadino scarpe grosse e cervello fine
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