lunedì 30 ottobre 2023

La Consapevolezza del Valore della Vita


Un giorno Roberta entrò in un bar e bevve un caffè, da quel momento la sua vita cambiò.


Un virus attaccò il suo fegato e lo distrusse.


-“Ecco cosa farò! con tono deciso replicò Roberta


Cercherò di far capire a tutti quanto sia meraviglioso essere in salute e apprezzare i doni che Dio attraverso la natura ci ha messo a disposizione.”


Non esistevano altri rimedi se non un trapianto d’organo.


Roberta si inserì in lista d’attesa ma sapeva che era una formalità perché le sue condizioni richiedevano un intervento immediato.


In attesa della morte, decise di essere se stessa in ogni occasione e approfittare per vivere ogni istante intensamente soprattutto in amore.


Il fato, fu buono con lei perché un camionista perse la vita in un incidente stradale e donò il suo fegato.


Roberta si sottopose immediatamente all’intervento.


Tutto andò per il meglio, per un lungo periodo dovette rimanere nel letto per timore del rigetto.


Quando le sue condizioni migliorarono le fu permesso di uscire di casa per una passeggiata,


In quella occasione, rivolgendosi alla mamma che le era rimasta sempre accanto le disse:


-“Mamma, dimmi che non è un sogno tutto questo che stò vivendo ora!”


La madre le rispose:


-“ Va tutto bene, non c’è più nulla di cui temere.”


-“Sì! Esclamò Roberta, è bello respirare quest’aria fresca! Ammirare il cielo … come sono fantastiche quelle nuvolette… è meraviglioso rivolgere lo sguardo al sole che mi impedisce di vederlo.


Mamma, sono tornata a vivere!


Prima avevo tutto questo e non me ne rendevo conto di tanta bellezza!”


-“Tesoro, sei guarita! Rispose la madre nascondendo la commozione.

Riprendi la tua vita e scegli il meglio per te stessa.”


Morale: Si è consapevoli del valore della vita quando si teme di perderla.

domenica 29 ottobre 2023

Il Potere Magico dell’Amore

 Durante uno di quei viaggi che si intraprendono per riguadagnare l’equilibrio interiore, Angela visitò un eremo. 

Lì viveva in solitudine, a contatto con la natura, un vecchio saggio. 
La donna, impressionata dal tipo di vita che il saggio conduceva, volle porgli qualche domanda.

-“Mi scusi signore, ma non è triste vivere in solitudine?”

L’uomo intuì l’ansia e la paura della donna nei confronti della solitudine, cercò di confortarla.-“Mia cara signorina, la solitudine che teme lei non è quella che vede per me.”

-“Resta, comunque una solitudine! Non poter scambiare parole, ne’ poter contare su qualcuno che ti stia vicino deve essere veramente triste.” replicò la donna.

L’uomo sorrise e tentò di spiegare il suo stato.-“Vede, signorina, ogni persona si manifesta per il proprio malessere.

La mia solitudine non è una separazione dal mondo … è esattamente il contrario! 

Io sono in comunione con la natura e il mio spirito si mantiene nella pace dell’essere.

Dentro di me ho tantissimi amici … tutti fedeli e sinceri. 

Questi amici mi consentono di parlare con lei in serenità perché da lei non mi aspetto nulla, se non un un sorriso per dar gioia al nostro discorso.

La solitudine che intende lei è sì brutta cosa. Lei si riferisce ad una malattia dell’anima che costringe ad affidarsi ad altri per lenire le proprie sofferenze o mancanze.

Essere soli e saper godere della bellezza del creato è un dono riservato a pochi.

In ogni caso, la solitudine malata cerca la compagnia che quasi mai è all’altezza della situazione.

Inoltre, ogni essere umano <dentro> è veramente solo. Nessuna compagnia fisica può evitare questa condizione.

Soltanto una condizione dell’anima maturata nel clima di amore, di consapevolezza e di conoscenza, esalta lo spirito nella sua essenza e rende insignificante la parola <solitudine>”.

Angela non seppe che dire. Il saggio aveva letto nella sua anima. Si fece coraggio e domandò.

-“Che cosa posso fare per raggiungere l’equilibrio interiore di cui parli?”

La risposta fu laconica:

“Impara ad amare e non avrai bisogno di nessuno. 

Chi non conosce amore ha bisogno di assistenza… quella che tu chiami compagnia.”

Morale: Essere soli è sentirsi soli dentro … poveri dei magici poteri dell’amore.

sabato 28 ottobre 2023

Il Pensiero oltre la Vita

Due amici sono al bar e discutono: 

-“Franco, tu credi che dopo la morte ci sia qualcosa?”

-“Certamente! Sono così sicuro che l’idea di rivedermi dopo, mi incuriosisce!” 

Alberto restò sorpreso ma insistette per comprendere il pensiero dell’amico.

-“Mi dici da dove proviene tutta questa tua certezza?”

-“Beh, soltanto da una banale riflessione.”

-“Cioè?”

-“Il mio spirito è reale e presente! Ora che ti sto parlando, tu sai che io esisto, vero?”

-“Sicuro, che esisti!” confermò Alberto.

-“Ora dimmi, è possibile che chi non mi abbia mai conosciuto possa dire che io non esisto?”

-“Mi pare vera anche questa affermazione.” rispose Alberto.

-“Dunque, io esisto per te ma non per chi non mi conosce. Ciò significa che io esisto soltanto se sono percepito da te!

Quando si muore non siamo più percepiti come presenza fisica, ma non potremmo essere sicuri di non esistere più!”

Alberto restò confuso, ma non si arrese.

-“Vuoi farmi intendere che nell’altro mondo esistiamo ma non possiamo immaginarcelo?” 

-“Esatto! Si tratta di due livelli di percezione che non si conciliano perché appartengono a mondi completamente diversi.”

-“Franco, hai trovato il modo di far apparire interessante anche il dopo-morte!”

I due amici risero insieme mentre il cameriere posava sul tavolo due tazzine di caffè pronte per la delizia del palato e al conforto dell’amicizia.

venerdì 27 ottobre 2023

Lettera aperta a Dio

Caro Signore, io non sono sicura che tu mi ami.

Tu sei grande, sei onnipotente, onnisciente… e non ti accorgi della cattiveria sulla terra?

Vuoi che mi comporti bene nonostante tutti i guai che mi capitano?

In più, non sono perfetta come te, non sono eterna  come te … e pretendi da me che segua a puntino tutti i tuoi precetti.

Ti ho chiesto io di nascere?

Per giunta, mi hai fatto donna in un mondo di maschilisti!

E poi mi hai complicato la mia infanzia senza che ne abbia colpa!

Con quale diritto o motivo mi hai tolto la mamma e il papà per restituirmeli soltanto dopo che sono tornati da te?

Non ti sembra un pò  troppo infierire contro chi dici di amare?

Non voglio mancarti di rispetto ma quando verrò da te non darmi il Paradiso perché lo vedrei come beffa.

Porterò con me tutte le domande che continuo a pormi senza la speranza di una risposta.

Se non mi convincerai mandami pure all’inferno … ormai lo hai reso così concreto qui sulla terra che lassù non  mi darà nessuna preoccupazione.

Nonostante tutto, ti voglio bene … diversamente non potrebbe essere, perché ho solo te nel mio cuore.

la tua Paola