lunedì 20 novembre 2023

La rosa nell’anima

Un uomo piantò una rosa e la annaffiò fedelmente e prima che sbocciasse, la esaminò.
Vide il bocciolo che presto si sarebbe aperto, ma notò anche le spine sul gambo e pensò: “Come può un bel fiore sopportare spine così affilate”.
Rattristato da questo pensiero, l’uomo trascurò di innaffiare la rosa, e poco prima che fosse pronta a sbocciare... morì.
Così succede a  molte persone. 
In ogni anima c'è una rosa. 
Le qualità divine piantate in noi alla nascita, crescono tra le spine dei nostri difetti. 
Molti di noi vedono solo le spine, i difetti.
Ci disperiamo, pensando che nulla di buono possa esserci in noi. 
Trascuriamo di innaffiare il bene presente dentro di noi, e alla fine muore. Così non ci rendiamo mai conto del nostro potenziale d’amore.
Alcune persone non riescono neanche a vedere la rosa dentro di sé; hanno bisogno che qualcun altro riesca a farla emergere alla consapevolezza.
Uno dei più grandi doni che una persona può possedere è essere in grado di superare le spine presenti nei cuori del prossimo e far risaltare la loro rosa.
Questa è una delle caratteristiche dell'amore... guardare nell’animo di una persona, conoscere i suoi veri difetti e scoprirne le qualità nobili.

Morale: Aiuta gli altri a rendersi conto che possono superare i loro difetti. 
Se mostrassimo loro la "rosa" che hanno dentro di sé, accetterebbero anche le loro spine. 
Solo allora fiorirebbero  più volte.

domenica 19 novembre 2023

Costruiamo la Vita giorno dopo giorno

Un anziano falegname era pronto per andare in pensione. Aveva lavorato per oltre 40 anni in una impresa edile.
Disse al suo datore di lavoro:
-“Direttore, ho raggiunto l’età di pensionamento e intendo finire di lavorare quest’anno.”
Il dirigente, mostrandosi dispiaciuto, rispose:
-“Sei un ottimo lavoratore. La nostra 
azienda perderà uno dei migliori operai. Vorrei che tu restassi con noi almeno fino a quando finiremo una piccola casetta.”
-“Va bene! Non posso rifiutarmi a chi mi ha dato lavoro per tanti anni.” rispose il falegname.
Il falegname aveva detto di sì, ma in cuor suo voleva smettere subito.
Costruì porte e finestre per quella casetta, ma l’impegno che profuse non era più quello di un tempo. 
Sapendo che era il suo ultimo lavoro non lo finì a regola d’arte, anzi impiegò pure materiale scadente già pronto per finire quanto prima possibile. Fu un modo sfortunato per porre fine a una onorata carriera.
Quando la costruzione della casa fu terminata, il datore di lavoro venne a ispezionare gli ambienti. 
Al termine, rivolgendosi al falegname con il sorriso, disse:
-“Caro Pasquale, ho fatto costruire questa casa per donartela in segno di riconoscenza per la dedizione e la cura del tuo lavoro offerto all’azienda.”
Dicendo così il datore di lavoro gli consegnò le chiavi della casa e lo abbracciò.
Il falegname, frastornato dalla sorpresa, non proferì parola.
Nel cuor suo era dispiaciuto perché aveva lavorato da maestro per tutta la vita e invece, per la sua casa aveva fatto il peggior lavoro.
Il falegname era confuso! Si ripeteva nella mente: “Che peccato! Se solo avessi saputo che stavo costruendo la mia casa, avrei fatto tutto in modo così diverso.”

Morale: Costruiamo le nostre vite, giorno per giorno, spesso mettendoci poco impegno. 
Se avessimo saputo prima i risvolti, avremmo  agito diversamente.
Ma non si può tornare indietro. 
Qualcuno una volta ha detto: "La vita è un progetto fai-da-te". 
Gli atteggiamenti e le scelte che fai oggi ti aiutano a costruire la "casa" in cui vivrai domani. 
Pertanto, se fai ancora in tempo costruiscila saggiamente!

sabato 18 novembre 2023

La montagna parlante

Un figlio e suo padre stavano camminando sulle montagne. 
Improvvisamente, il ragazzo cade, si fa male e urla: “AAAhhhhhhhhhhh!!!” 
Con sua sorpresa, sente la voce ripetersi, da qualche parte in montagna: “AAAhhhhhhhhhhh!!!” 
Curioso, urla: “Chi sei?” 
Riceve la risposta: “Chi sei?” 
E poi urla alla montagna: “Ti ammiro!” 
La voce risponde: “Ti ammiro!” 
Arrabbiato per la risposta, urla: “Codardo!” 
Riceve la risposta: “Codardo!” 
Guarda suo padre e chiede: "Cosa sta succedendo?" 
Il padre sorride e dice: “Figlio mio, fai attenzione”. 
Di nuovo l'uomo urla: “Sei un campione!” 
La voce risponde: “Sei un campione!” 
Il ragazzo è sorpreso, ma non capisce. 
Poi il padre spiega: “La gente lo chiama ECO, ma in realtà questa è VITA. 
Ti restituisce tutto quello che dici o fai. 
La nostra vita è semplicemente un riflesso delle nostre azioni. 
Se vuoi più amore nel mondo, crea più amore nel tuo cuore. 
Se vuoi più competenza nella tua squadra, migliora la tua competenza. 
Questa relazione si applica a tutto, in tutti gli aspetti della vita.”

Morale: La vita ti restituirà tutto ciò che le hai dato.

venerdì 17 novembre 2023

Il vantaggio dell’ottimista

Due amici intrapresero un viaggio insieme.
Visitarono la parte più povera dell’Africa.
Quando rientrarono si sentirono male entrambi, quasi contemporaneamente.
Avevano gli stessi sintomi di malattia: forti mal di testa, crampi allo stomaco e febbre alta.
Da una indagine medica scoprirono di aver contratto un virus molto pericoloso.
Senza esitazione, i due amici si rivolsero ad uno specialista del settore.
Giovanni era molto sensibile e andava in apprensione evidente quando la sua salute era minacciata.
Filippo, al contrario, si mostrava ottimista anche quando era veramente da preoccuparsi.
Lo specialista, parlando chiaramente ad entrambi disse:
-“Purtroppo state in una brutta situazione. Questo virus nel maggior numero di casi non ha perdonato.
Non esiste una terapia certa che riesca a debellarlo. Faremo il possibile con gli antivirali, ma non assicuro la buona risposta. 
Sarà importante la vostra collaborazione per portare avanti uno piano operativo efficace. Comunque, valuteremo sulle procedure da seguire osservando l’evoluzione della malattia.”
Dopo queste parole, Giovanni andò in crisi profonda. Si chiuse in camera sua e si abbandonò alla tristezza.
Con il passare del tempo i sintomi si accentuarono e in meno di un mese morì.
Filippo, come era prevedibile, non se ne preoccupò. Considerò la malattia come un forte raffreddore di cui doveva smaltire gli effetti. 
Quando le condizioni fisiche lo permettevano, cercava di ascoltare musica o guardava un film comico, così da dimenticare la malattia e il suo stato precario.
Dopo pochi giorni, Incredibilmente, i sintomi cominciarono ad affievolirsi e nell’arco di un paio di mesi scomparvero completamente.
Qualcuno parlò di miracolo pensando a ciò che era successo a Giovanni.

Morale: le parole provocano danni al pessimista, ma non hanno voce per l’ottimista.