mercoledì 22 novembre 2023

Lettera di un uomo alla mamma anziana.

Cara mamma, ora che sono diventato grande ho capito che cos’è l’amore.
No, non l’ho letto dai libri. 
Sei stata tu a insegnarmelo quando ero bambino.
Non usavi parole perché non potevo capirle.
Parlavi con gli sguardi nascoscosti, con l’ansia repressa, con le attenzioni continue.
Sentivo che mi volevi bene e questo mi rendeva forte e sicuro di me stesso. 
Sapevo di avere un bel motivo per stare in casa con te.
Certo, avevi tanto da fare, ma per me avevi sempre tempo. Specialmente quando mi ascoltavi, mi facevi sentire importante. Nonostante non facessi o dicessi nulla di straordinario, ti meravigliavi del mio essere.
Eri pronta a perdonare i miei errori …li chiamavi “cose” da ragazzi!
Ricordo quando mi sono fatto male alla gamba e stavo a letto perché non potevo stare in piedi e tu mi hai preso in braccio per portarmi sulla poltrona davanti alla TV. Sentivo il tuo odore e questo mi faceva sentire figlio tuo.
Che dire, quando mi trovavo soldi in tasca e sapevo che li mettevi tu.
Non avevo il coraggio di chiederli a papà e allora ci pensavi tu la sera quando mettevi i miei vestiti ordinati e appoggiati sulla spalliera della sedia.
Mi dicevo:”Quando lavorerò le farò tantissimi regali!”
Oggi, sei anziana e sei seduta sulla poltrona, immobile, così come stavo io. I miei soldi non possono farti tornare giovane, ne posso spenderli per farti regali … so già che non ti serve nulla di materiale.
Ma capisco cosa vuoi da me, ora, perché è la stessa cosa che volevo io allora. Cioè starti vicino, donarti il mio tempo per restituirti quello che hai dato a me.
Ma non lo faccio per dovere, lo faccio perché ti voglio bene. Anche perché voglio restuirti tutte le carezze, gli abbracci, le buone maniere che mi hanno fatto diventare un vero uomo.
Grazie mammma, io sono quello che tu hai voluto che diventassi … una perla d’amore.
Ringrazio il buon Dio per avermi dato la mamma più bella del mondo.

martedì 21 novembre 2023

Dio trova sempre il modo per aprire i cuori.

Fuori faceva freddo e si agitava un forte temporale.
Il bambino si era vestito per uscire e chiese al padre di accompagnarlo:
"Papà, mi accompagni?"
Suo padre, rispose: "Dove vuoi andare con questo tempaccio? "
"Papà, la nonna del mio amico è sola in casa … i suoi parenti sono fuori paese. Con questo brutto tempo potrebbe aver bisogno di compagnia.”
Il Papà rispose: "Figliolo, fuori fa molto freddo e pioviggina. "
Il bambino guardò sorpreso suo padre e disse: "Ma papà, se tu fossi da solo non ti sentiresti male?"
Il Papà replicò : "Figliolo, non esco con questo tempo."
Con disperazione, il bambino disse: "Papà, posso andare da solo? Per favore! "
Suo padre aspettó un momento e poi disse: "Figliolo, puoi andare, ma non far tardi! "
"Grazie, papà! "
Con l’approvazione del padre, il figlio uscì sotto la pioggia. 
Il ragazzo si avviò verso la casa della nonnina. Giunto davanti alla porta, suonò il campanello più e più volte. Aspettò, ma nessuno rispondeva.
Alla fine, il ragazzo stava per andarsene... ma qualcosa lo fermò, tornò verso la porta e ricominciò a suonare il campanello e a battere fortemente sulla porta finanche con le nocche delle dita! ..continuava ad aspettare… e Finalmente, la porta si aprì delicatamente.
Ne uscì la nonna con uno sguardo molto triste che gli chiese gentilmente:
"Cosa posso fare per te, figliolo? " 
Con gli occhi radiosi e un sorriso smagliante, il bambino disse: "Nonna, sono venuto da te per sapere se hai bisogno di qualcosa … magari, un pò di compagnia.”
L’anziana rispose: “Sei gentile tesoro, ma stavo proprio andando a letto. Ti ringrazio del pensiero.”
“Nonna, voglio dirti che Dio ti ama più di me.”
Ella rispose: "Grazie figliolo, Dio ti benedica! "
La domenica mattina seguente , il sacerdote della comunità era sul pulpito e aveva appena iniziato la funzione e rivolgendosi ai fedeli, chiese:
"Qualcuno ha una testimonianza da fare  o qualcosa che vuole condividere? "
Seduta,  in uno degli ultimi banchi della chiesa, si alzò una signora molto anziana. Appena cominciò a parlare, dai suoi occhi spuntò uno sguardo radioso e gioioso:
"Nessuno in questa chiesa mi conosce. Non sono mai stata qui, anzi, fino a domenica scorsa non ero cristiana.
Mio marito è morto tempo fa lasciandomi completamente sola in questo mondo. Domenica scorsa è stata una giornata particolarmente fredda e piovosa, faceva così freddo e solitario il mio cuore, che sentivo di  essere arrivata alla fine della mia vita e di non voler più vivere.
Avevo preso una sedia e una corda ed ero salita nella soffitta di casa mia. Avevo legato un’estremità della corda alle travi del tetto e all’altra estremità  avevo fatto un cappio; Infine ero salita sulla sedia e mi ero messa  la corda intorno al collo.
Ero salita sulla sedia, così sola e con il cuore spezzato e stavo per buttarmi giù dalla sedia, quando improvvisamente ho sentito un forte rumore che veniva dalla porta.
Così ho pensato: "Aspetterò un minuto e chiunque sia se ne andrà. "
Ho aspettato e aspettato, ma il bussare alla porta diventava sempre più forte. Era diventato così forte che non potevo più ignorarlo!
Quindi mi sono chiesta, chi poteva essere?
Nessuno veniva mai a bussare alla mia porta o a trovarmi! 
Ho quindi liberato in tempo il mio collo dalla corda e sono andata alla porta, mentre il campanello stava ancora suonando e il bussare sulla porta continuava insistentemente.
Quando ho aperto la porta, non potevo credere ai miei occhi : davanti a me c'era il bambino più radioso e angelico che avessi mai visto. 
Il suo sorriso, Oh, non riuscirò mai a descriverlo! Le parole che uscivano dalla sua bocca hanno fatto tornare in vita, il mio cuore morto da tanto tempo, quando ha detto con la VOCE DI UN CHERUBINO: "Nonna, voglio solo dirti che Dio ti ama davvero.”
Quando poi  è andato via  tra il freddo e la pioggia battente, ho chiuso la porta e sono rimasta a pensare. Sono ritornata in soffitta a rimuovere tutto.
Non ne avevo più bisogno. Come vedete. Ora sono una felice, figlia di RE. Sono venuta personalmente a dire grazie a quell’angelo mandato da Dio che è arrivato al momento giusto per salvare la mia vita da un'eternità dannata e l'ha sostituita con una eternità che sarà vissuta alla presenza di Dio. "
Tutti si commossero ascoltando la testimonianza dell’anziana donna.
Il pastore scese dal pulpito verso la panca, dove era seduta la donna e l’abbracciò 

Morale: un conforto al momento giusto può modificare il corso della vita.

lunedì 20 novembre 2023

La rosa nell’anima

Un uomo piantò una rosa e la annaffiò fedelmente e prima che sbocciasse, la esaminò.
Vide il bocciolo che presto si sarebbe aperto, ma notò anche le spine sul gambo e pensò: “Come può un bel fiore sopportare spine così affilate”.
Rattristato da questo pensiero, l’uomo trascurò di innaffiare la rosa, e poco prima che fosse pronta a sbocciare... morì.
Così succede a  molte persone. 
In ogni anima c'è una rosa. 
Le qualità divine piantate in noi alla nascita, crescono tra le spine dei nostri difetti. 
Molti di noi vedono solo le spine, i difetti.
Ci disperiamo, pensando che nulla di buono possa esserci in noi. 
Trascuriamo di innaffiare il bene presente dentro di noi, e alla fine muore. Così non ci rendiamo mai conto del nostro potenziale d’amore.
Alcune persone non riescono neanche a vedere la rosa dentro di sé; hanno bisogno che qualcun altro riesca a farla emergere alla consapevolezza.
Uno dei più grandi doni che una persona può possedere è essere in grado di superare le spine presenti nei cuori del prossimo e far risaltare la loro rosa.
Questa è una delle caratteristiche dell'amore... guardare nell’animo di una persona, conoscere i suoi veri difetti e scoprirne le qualità nobili.

Morale: Aiuta gli altri a rendersi conto che possono superare i loro difetti. 
Se mostrassimo loro la "rosa" che hanno dentro di sé, accetterebbero anche le loro spine. 
Solo allora fiorirebbero  più volte.

domenica 19 novembre 2023

Costruiamo la Vita giorno dopo giorno

Un anziano falegname era pronto per andare in pensione. Aveva lavorato per oltre 40 anni in una impresa edile.
Disse al suo datore di lavoro:
-“Direttore, ho raggiunto l’età di pensionamento e intendo finire di lavorare quest’anno.”
Il dirigente, mostrandosi dispiaciuto, rispose:
-“Sei un ottimo lavoratore. La nostra 
azienda perderà uno dei migliori operai. Vorrei che tu restassi con noi almeno fino a quando finiremo una piccola casetta.”
-“Va bene! Non posso rifiutarmi a chi mi ha dato lavoro per tanti anni.” rispose il falegname.
Il falegname aveva detto di sì, ma in cuor suo voleva smettere subito.
Costruì porte e finestre per quella casetta, ma l’impegno che profuse non era più quello di un tempo. 
Sapendo che era il suo ultimo lavoro non lo finì a regola d’arte, anzi impiegò pure materiale scadente già pronto per finire quanto prima possibile. Fu un modo sfortunato per porre fine a una onorata carriera.
Quando la costruzione della casa fu terminata, il datore di lavoro venne a ispezionare gli ambienti. 
Al termine, rivolgendosi al falegname con il sorriso, disse:
-“Caro Pasquale, ho fatto costruire questa casa per donartela in segno di riconoscenza per la dedizione e la cura del tuo lavoro offerto all’azienda.”
Dicendo così il datore di lavoro gli consegnò le chiavi della casa e lo abbracciò.
Il falegname, frastornato dalla sorpresa, non proferì parola.
Nel cuor suo era dispiaciuto perché aveva lavorato da maestro per tutta la vita e invece, per la sua casa aveva fatto il peggior lavoro.
Il falegname era confuso! Si ripeteva nella mente: “Che peccato! Se solo avessi saputo che stavo costruendo la mia casa, avrei fatto tutto in modo così diverso.”

Morale: Costruiamo le nostre vite, giorno per giorno, spesso mettendoci poco impegno. 
Se avessimo saputo prima i risvolti, avremmo  agito diversamente.
Ma non si può tornare indietro. 
Qualcuno una volta ha detto: "La vita è un progetto fai-da-te". 
Gli atteggiamenti e le scelte che fai oggi ti aiutano a costruire la "casa" in cui vivrai domani. 
Pertanto, se fai ancora in tempo costruiscila saggiamente!