martedì 5 dicembre 2023

Finalmente ho ritrovato me stessa

Quando ero una bambina amavo quando mio padre mi spingeva sull’altalena, volavo con la mente, dimenticavo la realtà e mi  immergevo nella fantasia.

 Mi trasformavo nella persona che avrei voluto essere.

Avevo la necessità di guardare con occhi rivolti verso il basso mentre planavo alta  in prossimità del cielo azzurro.

Tutto sembrava essere piccolo e da lì potevo guardare la gente per dimostrare quando io valevo come persona.

Da là sù vedevo  quella gente disperata che litigava per risolvere affannosamente i problemi, e io che ridevo di gusto.

Mi piaceva ridere di loro  che si mostravano “potenti ”, perché li rivedevo piccoli, lontano da me e la cosa più importante, incapaci di raggiungermi. Come mi divertiva la loro ignoranza, e urlando, sapevo che non potevano ascoltarmi, cosi usavo le stesse parole che usavano loro per auto definirsi potenti.

Dentro di me, come una rivolta, rivendicavo il mio essere presente: “Guardami, sono qui, capace di volare e toccare il cielo !” 

- “Riesco anche nell’ impossibile!”

“Senza alcuna difficoltà!”

“Con il vostro stupore sono capace di giocare con la fantasia!”

Questo mio sogno, era ricorrente, si può percepire come forma di una protesta rivolta al mondo verso il quale nutrivo tanto timore per il loro giudizio nei miei confronti che immaginavo negativo .

 I miei elaborati dalle maestre spesso risultavano di scarsa comprensione, forse legati alla durezza della Vita, qualcuno mi aveva  reciso le ali prima che io nascessi, motivo per scoprire tutti gli aspetti che facevano parte del vissuto e dell’imminente età adulta. 

Ora, finalmente, ho ritrovato me stessa, ho spiccato il volo ma con il cuore!

lunedì 4 dicembre 2023

Il Tesoro Nascosto

Molto tempo fa, viveva una coppia molto povera. Avevano solo una piccola capanna in cui vivere e un piccolo appezzamento di terra dove coltivavano e si guadagnavano da vivere Un giorno, il marito si ammalò e la donna andò a lavorare da sola nei campi e iniziò a rimuovere le erbacce. Improvvisamente, vide una moneta d'oro che giaceva tra l’erba.Felice di questa scoperta, la raccolse con le mani tremanti e la legò in un nodo in un angolo della lunga stoffa che indossava.

La sorpresa si fece più grande quando, un po' più tardi, trovò  un rubino rosso scintillante che giaceva a una certa distanza. 

Dopo questo, trovò uno smeraldo, un topazio e un diamante finché continuò a lavorare. 

Tornò a casa, comprò del riso con la moneta d'oro. 

Non disse nulla a suo marito delle sue scoperte.

"E se diventa geloso?" Pensò la donna.

Quindi rimase in silenzio e tornò al lavoro ogni giorno, senza che suo marito sospettasse nulla.

Questa volta, trovò una moneta d'argento, mentre lo teneva tra le mani e la vedeva brillare alla luce del sole, sentì una voce che le diceva: "Non dire a nessuno la tua fortuna e avrai più tesoro".

Così andò ancora e ancora al campo e ogni giorno, trovava qualcosa: due monete d'argento in alcuni giorni, tre monete d'oro in un altro giorno, un diamante in un altro e così via. 

Nascose tutti i suoi tesori in un luogo sicuro che era fuori dalla portata di suo marito, quando andò nel campo il settimo giorno, non trovò nulla. 

Lavorò tutto il giorno e cercò in ogni pezzo di terra, ma non c'era nulla di prezioso.

Nel pomeriggio, si sentì affamata per la stanchezza e si sedette vicino al bordo del campo per far bollire il suo riso. 

Accese la legna da ardere e stava soffiando sul fuoco quando sentì  la stessa voce parlarle di nuovo:

"Dopo aver finito di bollire il tuo riso, spegni il fuoco e scava il terreno dove bruciano i boschi. Non dire a nessuno, quello che trovi".

La donna, fece come le fu ordinato dalla voce e trovò un grande barattolo pieno fino all'orlo di pezzi d'oro. Tremando alla sua scoperta e alla sua fortuna, prese in fretta uno o due pezzi d'oro e li seppellì come aveva sempre fatto e corse a casa il più velocemente possibile. 

Suo marito fu sorpreso di vederla tornare a quell’ora  strana e le chiese se tutto andava bene.

La donna non poteva più contenere la sua eccitazione, raccontò a suo marito tutto sui tesori e di come li  aveva ottenuti. 

L'uomo fu felicissimo, incapace di trattenersi, si diresse verso il villaggio e raccontò a tutti del tesoro.

Nel giro di poche ore, gli abitanti del villaggio eccitati dal racconto di Cesare, si precipitarono nei  campi della coppia per scavare e trovare il tesoro, ma, non c'era segno di alcuna moneta d'oro né  traccia di tesoro.

"Dove sono i tesori? Devi aver perso la testa in questo caldo estivo" tutti risero, increduli alla coppia.

"No no. Li ho visti e ho anche delle pietre preziose con me." gridò la donna. 

Mentre cercava di mostrare loro le sue gemme per dimostrare che aveva ragione, non riusciva a trovarne più nulla, nonostante la premura con cui le aveva conservate . Tutto il tesoro era sparito, e la coppia era tornata povera come lo era stata prima.

Morale: Non ti far distrarre da chi non crede in te, perché presto diventi come loro!

domenica 3 dicembre 2023

Intervista ad una sensitiva

Lara era una giovane ragazza che aveva strani poteri. Poteva spostarsi con la mente in qualunque luogo dove era presente qualcuno che conosceva.

In tanti la consideravano fuori di senno.

Giunse a casa sua un giornalista per intervistarla: “Lara, raccontaci che ti succede quando manifesti i tuoi poteri?”

La ragazza, incerta se aprirsi completamente o mantenere un minimo di riservatezza, rispose:

“Ciò che io sento in quei momenti è indescrivibile e capisco lo scetticismo di molte persone.

Ma se volessi dire qualcosa che sia verosimile, direi che i miei sensi si accendono e disarma la mente. Ho l’impressione di conoscere quei luoghi dove il pensiero mi porta. Sono attratta come una calamita da figure familiari con cui sento di star bene. Mi fido di loro e ascolto cosa mi dicono. Quando poi torno alla realtà che mi circonda, mi resta uno stordimento e una sensazione di una esperienza piacevole.”

Il giornalista chiede: “Non temi che ti giudica anormale o peggio, pazza?”

“Non è un timore… è una certezza! La gente crede a ciò che vede e a ciò che è riconosciuto da tutti. Ogni altra verità destabilizza e reagiscono mettendo in cattiva luce chi si apre a nuove verità!”

“Lara, perché succede proprio a te?”

“Forse perché ho sofferto molto e la mia sensibilità è emersa chiaramente.”

Il giornalista chiede ancora:

“Dimmi che cosa ti è successo per avere questi sensi così sviluppati?”

“Sicuramente, è dovuto a una mancanza d’amore vero! 

Avevo pochi anni e mi hanno affidata ad un uomo violento. Ho subito angherie di vario genere fino a quando sono scappata via di casa e accolta dalla famiglia a cui oggi orgogliosamente appartengo.”

“Ma se ora stai bene, perché manifesti ancora queste volontà di vivere fuori di te?”

Lara sorrise, intuì che il giornalista non avrebbe potuto capire a fondo.

“Vede signore, non sono io a decidere … mi succede e basta!

Se vuol dare da parte mia un consiglio ai suoi lettori, dica di amare i propri figli ricordando loro che seppure li hanno generati, non sono oggetti che appartengono e che possono disporre a loro piacere. I figli hanno un cuore proprio che vuole battere di proprie emozioni. 

Incoraggiateli quando sbagliano spiegando che ogni errore è una lezione di vita. Siate attenti quando vi cercano perché così faranno con voi e con gli altri.

Vogliono sentirsi amati per imparare ad amare … così da migliorare a piccoli passi l’intera umanità.”

Il giornalista chiuse l’intervista con il sorriso magico che Lara aveva quasi imposto.

sabato 2 dicembre 2023

La Civiltà Estinta

Una leggenda, racconta che prima della nostra umanità, esisteva un’altra civiltà.
Quegli esseri erano molto più grandi di noi. Avevano due cuori e una forza nel corpo innaturale.
La loro civiltà tramontò a causa di un virus portato da un meteorite.
Il primo essere che fu contagiato, mostrava un insaziabile fame di carne che una volta assunta danneggiava gli organi vitali.
Il virus alterava soprattutto i cervelli rendendo l’esemplare aggressivo e irascibile, il contagio passava da un corpo all’altro con una facilità incredibile. 
L’unico modo possibile per evitare il contagio era di immergersi completamente nell’ acqua.
D’estate era più facile, ma d’inverno era impossibile usare questa prevenzione in quanto le acque erano gelide.
Purtroppo, il virus presto si diffuse.
I contagiati, non potendosi sfamarsi come avrebbero voluto, iniziarono a cacciarsi tra di loro per continuare a sopravvivere.
Scene terribili si verificarono
In pochi anni, il pianeta si trasformò in un luogo di caccia, esseri che straziavano e mangiavano altri esseri, dove il più debole diventava preda per il più forte.
Era difficile eliminare i contagiati perché il virus riusciva a rigenerare gli organi danneggiati.
Quando si mangiavano tra di loro le scene erano apocalittiche.
Morivano soltanto quando non si dava tempo al virus del perdente di rigenerare le parti vitali mangiate.
Quella civiltà non aveva ancora raggiunto livelli di tecnologia che conosciamo e quindi le battaglie erano cruenti … corpo a corpo, morsi contro morsi. Per questo le teste erano molto grandi e le mandibole simili a quelle dei coccodrilli.
La terra si bagnò di sangue e soltanto la mancanza di carne viva portò all’estinzione di quegli esseri brutali.
Da quelle ceneri nacquero i primi segni di vita che portarono alla nascita dell’uomo che conosciamo.

Morale: la nostra civiltà sta prendendo una brutta piega. Rendiamoci conto che bruciando gli affetti, spegnendo l’empatia, coltivando gli egoismi… l’estinzione diventa inevitabile.