sabato 9 dicembre 2023

Saggezza Contadina

Un contadino lavorava tutti i giorni nel suo podere e la sera rientrava a casa stanco. 

La moglie restava tutto il giorno in casa, accompagnata dalle voci della televisione, sempre accesa. 

Per forza di cose lei era aggiornata su tutti i fatti di cronaca e di politica.

Il marito la considerava molto istruita per quanto sapeva riportare a lui.

Ultimamente la sentiva sempre parlare di guerra. Aveva sopportato tutta la vicenda del Covid di cui poi non ne sentì più notizia.

La guerra sembrava interessargli di più, visto che la ricordava per averla sentita più volte raccontata dai genitori.

Un sera, prima di coricarsi, chiese a sua moglie: “Maria, mi parli sempre che ci sono delle guerre, ma non ci sono bombardamenti o soldati in giro! Che razza di guerra è?”

“Peppino, sei il solito ignorante! Le guerre stanno in Ucraina, Israele, in africa.”

“E allora, di che ti preoccupi?” domandò Il contadino.

“Mi preoccupo perché potrebbe arrivare da noi!”

Peppino rise e disse:”Maria, credo che tu sei l’unica a preoccuparti! Vedo in giro macchine di lusso, ristoranti pieni e i supermercati ricolmi di ogni ben di Dio! 

La gente trova uno strano modo di preoccuparsi!”

“Peppino non essere superficiale! La televisione fa vedere cose terribili che succedono in quei posti!”

“Maria, a mio parere la guerra la fanno dove ci sono disgraziati e povera gente.” 

“Perché dici questo?” Maria restò sorpresa.

“Da quando è nato il mondo, il prepotente se la prende sempre con il debole. Come anche il ricco col povero, l’arrogante con l’umile. 

Caino  contro Abele, ha dato il primo esempio di guerra.

Cambiano le situazioni ma la sostanza è uguale.”

“Secondo il tuo ragionamento, non dovremmo preoccuparci e lasciare accadere ciò che accade?” domandò Maria.

“No cara moglie, sei libera di preoccuparti quanto vuoi! Non sarà la tua preoccupazione a prevenire le guerre.

Inoltre, stai sicura perché è presto che la guerra arrivi da noi … ci sono troppi pochi poveracci rispetto ai ricchi!”

Maria si sentì presa in giro:”Hai ragione Peppino … tu continua a stare con la testa per aria e a prendere a burla ogni cosa.”

Peppino alzandosi dalla sedia per andare a dormire, disse l’ultima frase:

“Maria, non ti ho mai parlato più seriamente di stasera!”

venerdì 8 dicembre 2023

Dio esiste per i filosofi?

Dario era un filosofo e in ogni discussione evidenziava la sua profondità di pensiero.

Nico, invece, era un sempliciotto, amante della tradizione e un fervente credente.

I due uomini si conoscevano da ragazzi, poi le loro strade si sono divise.

Dopo tanto tempo si incontrano al bar. Nico, con il suo brioso carattere, non mancò di mostrare la contentezza di rivedere un amico di gioventù. Dario gradì l’ esuberanza dell’amico e subito gli offrì da bere.

Seduti al tavolo, Nico, sapendo di parlare a un filosofo, domandò:

“Dario, i filosofi credono in Dio?”

L’amico sorrise perché aveva intuito che si trattava di una domanda provocatoria, ma rispose:

“Nico, la risposta la puoi desumere dalla tua stessa domanda.”

Nico non capì: “Ecco, trovi il modo per non farti capire … il solito vizio dei filosofi!”

“Allora, ti spiego. Tu hai usato il verbo credere nella domanda. 

Questo significa che io necessariamente devo avere una ragione per la quale mi convinco che Dio esiste. 

Giusto?”

“Credo proprio di sì!” rispose Nico.

“Quindi, se ribaltassi a te la domanda, come risponderesti?”

“Risponderei dicendo che credo in Dio perché ho fede!”

“Bravo! Tu hai fede e quindi non hai bisogno di pensarci se è vero o falso che Dio esiste, da questo punto di vista, tu sei più fortunato dei filosofi.

Loro hanno bisogno di ragionare e costruirsi una teoria convincente…la qual cosa è difficile!”

Nico non si arrende alla logica di Dario, è domanda:”Dario, può essere che io sia ignorante e la fede mi evita di pensare, ma ci sono illustri pensatori della chiesa convinti che Dio esista.”

“E’ vero. Purtroppo, per loro, i pensatori della chiesa di cui tu parli, hanno costruito la loro teoria ammettendo in partenza l’esistenza di Dio in quanto presi dalla Fede.

Nico, se tu hai fede in qualcosa, il tuo cervello va in ferie! Non ti verranno mai dubbi sulla questione.”

Nico si ribella:”Non è vero! Tu vuoi convincermi che chi crede in Dio è uno stupido?”

“Non esagerare! Ho detto soltanto che perde la necessità di ragionarci sopra.”

“Dario, mi fai capire che i filosofi difficilmente ragionano per fede e quindi affermare l’esistenza di Dio sarebbe per loro una responsabilità che non vogliono prendersi.”

“Finalmente mi hai capito!” Esclamò Dario.

Intanto arrivò il cameriere con il caffè fumante d’aroma. Nico disse:”Ora ti chiedo un atto di fede assicurandoti che questo è il miglior caffè che si può bere nella nostra città.”

Dario rise:”Quando lo avrò bevuto … ci ragionerò sopra!”

giovedì 7 dicembre 2023

Il mistero del lenzuolo bianco


Pietro era un padre di tre figli ed era solito andare a trovare i suoi parenti in Basilicata.

 Lui abitava in un paese pugliese vicino al mare e in ogni weekend usciva con tutta la famiglia, la domenica sera rientrava a casa con la sua utilitaria. 

C’era solo una strada che collegava il paese dei suoi parenti con la Puglia. 

Quella strada Pietro la conosceva a memoria.

La carreggiata era stretta e con molte curve, attraversava un grosso canalone tra due pendii rocciosi, in parte sfruttati per ricavare pietrisco per le costruzioni edili.

Era quasi la mezzanotte. I bambini dormivano e la moglie appisolata con la testa inclinata in avanti.

All’improvviso si sentirono dei forti colpi sul cofano posteriore, Pietro si spaventò e con lui anche la moglie che si svegliò di soprassalto.

Si pensava ad una caduta di sassi che si fossero riversati sulla macchina, ma non fu così!

Pietro fermò l’auto, uscì, fece un giro intorno e non vide nulla. Il cofano era intatto e nessuna pietra nei paraggi.

Mentre si guardava intorno, un grosso lenzuolo bianco volò sopra la sua testa e scomparve oltre la collina. Si sentirono delle voci di lamento.

Pietro sbiancò dalla paura. Rientrò velocemente in auto e senza dir nulla alla moglie, mise in moto la macchina e partì velocemente.

Durante il tragitto i due coniugi stettero in silenzio e non parlarono dell’accaduto fino al giorno successivo.

Dopo qualche ricerca, Pietro seppe che nel punto dove aveva visto il lenzuolo e il rumore assordante, il mese prima una intera famiglia era morta a causa di una frana che aveva seppellito l’auto con tutte le persone a bordo. 

Dalle macerie e dalle lamiere contorte dell’auto furono estratti cinque corpi senza vita.

Il lenzuolo che Pietro aveva visto volare era lo stesso usato per coprire le povere salme.

mercoledì 6 dicembre 2023

La Fatalità


Tony era un autista, lavorava per un’azienda di logistica.


   La paga era minima, ma per sostenere la  famiglia non aveva altra scelta.


   Lavorava fino a tardi e appena rincasava, il tempo di mangiare qualcosa che           subito andava a letto. 


  La mattina si svegliava presto, per essere sicuro della sua presenza al lavoro. 


 Un giorno finì di lavorare molto più tardi del previsto, per ritornare a casa in breve     tempo, decise di imboccare l’autostrada.


All’improvviso, avvertì stanchezza e decise di fermarsi nell’area di servizio più vicina prima di riprendere la corsa verso casa.


Si riposò un paio d’ore, subito dopo, accese il motore della sua macchina per riprendere la sua destinazione.


I’insidia era lì ad attenderlo.


Uscendo dall’area di servizio, non vide una macchina sopraggiungere, l’impatto fu violento.


Tentò di rimediare, ma il mezzo slittò, andò in testacoda e finì contro le lamiere della barriera di carreggiata.


Non subì danni, nulla di grave si sentì un pò stordito, Tony cercò di rientrare nell’aria di servizio per chiedere aiuto, ma sopraggiunse ad altissima velocità una Mercedes che lo investì. 


La macchina di grossa cilindrata si girò più volte  su se stessa e bloccò tutta la corsia. 


Altre macchine giunsero ad alta velocità creando un tamponamento a catena.


La scena che si presentò agli occhi dei primi soccorritori fu apocalittica.


Corpi mutilati. Sangue e resti umani ovunque. Morirono due giovani sposini, un uomo che tornava dall’estero, due amiche in viaggio e tanti feriti portati in codice rosso agli ospedali di zona.


Intanto si fece giorno, a casa di Tony squillò il telefono, la moglie apprese dagli operatori del pronto soccorso che erano intervenuti sul posto del disastro automobilistico la dipartita del marito.


La cattiva notizia portò disperazione e lutto in quella modesta famiglia che aveva atteso inutilmente il rientro di Tony, marito e padre di due bambini.


Morale: La fatalità sceglie a caso le sue vittime.