lunedì 25 dicembre 2023

Quando non c’è Amore



Il postino suonò un paio di volte. Mancavano pochi giorni a Natale. 
Aveva in mano un pacco avvolto in carta rossa legato con nastri dorati e una lettera.

-“Avanti”, disse una voce dall'interno.


Il postino entrò. 


Era una casa malridotta: si trovò in una stanza piena di polvere. Seduto su una poltrona c'era Luigi un vecchio signore dall’aria triste.

-“Guardi che bel pacco le ho portato, c’è anche una lettera per lei” disse allegramente il postino. 


-“Grazie. Lo metta pure giù”, disse Luigi con voce flebile.

Il postino rimase perplesso con il grosso pacco in mano. Intuiva che all’interno del pacco c’erano cose buone e Luigi, non aveva certo l'aria di festeggiare. Allora, perché era così triste?


-“Ma, signore, non dovrebbe fare un po' di festa a questo magnifico regalo?”.

-“Non posso...e mentre asciugava frettolosamente una lacrima con la mano,
Luigi preso dallo sconforto, cominciò a raccontare: 

-“ Sono vedovo da anni, e mio 
figlio Carlo, dopo che si è sposato è andato a vivere nella città vicina ed è diventato un uomo molto ricco.
Ogni anno, mi manda un pacco per Natale con un biglietto: “Mai un augurio personale, una visita, un invito”.

Venga a vedere, le mostro una cosa aggiunse Luigi che si alzò dalla poltrona in cui era  seduto 
 Il postino lo seguì fino ad uno sgabuzzino, Luigi aprì la porta.

-“Oh! fece il postino meravigliato “


Lo sgabuzzino era pieno di regali natalizi. 

Erano tutti quelli dei Natali precedenti, con la loro preziosa carta rossa e i nastri luccicanti.


-“Ma non li ha neanche aperti!”.


-No…disse prontamente Luigi. “Non c'è amore dentro”

domenica 24 dicembre 2023

Come essere intelligenti

Ritornando da scuola un bimbo chiese a sua madre :
“Mamma, io sono intelligente?”

La mamma sorrise e disse:

“Perché mi domandi questo?”

Il bimbo rispose:”La maestra ha detto che dobbiamo imparare ad essere intelligenti, ma io non so come si fa!”

“Bene! Ti faccio una domanda così saprai da te stesso se sei intelligente.”

il bambino andò in ansia: “Però non farla difficile!”

“Ti chiedo quanto fa tre per due?”

Il bimbo rise e poi rispose:

“Mamma è troppo facile! Non serve tanta intelligenza per dire che il risultato è sei!”

“Ecco ora sai che essere intelligenti non significa saper fare conti e rispondere velocemente … per fare questo serve soltanto a imparare la tabellina e allenarsi per rispondere in fretta. Non è intelligente chi fa cose complicate … perché magari le fa perché è diventato esperto.”

“Allora, dimmi tu che cosa è l’intelligenza!” disse il bambino.

“Tesoro, é intelligente chi sa gestire i propri modi di agire, chi sa individuare il miglior  sistema per star bene con se stessi e con gli altri, chi sa rendere migliore la propria e altrui vita.

Per questo motivo la tua maestra ti ha detto che bisogna imparare ad essere intelligenti.”

Il bimbo pose un’altra domanda:

“In che modo posso imparare ad essere intelligente?”

“Prima di tutto occorre far bene a scuola così impari a disciplinare i pensieri. Dopo devi metterci del cuore in ciò che fai e vedrai che  ottieni risultati grandiosi. Tutti ti stimeranno poiché sarai naturalmente intelligente.”

Il bambino, un po’ diffidente, replicò:

Sei sicura che la mia maestra abbia voluto dirmi tutte queste cose?”

“Certamente! Per Offrirsi il meglio senza togliere nulla agli altri serve tantissima intelligenza. 

Capisci ora perché vai a scuola?

Sudiando, Imparai tante cose che ti aiuteranno a pensare nel miglior modo possibile. Se vuoi sentire una parola difficile, ti direi che studiando si diventa critici e ci si libera della superficialità germe di stupidità.”

Il bimbo cercò l’abbraccio della mamma per dirle:

“Mamma, lo sai che mi piace andare a scuola?”

“Lo vedi … stai sulla buona strada per diventare un intelligentone!”

Entrambi risero.

sabato 23 dicembre 2023

Perché la gente è cattiva

Andrea era deluso. Uscì di casa e andò al bar. Un buon caffè lo avrebbe tirato su.

Entrando nel bar vide il suo amico Franco seduto da solo mentre si godeva la solita birra.

“Franco, niente lavoro, oggi?”

“Per fortuna arriva il giorno di riposo! 

Siediti, oggi offro io! Come va il tuo lavoro?” domandò l’amico.

Andrea colse la palla al balzo per parlare della sua vicenda in azienda:

“Franco, purtroppo c’è sempre qualcuno che ti rema contro.”

“Cosa è successo?” 

“I soliti colleghi invidiosi che usano le falsità per mettere in cattiva luce chi lavora con coscienza.

Franco, secondo te perché la gente è cattiva?” Andrea cercava una spiegazione per dar pace ai suoi pensieri.

Franco capì che l’amico era giù di morale e tentò di distrarlo:

“Andrea, ogni persona quando è sola con sé stessa non è cattiva … lo diventa nel momento in cui è chiamata a combattere per affermarsi e si rende conto che non ha la forza per imporsi.

I cattivi in realtà sono anime deboli, ma soprattutto anime sole. Usano l’arroganza e a volte la forza perché non possono fare altrimenti … devono nascondere la sofferenza interiore che le attanaglia.”

Andrea restò titubante prima di dare seguito al discorso di Franco. Dopo un riflessione disse:

“Mi vuoi far capire che con i cattivi bisogna essere tolleranti?”

“Direi che sarebbe opportuno stare al loro gioco cercando di non esacerbare i conflitti e attendere che le nuvole si diradino per lasciar passare un po’ di luce solare.”

“Non è semplice, Franco.” borbottò Andrea.

“Se fosse semplice non ci sarebbero cattivi in giro!”

Franco rise e trascinò nel sorriso anche il suo amico.

Nel frattempo giunse il caffè che ad Andrea fece dimenticare la delusione.

Riflessione: La delusione scompare quando hai modo di parlarne con un amico. Quando sei triste ti trovi in una bolla che ti isola dal mondo … quello che devi fare è farla scoppiare.

venerdì 22 dicembre 2023

Una famiglia per Luca

 
Andrea e Giulia erano fidanzati da diversi anni aspettavano che ci fosse più stabilità economica per acquistare una casa dove abitare e coronare il loro sogno d’amore.

Lui era entrato da poco in banca e lei era un’insegnante delle elementari. Quando si presentarono le condizioni giuste che da tanto tempo avevano inseguito i due fidanzati  si unirono in matrimonio.


Per l’occasione, fu organizzata la cerimonia dove non mancarono parenti e amici a rendere unica e speciale la festa. I due giovani iniziarono la loro vita matrimoniale. Entrambi, desideravano ardentemente avere subito un figlio. Andrea aveva perso suo padre quando era ancora piccolo e voleva colmare questa mancanza con l’arrivo di un bambino.


Trascorsero alcuni anni, il figlio non arriverà, Andrea e Giulia non si arresero consultarono diversi centri specializzati per la fecondazione, ma anche lì ci fu il fallimento. Nonostante le tante delusioni avute dalla mancanza del figlio, i coniugi mantennero la serenità e si rassegnano ad una vita solitaria.


Giulia era una donna premurosa, amava  suo marito voleva potergli strappare ogni tanto almeno un sorriso. Cosa che negli ultimi anni Andrea aveva perso, perché preso dal troppo lavoro e quando tornava a casa era sempre stanco e malinconico.


Un giorno parlandogli gli suggerì di adottare un bambino. Entrambi economicamente vivevano discretamente e non ci sarebbe stato nessun problema che avrebbe ostacolato il proposito.


Una sera in cui vide il marito un po’ meno triste del solito, disse: 

“Caro, cosa ne pensi se adottassimo un bambino?”


Andrea, sentì il cuore in gola ma non voleva mostrarlo a sua moglie. 

Forzando un sorriso, rispose: “Non posso oppormi a questa volontà, ma questa è una decisione che dovremmo prendere in due e non soltanto perché sia frutto di un mio desiderio. D’altronde avremmo una compagnia, sapremmo a chi rivolgere tutto il nostro amore. E poi …  (ci fu una pausa) 

Andrea si commosse e disse: “Hai ragione cara. Sarò felice anch’io di misurarmi come papà.”


“Sono contenta che tu sia convinto dell’opportunità di questa nuova avventura. 

Un bimbo in casa ci porterà tanta allegria e gioia e noi come genitori gli daremo oltre l’amore, l’opportunità di avere una vera famiglia”. In seguito a questo discorso si rivolsero agli enti competenti e iniziarono le pratiche burocratiche per l’adozione.


Il grande giorno giunse, Luca un bimbo di tre anni, faceva parte integrante della piccola famigliola. 


Andrea e Giulia festeggiarono l’evento con i parenti, Luca  fu al centro delle attenzioni di tutti. Con il tempo Andrea, tornò sereno… amava il suo piccolo Luca, che crescendo, si rivelò una bambino affettuoso. 

L’amore che Andrea e Giulia riuscivano ad inculcare al figlio non fu esclusivo , gli era stato insegnato che amare era per tutti. I due genitori invecchiarono con la luce dell’amore che avevano trasmesso al figlio.