venerdì 29 dicembre 2023

Un Amore proibito

Laura, è una donna originaria della Calabria ma da anni vive a Firenze, dove lavora come infermiera. Lei un giorno s’innamora perdutamente di un prete e con lui vive un amore nascosto da tutto e da tutti.

L’amore si divide in due, strade parallele l’amore dell’uomo e l’amore per Dio. La logica non ammette errori. Tuttavia  non si comanda ad un cuore innamorato, e può succedere che due anime, si ritrovino inaspettatamente legate l’una all’altra, nonostante non l’abbiano cercato né voluto. 


Laura un giorno sta male, percepisce il bisogno di confidarsi con qualcuno e raccontare del suo amore proibito, trova in Paola l’amica perfetta, con lei Laura ha condiviso momenti difficili della sua esistenza e Paola è stata di grande supporto morale ai  suoi bisogni psichici negli anni passati.


L'amicizia è un valore estremamente importante nella vita di una persona, Laura lo sà bene, ha sperimentato più volte un rapporto di piena fiducia, sincero e con pieno rispetto reciproco con l’amica.


Mentre era intenta nel suo lavoro, approfittando di un momento di pausa cominciò a parlare della sua avventura:


-“Ero molto legata a mio padre, la mia vita è cambiata dopo la sua morte, la mia famiglia si è destabilizzata.


Non frequentavo molto la parrocchia. Ero credente, ho ricevuto un’educazione cattolica, ma non sono mai stata praticante.

Come la maggior parte delle ragazze, preferivo uscire con le amiche piuttosto che andare in parrocchia ad annoiarmi, e la domenica restavo a dormire anzichè 

andare in chiesa a pregare. Ci andavo lo stretto indispensabile. Poi però, dopo la morte di mio padre è cambiato qualcosa. Non ero più la ragazza di un tempo, non mi andava più di uscire, di andare a ballare, volevo stare sola e ho riscoperto la preghiera”.


Paola, in silenzio incapace di commentare, era lì immobile e ascoltava.


Laura, era concitata come se si voleva liberare da qualcosa o qualcuno, paragonava il suo parlare logorroico al vomito che una volta uscito dalle viscere ti fa stare meglio, l’amica Paola in quel momento rappresentava una valvola di sfogo umana.


Continuò il discorso senza interrompersi così come lo aveva iniziato.


A quel punto della mia vita, ho iniziato a frequentare la parrocchia, e lì ho incontrato Antonino, avevo assoluto bisogno di far uscire quel dolore che mi stava logorando. Non mi aspettavo consigli, desideravo solo aprirmi, liberarmi del dolore che provavo. 

Lui era lì, come se mi aspettasse da sempre, e che io arrivassi, ci siamo seduti, gli ho parlato a lungo.


Mi ha colpito il fatto che mi ha ascoltata, perché non è facile trovare qualcuno che ti ascolti come ha fatto lui .


Ci vedevamo dopo la messa, sentivo nascere in me qualcosa, ero consapevole che provare un sentimento per un prete non era l’ideale né era nei miei piani, anzi…ma è in quei nostri incontri, in cui io parlavo e lui paziente si è caricato del mio dolore mi ascoltava mi sentivo compresa, accolta, capita.


Dopo aver attraversato un momento di profondo trambusto interiore, vissuto da parte di entrambi, le nostre vite adesso proseguono non alla luce del sole ma nell’ombra della verità e di quanti sacrifici richieda questa scelta d’amore.

giovedì 28 dicembre 2023

Il miracolo della fede

 Marta era molto triste Conduceva una vita senza nessuna speranza di vederla cambiata in meglio.

Era convinta che Dio l’avesse dimenticata.

Aveva poche amiche e per giunta diffidava di loro.

Amava seguire le messe domenicali dove respirava un po’ di celeste serenità.

Un domenica si fermò a parlare con il sacerdote. Approfittò per porgli qualche domanda:

“Padre, Gesù ha veramente fatto i miracoli?”

Il sacerdote, un pò sorpreso dal tipo di domanda, rispose:

“Certamente! Era il suo modo per convincere gli scettici a credere in Dio.”

Marta incalzò con la seconda domanda:”Se Gesù ha usato i miracoli vuol dire che sono possibili anche oggi. É così?”

“I miracoli non sono strumenti ad uso e consumo degli uomini. Sono espressioni della grazia di Dio!” rispose il prete.

“Non capisco perché Dio è avaro di miracoli… visto che ne abbiamo tanto bisogno.”

“Non pensare a Dio come un amministratore dei guai degli uomini. Egli compie i miracoli quando la fede in lui è genuina e per amore non può sottrarsi a intercedere.” chiarì il sacerdote.

“Credo che chi si dichiari cristiano abbia fede in lui … eppure i miracoli sono rarissimi!” obiettò Marta.

“Affermare di aver fede é facile, ma sentirla con il proprio cuore è difficile.

Vedi, cara Marta, molta gente pensa di avere Dio al proprio servizio. Crede che basti chiedere per ottenere.

Il miracolo succede quando nella tua anima scoppia una rivoluzione… quando tu diventi una persona nuova.

Assisti a un cambiamento totale del modo di essere in vita. I tuo occhi vedono particolari da sempre sorvolati.

Guardi l’altro essere umano come estensione del tuo.

Soltanto in quei momenti il

miracolo si compie… perché è indotto da te e benedetto da Dio.”

Marta si stupì:

“Vuoi dirmi che sono io stessa a impedire che i miracoli accadano?”

“In un certo senso direi di sì!

Quando si dice che bisogna aver fede si intende che il tuo stato d’animo deve essere completamente rivolto all’amore di cui Dio è l’espressione più alta.

Impara a credere in te stessa e a vivere in amore così ogni giorno assisterai ad un miracolo.”

Ascoltando le parole del sacerdote, Marta si perse nella dolcezza dei pensieri.

Immaginava la bellezza di avere Dio nel cuore.

Quel suo incanto fu anche l’esperienza del suo primo miracolo ricevuto.”

mercoledì 27 dicembre 2023

Il dilemma di Angelica

Angelica era una ragazza che credeva in Dio ma poco in se stessa.

Aveva avuto troppe delusioni per credere nell’amore. 

Alla fine ripose fiducia e interesse nelle cose e nel denaro.

Conobbe Paolo e subito si sposò. Era ricco e questo bastava per decidere di vivere con lui.

Ben presto sentì che le mancava qualcosa … non sapeva cosa.

Dopo pochi anni divorziò.

Incontrò Francesco. 

Pensava che fosse l’uomo giusto … ma scoprì che di giusto c’era poco!

Rimase sola.

Angelica cercava risposte al suo essere.

Una notte sognò un angelo che le parlava, lei gli chiese:

“Perché sono così sfortunata? che cosa ho fatto per meritarmi questa infelicità?”

L’angelo rispose:

“Angelica, credi in Dio?”

“Si, mio angelo, con tutto il cuore!”

“Se credi vuol dire che ti rivolgi a lui senza nessun dubbio, sapendo che ti ama.” continuò l’angelo “Angelica devi credere nell’amore come un tuo modo di essere.”

“Non capisco?” rispose Angelica.

“Quando si ama … non si chiede nulla. Si assumono i modi gentili, si crea un clima di solidarietà e di tenerezza … naturalmente. 

Così si apre la magia di apprezzare ed essere apprezzati… si vive la gioia di un sorriso.

Se aspetti di riceve dal tuo uomo senza che il tuo essere sia pronto … non succederà mai nulla.

Saprai amare se sei tu a compiere il primo passo. Amare è attività, iniziativa, decisionismo della propria anima a disporsi per il bene e la gioia.

Ti sei guardata per troppo tempo allo specchio e hai visto soltanto l’esterno delle persone perché hai chiuso il tuo cuore, attendevi la carrozza e infine hai portato in disuso la cordialità del tuo essere.

Sei diventata rude, triste … ti sei allontanata dal sentiero che ti porta verso l’amore.

Prova a cambiare te stessa e vedrai che cambiarai il mondo che ti gira intorno.”

Angelica si svegliò.

Sentiva un’ansia confusa con la gioia.

Si disse:”Ho bisogno di credere in qualcuno altrimenti vivrò in me stessa logorata dall’egoismo e non avrò la serenità di cui ho tanto bisogno.”

martedì 26 dicembre 2023

I veri valori umani si riconosco molto tardi


Alberto era un adolescente esuberante, non gli piaceva stare in famiglia, a suo dire sua madre era troppo severa e il suo babbo un brontolone per non parlare di sua sorella Sara che lui detestava perché piccola e noiosa. 

A loro preferiva la compagnia dei suoi amici con i quali riusciva a trovare i suoi interessi.

Nel piccolo paesino dove viveva Alberto, i cittadini usano andare per le strade a guardare le vetrine, a parlare di sport o a incontrare gente.


Mancava paco a Natale e il paese era illuminato a festa.

Si vedevano bambini ovunque, le scuole erano chiuse per le festività.


Il ragazzo sostava sui gradini di una vecchia abitazione quando gli si avvicinò un anziano signore che stupito di vederlo solo, gli sedette accanto e cominciarono a parlare:

-“ cosa ci fai tutto solo. ragazzo?”

-“Aspetto i miei amici rispose Alberto con il sorriso stampato sulle labbra “.


“Mah! Che strano…

Non ti piace stare con la tua famiglia il giorno di Natale” ribadì l’anziano signore.


“No… no.. io adoro stare con i miei amici, mi piace la loro allegria e poi cosa me ne faccio di due genitori petulanti e di una sorella rompiscatole”.


L’anziano signore, ascoltò in silenzio quello che Alberto diceva, poi con tono pacato e sguardo triste gli rispose:


-“Sai quando ti mancherà il Natale?


Quando ti accorgerai che riuscire a riunire tante persone speciali, sotto lo stesso tetto é un piccolo miracolo difficile da compiere.

Un tempo sognato che quasi mai si avvera. Esserci tutti. ricordatelo sempre, è una fortuna che capita poche volte nella vita.

Questa occasione andrebbe celebrata invece che schernita.


Sai quando ti mancherà il Natale?


Quando stupidamente

penserai di non avere più l’età giusta

per emozionarti.

Quando ti mancheranno come l’aria

tutti quei profumi

quelle risate

quella semplicità

quelle scene a volte strane 

delle persone anziane e dei parenti strambi 

che un giorno potevi abbracciare

e invece hai lasciato fuggire via.

Non sono le luci

non sono gli addobbi

non sono i regali

sono le persone, a fare il Natale.

E se oggi hai ancora il tuo Natale

da stringerti e da regalarti

sappi di essere una persona fortunata.

Anche se i problemi, le paure

le ansie e le difficoltà

sembrano darsi tutte quante appuntamento

quando cerchi di pensare

per una volta ad essere felice.

Proprio per questo ti dico: respira, respira forte.

Perché ciò che sentirai passarti nelle ossa

è una magia di quelle

che svaniscono in un attimo

e poi, credimi

si rimpiangono per sempre.”