venerdì 5 gennaio 2024

Una Tagedia Annunciata

Le vacanze Natalizie sono alle porte, in tutta Napoli si respira aria di festa, ci sono addobbi ai negozi, luci, i negozianti vendono i presepi e prodotti tipici, la famiglia Caruso è  pronta per raggiungere i parenti al Nord. 

È da tempo che non si vedono con gli zii e fratelli e decidono di prendere il treno per raggiungerli, Daniele il capofamiglia compra i biglietti Napoli-Milano.

La  mattina della partenza, tutti sono in trambusto non vedono l’ora di partire per raggiungere i parenti e trascorrere con loro momenti gioviali in loro compagnia.


Daniele, il padre, fa l’operaio, Laura, la madre, è un’insegnante. Hanno tre figli, Andrea, Edoardo e Cristina, rispettivamente di 9, 7 e 4 anni. Sono tutti nella carrozza n 9 in seconda classe.


Il treno è pieno di meridionali che vanno a trovare i partenti al Nord. I bambini  giocano, sono eccitati all’idea di trascorrere le festività fuori casa e in un’altra città.


Cristina si è portata dietro una delle sue bambole preferite, i fratelli si bisticciano fra loro, mentre i genitori chiacchierano su come organizzarsi con i regali da distribuire ai loro parenti.


 Sono contenti e spensierati e non si accorgono, che sulla griglia tra gli scompartimenti, insieme ai loro bagagli, ci sono anche due strane borse nere contenenti tritolo.


Quando il convoglio transita in una delle gallerie,  un'esplosione sconvolge la loro carrozza.

Sono le 20  quando lo scoppio lacera la vettura dilaniando i passeggeri. 


Muoiono molte persone e con loro l’intera famiglia, la bambola di Cristina spiccherà tra le lamiere quando arrivano i soccorsi sul posto.


Le indagini parleranno di una strage annunciata da mafiosi e camorristi. I  tanti  processi si concluderanno con la sola condanna del fabbricante dell’ordigno. 


Intanto ai  familiari che hanno perso i propri cari, non sarà riconosciuto alcun risarcimento anzi, saranno costretti a pagare le spese processuali e non riceveranno alcun risarcimento per il danno subito.

giovedì 4 gennaio 2024

Tempesta D’Amore

Due innamorati erano seduti di fronte al mare. Guardavano incantati il fluttuare delle onde. Stavano abbracciati. 

Rossana disse:

“Sandro, è bello sentirti vicino mentre la forza del mare rumoreggia.”

“Sì è un vero spettacolo della natura.” assentì il ragazzo.

Poi Rossana volse lo sguardo al viso del suo ragazzo e disse:

“Sai, hai il più bel sorriso che un uomo possa avere.”

Lui sfiorò appena le labbra di Rossana è teneramente le bisbigliò all’orecchio:

“Devo confessarti un cosa.”

“Dai, ti ascolto.” Rossana attese la risposta.

“Questo mio sorriso esiste per te!”

Rossana non resistette a baciarlo.

Le mani di Sandro corsero per le vie dolci di Rossana.

Ci fu un incendio.

I sensi si accesero.

L’amore sciolse passione perché anime e corpi si fusero.

Il vento cantava melodie.

I sospiri del piacere infinito si perdevano nel fragore delle onde.

E quando la tempesta passò, due cuori felici non volevano più staccarsi.

mercoledì 3 gennaio 2024

Amore Presunto

 
Vera e Dario erano due ragazzi che si erano conosciuti sui social.

Già da molto tempo conversavano via chat discutendo su qualsiasi cosa.

La particolarità di questi amici derivava dal fatto che non si erano mai incontrati fisicamente, nelle loro menti esistevano solo le foto dei profili, ogni  altra aspetto si era formato grazie all’immaginazione.

Lui era immaginato biondo, alto e con una carica di vitalità. Lei, invece, si presentava dimessa e un po’ timida e tanto bella.

Un giorno la conversazione prese un svolta, Dario dichiarò amore:

“Vera, é giunto il momento di dirti la verità.”

La ragazza si preoccupò  e domandò:

“É successo qualcosa?”

“Credo di essermi innamorato di te!” 

Lei rise e disse: “Non prendermi in giro!

Non ci siamo mai incontrati … come fai ad essere innamorato di me!”

Dario voleva dare un tono serio alla sua dichiarazione: 

“Ormai, quando sono in chat con te … per me è come se mi stessi vicino. Mi hai abituato alla dolcezza delle tue parole … mi hai catturato per lo stile delle tue risposte … dalla saggezza dei tuoi commenti.”

Vera capì che Dario parlava sul serio e volle chiarirsi:

 “Caro ragazzo, anch’io trovo piacevole chattare con te … sappi però che la vita reale può essere diversa da quella che ci appare.

Quando ci scriviamo evitiamo di considerare gli aspetti poco piacevoli e questo rende le nostre conversazioni idilliache, quindi è azzardato dirsi innamorati.”

Dario insistette:

 “Vera, qualunque cosa tu voglia dirmi non diminuirà la mia voglia di incontraci e vederci. Sono sicuro di amarti!”

Vera era convinta che doveva scrivere la verità sulla sua condizione fisica:

“Mi dispiace per quello che fra poco saprai … metterà in crisi la nostra amicizia. Vorrei crederti innamorato di me .. non sai quante volte l’ho sognato! ma la realtà non è quella che tu immagini.

Dario io non posso camminare! da un anno sono su una sedia a rotelle! ora che sai … vuoi ancora incontrarmi?”

A questa domanda non fu data nessuna risposta.

martedì 2 gennaio 2024

Educare i figli


Aldo e Giacomo discutevano sul tipo di educazione da dare ai figli.

Giacomo diceva: “Con i figli bisogna essere rigorosi. I genitori devono esercitare la loro autorità per costringerli ad osservare le regole.”

Aldo scuoteva la testa in segno di disaccordo e quindi espresse il suo pensiero: “Giacomo, capisco che usare metodi forti, dà l’idea che si riesce ad imporre la propria volontà, però è evidente che quasi mai funziona.”

“Secondo te Dovremo lasciar fare?” chiese Giacomo.

“Credo che occorre che i figli decidano liberamente ma che siano influenzati dalla nostra volontà.”

“In che modo?” disse Giacomo.

“Pensa al treno! Lui crede di essere libero di correre ma non sa che è costretto a stare sui binari.”

“Un figlio non è un treno! Sono ribelli e testardi.” Replicò Giacomo.

“Caro amico, i binari della mia metafora sono i nostri modi di fare ed essere che sono inconsapevoli suggerimenti alle volontà dei figli.

Il padre che fuma fa fumare il figlio.

Il genitore che usa parolacce le insegna al figlio.

Il genitore grezzo rende grezzi i figli!

Per finire, voglio dirti che se vogliamo educare bene i nostri figli, dobbiamo essere noi stessi educati. I genitori sono esempi di vita e non giudici quando i figli diventano grandi.”

Giacomo non obiettò. Purtroppo, quando i genitori sbagliano cercano di nascondere il senso di colpa richiamando l’auto-determinazione del figlio ed infine la responsabilità delle sue azioni.