martedì 13 febbraio 2024

Femminismo vestito da uomo


Tonio era un uomo saggio, cultore delle buone maniere e soprattutto rispettoso delle donne.

Un giorno una sua amica gli chiese:

“Tonio, che cos’è per te il femminismo?”

L’uomo si sentì come colui a cui chiedi di svuotare un lago con il secchiello. Tentò una risposta: 

“Un movimento dell’animo femminile che vuole reclamare la parità dei sessi in tutti i settori della società.”

La donna rise:”Tonio, non voglio una risposta da vocabolario!”

“Allora, non porre la domanda ad un uomo che non vive da donna!” ribatté scherzosamente l’uomo.

“Sforzati a pensare da donna. Tu cosa faresti?” domandò la donna.

“Beh, io partirei da una considerazione!

Farei una battaglia stile uomo, userei le armi che usano gli uomini.”

“cioè?”

“L’attuale società ci pone in competizione. Vince e avanza il più bravo, scaltro, furbo, forte … chi si impone con la propria personalità.

Perde il debole, il timido, il riservato … chi si lamenta e reclama.

La donna dovrebbe imporsi con la sua intelligenza senza far rumore con le parole e senza usare il sesso come arma nascosta.

La persona che vale … che propone le proprie idee con autorevolezza non ha sesso. 

In una società consumistica ti si chiede innanzitutto cosa sai dire e cosa sai fare. 

Il profitto e la capacità scelgono il leader. 

Fino a quando la donna si limiterà a urlare soltanto la sua presenza, le sue condizioni muteranno alla velocità del bradipo!

Quindi cara amica mia , se fossi una donna mi impegnerei ad essere la miglior donna possibile e fare passare in secondo piano le fattezze fisiche.

Il corpo femminile rema contro questa prospettiva…. da uomo non sono certo che far perdere la femminilità a una donna valga la pena, metterla sotto accusa per il semplice fatto che alcuni ne abusano é sbagliato. D’altronde se la natura ha creato il corpo femminile in quel modo un motivo c’era, forse ha previsto il risvolto maschilista come una delle tante malattie del corpo e della mente.

Come vedi, il problema non è semplice e va risolto con la convinzione che ogni donna deve pensare meno a rivalersi e più a valere!”

lunedì 12 febbraio 2024

Malattia dell’anima


Daniele era considerato da tutti un ragazzaccio, a scuola era stato responsabile di bullismo nei confronti di un compagno caratterialmente debole e timido.

La sua cattiveria diventava più evidente quanto più la vittima si mostrava martoriata.

Un giorno Daniele passò davanti ad un vecchio barbone seduto per terra mentre mangiava un panino con un pò di formaggio.

Colse quell’occasione per tirar fuori la sua cattiveria, si avvicinò all’uomo e disse: “Beato te che mangi! Mi dai un po’ del tuo panino?”

Il barbone, sorpreso dalla richiesta, non rispose ma allungò la mano per cedere tutto il panino al ragazzo.

Il ragazzo prese il panino e subito dopo lo scaraventò per terra ridendo della sua bravata.

L’uomo resto impassibile, si alzò e raccolse il suo panino da terra e riprese a mangiarlo come se non fosse successo nulla.

Daniele impietrito dalla mancanza di reazione del barbone, domandò:

“Scusami … perché non ti sei arrabbiato?”

L’uomo capì che aveva sorpreso il ragazzo e rispose:

“Perché dovrei arrabbiarmi? Il tuo comportamento è una reazione provocata dalla tua malattia!”

“Ti sbagli! Io sono perfettamente sano e ho volutamente farti un dispetto !” replicò il ragazzo.

“La malattia di cui parlo è molto più grave di quella fisica! É quella che ti ha preso il cuore, nessuno ti ha insegnato ad amare. Nessuno ti ha dato del Bene e non sei in grado di darlo a nessuno e forse non sai neanche riconoscerlo.

Quindi non ho nessun motivo per arrabbiarmi… se lo facessi aggiungerei altra sfortuna alla tua triste condizione della tua anima.”

domenica 11 febbraio 2024

Sorridere per essere speciali

Annetta era una bambina vivace, amava tanto stare con il nonno, da lui riceveva ogni cosa, non soltanto dolci e cioccolate, ma anche belle parole.

In una occasione gli chiese: “Nonno, perché vuoi che la gente sorrida?”

“Perché quando si sorride, si è più belli, vedi  la gioia sul viso e ne sei contagiata!” rispose il nonno.

“É vero? Mi dispiace perché molte persone faticano a sorridere, forse i guai costringono alla tristezza.” 

“Cara Annetta, molte persone anche senza guai dimenticano di sorridere, si sono abituati ad essere seri … forse per non apparire scocchi, i clown fanno ridere perché fanno cose sciocche  e a nessuno piace sembrare sciocco.

Invece, è così bello ridere e sorridere.

Il cuore sporge dalla finestra della tua gioia e qualsiasi problema diventa più piccolo di quanto non lo era prima!”

La bambina incalzò con un’altra domanda: “Nonno, tutti i bambini ridono ma non sono sciocchi, vero?”

“Ai bambini é concesso ridere perché sono puri e non hanno ancora l’età del giudizio. Per gli adulti è un po’ diverso … devono far capire chiaramente perché ridono  … se non vogliono essere considerati matti!

Lo sai Annetta che per gli adulti è anche difficile mantenere il sorriso più di qualche minuto?”

“Perché?” domandò la bimba molto interessata alla risposta.

“I clown disegnano il sorriso sul viso preoprio perché è faticoso mantenerlo a lungo.”

“Che strano! Sorridere é così bello ma faticoso!” Annetta si mostrò incredula.

“Voglio darti un consiglio, piccola mia, ricordati di sorridere sempre quando qualcosa ti costringe ad essere triste.

Però è anche importante che ti accompagni con chi si mostra gentile e sorridente. Questo tipo di persone sono speciali, ti creano un piccolo paradiso sulla terra.”

La bimba abbracciò suo nonno e gli disse: “Nonno, tu sei speciale!”

sabato 10 febbraio 2024

Vuoto d’amore






Amore sei andato via troppo presto.

Che sarà di me?

Ho spento la luce … dai, vienimi accanto!

Mi è difficile stare da sola in questo enorme letto.

Era così piccolo quando c’eri tu!

Amore scendi giù dal cielo … anche soltanto per pochi minuti. É tanta la voglia di rivederti. 

Non starei nella pelle per abbracciarti.

Ti giuro che se ci fosse una scala per venir da te l’avrei già appoggiata all’albero più alto.

Quante parole ci siamo inventate per dirci che ci amavamo, quanti progetti abbiamo fatto e poi … 

No, non voglio piangere, mi dicevi che piangono i bambini, ma io ora senza di te sono una bambina.

Faccio di tutto per non pensarti e invece la voglia di noi ti riporta nel mio respiro.

Chi ci potrà ridare ciò che abbiamo perso? Chi potrà crederci per come ci siamo amati? 

Forse, il nostro amore era troppo bello per essere vero, troppo grande per essere vissuto. 

É da un pò che cammino con il cuore spento e ogni notte vado a letto con l’illusione che sei lì ad attendermi. 

Stringo quel tuo cuscino per cercare ancora qualche traccia di te. 

Mi rigiro nelle lenzuola per sentire quella stretta che soltanto tu potevi darmi.

Mi addormento con l’ansia di averti nel sogno. 

Almeno lì nessuno potrà impedirmi di stare con te.