mercoledì 21 febbraio 2024

Uno strano malessere coniugale



Due vecchi amici si incontrano per strada dopo il lavoro.

“Stefano , ti vedo triste e dimesso, cosa ti succede?”

“Purtroppo, in casa non vivo con serenità! Quella santa donna di mia moglie mi fa spesso arrabbiare.” rispose l’amico.

“Che cosa fa di tanto brutto?”

“Beh, niente di eclatante, ma i suoi lamenti mi danno ai nervi! Basta che trova qualcosa di mio fuori posto ed ecco apriti cielo. 

Comincia a dirmi non sono la tua serva e poi inizia a parlare del passato e di cosa avrebbe voluto fare, sono costretto ad uscire di casa per non sentirla più!”

Giuseppe intuì lo stato di insofferenza di Stefano e chiese:

“Se tua moglie non è contenta di te perché non ne parlate e decidete di separarvi?”

“Sembra facile per te questa soluzione, tuttavia non sento di volerla abbandonare, nei pochi momenti di serenità lei è totalmente diversa, molto attenta a me e ai miei bisogni! In quei momenti è una persona docile e affettuosa, sò di essere incoerente. Eppure c’è qualcosa in me che mi lega a lei.”

Giuseppe sorrise e disse:”Stefano, tu ami tua moglie e i suoi lamenti ti risuonano come rimproveri che non sopporti.

Considera un particolare. 

Chi abbandona la propria compagna, non ha remore che frenano la sua iniziativa. 

Magari sa che lei la prenderà male, potrà fare scenate, ma non desisterà dalla sua decisione. 

In questi casi non è mai esistito amore e i due compagni stanno insieme per reciproca convenienza, si tratta di specie di simbiosi, tipica degli animali che vivono attaccati l’un l’altro perché ne ricavano benefici, detto  in altro modo, si affittano reciprocamente.”

“Forse hai ragione, Giuseppe. Sai, a volte invidio chi non si fa problemi e pensa egoisticamente a se stesso.”

“A dir la verità, io non vorrei appartenere a quella specie perché in fondo queste persone sono anime sole, svuotate di emozioni, votate a cercare qualcosa di cui non hanno una chiara idea.

Caro amico mio, andiamo a prendere un caffè e pensa a quanto sia inutile arrabbiarsi quando sei importante anche per una sola persona.”

Stefano si sentì risollevato, aveva  dimenticato la sua tristezza.

martedì 20 febbraio 2024

Perché devo studiare



La società cambia perché cambiano i valori, i giovani vedono la scuola come luogo di privazione e la cultura come prerogativa dei vecchi.

Il fare si impone sul pensare.

Secoli di filosofia sbriciolati dalla logica consumistica e della sregolatezza.

Un ragazzo discuteva con il suo professore : “Mi mandano a scuola per imparare la storia, la matematica e tutte le altre materie inutili che sicuramente dimenticherò.

Non sapete quanto m’importa di Garibaldi o delle equazioni!

Mentre io perdo tempo a scuola, un mio amico lavora, il sabato gira in macchina e offre da bere agli idioti come me!”

Il professore scosse la testa, sapeva che il suo allievo aveva perso la fiducia in ciò che i genitori gli raccomandavano, così tentò una risposta:

“Caro Emilio, capisco il tuo punto di vista, però per qualche minuto ascoltami attentamente.

Una persona che vuole avere un ruolo importante nella vita, deve necessariamente avere doti che gli permettono dare qualcosa di valore al prossimo, tra le doti più belle e potenti si trovano la sana ragione e il cuore buono.

Queste doti si sviluppano con l’educazione al pensare e l’attenzione all’anima.

In questo senso, la storia, la matematica, la fisica e tutte le altre discipline sono ottimi formatori. Dimenticherai molte cose ma saranno servite a farti nascere le tue idee … quelle che avrai solo tu, diverse dagli altri ma sempre eccezionali.

Anche i tuoi modi saranno influenzati da pensieri nobili, gentili, eleganti.

Tutto questo succede lentamente attraverso lo studio e procede fino a fare emergere le tue naturali inclinazioni.

Di te diranno che sei una persona colta, amabile, intelligente, autorevole.

Il tuo amico che ha abbandonato la scuola e oggi va in giro con la macchina, potrà accumulare denaro, concedersi il lusso, però un giorno si sentirà piccolo davanti a te. 

Tu potrai essere umile quanto vuoi, ma lui ti vedrà come un Dio.

La cultura dona aristocrazia all’anima. Quando parli o scrivi componi pensieri armonici pieni di giudizio. 

In ogni attività in cui sarai convolto saprai svolgerla al meglio e diventerai esempio.

Quando invecchierai vedrai il tuo corpo deperire con la mente ancor giovane e con tanta voglia di continuare a imparare.

Se vuoi rinunciare a questo grande obiettivo, non frequentare più la scuola.”

lunedì 19 febbraio 2024

Temere il fallimento e i pregiudizi


Francesco e Anna erano due giovani fidanzati, sognavano l’amore.

Lei era figlia unica di famiglia umile. il padre era un agricoltore. In casa non mancava nulla.


Anna conduceva una vita regolare circondata dagli affetti più cari.

Il suo carattere era gioviale, agli amici piaceva la sua compagnia.


Francesco era diverso, proveniva da una famiglia numerosa, suo padre era un maestro di scuola del paese, persona stimatissima.

Aveva tutto quello che desiderava, gli bastava domandare che tutto gli era dovuto.


Era l’unico maschio di sei sorelle 

I due giovani erano innamorati da tempo e desideravano coronare il loro sogno d’amore.


Una sera Francesco colse l’occasione per rivelarsi alla sua amata:”Cara un giorno ci sposiamo, formiamo una famiglia, saremo felici.“


Anna restò incredula, non credeva ancora a quello che le stava accadendo, erano anni che aspettava questo momento, finalmente la vita la stava ripagando.


Arrivò il giorno del matrimonio dopo qualche anno... e all'improvviso tutto cominciò a cambiare, senza rendersene conto, l'amore finisce.


Anna oggi è distrutta dal dolore, ha un bambino piccolo e un altro in arrivo è sola, disperata non sa cosa fare.

Nella sua mente affollano pensieri di cosa potrà dire la gente  che mormora, giudica e alla fine condanna:

 ′′ hanno fallito nel loro matrimonio". 


E non è vero…Anna lo sa bene, 

la gente non conosce la Verità, parla per sentito dire…


La gente sostiene che il fallimento, avviene perché non si è stati capaci di tenere unito il legame d’amore ma qualcuno ha preferito giocare ad essere ′′ la famiglia perfetta o ingannare il proprio partner, i figli e se stesso”…


Anna  ama suo marito , è una mamma premurosa che pensa al bene per i suoi figli, decide insieme a Francesco, la soluzione meno dolorosa per tutti, restare insieme era fallire, sarebbero stati solo per convenienza reciproca manipolandosi a vicenda  attraverso i figli. 


Sarebbe stata una vita buia, monotona, non arrivare sereni a casa dopo il lavoro ed elemosinare l'amore di chi non ti ama più. 


Francesco non voleva fingere di amare o rimanere con Anna per paura della solitudine. 


Entrambi sapevano che non dovevano temere il fallimento e vivere con il timore che qualcuno  potesse giudicarli ′′ cosa diranno " ma lottare per essere sereni…nel rispetto e coraggio  di non vivere nel fallimento e preservare ai figli una vita senza conseguenze psicologiche.

domenica 18 febbraio 2024

Nel mio volo a metà



Sei il mio vivere, dove sei ora?


Ti sento nel mio respiro, eppure, devo andare avanti senza fermarmi a guardare indietro, prendere la rincorsa e poi precipitarmi a raggiungere tutti gli obbiettivi, proprio come eri solita fare tu. Tuttavia, non è facile. 


Ogni passo è una fatica, perché tu non ci sei e non posso fare a meno di voler dormire per sognare di te perché è li che posso ritrovarti.


Chi meglio di te poteva comprendere il mio vivere, con Il tuo canto, i tuoi occhi, la tua bellezza e, soprattutto, il tuo cuore.


La tua assenza, mi fa vivere una realtà diversa, nella quale tu non sei tangibile e nella quale non lo sarai mai…ma continui ad essere la prima persona alla quale rivolgo il mio pensiero più bello.


Non ho avuto abbastanza tempo, per godermi la vita insieme a te, ma la vita va avanti ugualmente e nella realtà nulla sarà come prima perché andandotene hai portato con te un pezzo di me 


Ti confesso che è strano, per me, parlare di te ora, senza averti avuto mai accanto, ancor di più vedere  la tua casa dove hai vissuto, calpestare lo stesso pavimento e girare per le stesse stanze vuote che ti hanno vista padrona. Guardare con occhi lucidi la tua camera dove hai trascorso gli ultimi momenti della tua esistenza e non udire le tue risate, non potermi rallegrare del sorriso e della gioia che sprigionavi, non ti nascondo, mi ha intristita…


Ti dirò mamma, che è come vivere una situazione estranea al mio cuore, nella quale c’è un vuoto pieno di parole, di rabbia e dolore che non passa per coloro che ci hanno privato dell’amore che avresti potuto riversarmi  e anche se, con il vento sei volata via, il vento, non potrà mai cancellare il nostro Amore perché tu sei il mio volo a metà