venerdì 15 marzo 2024

La saggezza dell’errore




Scusarsi non è sempre ammissione di errore, spesso è anche un modo per avere una buona considerazione della persona con cui si interagisce.

Nella maggior parte dei casi, chi si scusa è ricca dentro, é empatica con la gente e accompagna le parole con il sorriso.

Insomma, è una persona gentile d’animo, egli usa i modi dell’amore anche quando si relaziona con estranei, poiché il suo modo d’essere non dipende dagli altri, non è influenzabile.

Molti considerano l’atto di scusarsi come  segno di debolezza o di inadeguatezza alla situazione. Questo tipo di gente porta con sé strascichi di egoismo e una sottostante stupida mania di grandezza.

Altri personaggi usano l’atto di scusarsi come forma di adulazione, cercando di catturare simpatia o addirittura, pietà, escogitano una maniera  infantile per ottenere vantaggi.

Ammettere di non essere perfetti significa essere saggi, poiché la persona saggia sa che nessuno è infallibile…nessuno è immune all’errore.

Inoltre, l’errore aiuta a maturare e a formare l’esperienza necessaria per non ricadere e continuare a sbagliare.

Soltanto chi non fa nulla non sbaglia mai … e così non dovrà scusarsi.

giovedì 14 marzo 2024

Esiste l’anima?

Esiste l’anima? È una bella domanda che ha attraversato secoli di storia e di filosofia per giungere ad oggi ancora senza una risposta esauriente! 

L’anima viene spesso confusa con la mente. Il motivo è chiaro! scomparendo la mente scompare l’anima.

Io credo che l’anima, pur essendo intimamente legata al corpo in qualcosa che lo costringe a dipendere da lei, abbia una sua libertà negata. Molti filosofi ne parlano come prigioniera del corpo.

Basta guardare l’aspetto di un cadavere per capire chiaramente in che modo l’anima si assenta dal corpo! 

L’anima è qualcosa di impercettibile dal punto di vista della materia ma che manifesta se stessa in modo chiarissimo!

L’anima è la meraviglia delle meraviglie, una magia che riesce a creare un connubio perfetto tra la materia e lo spirito.

Siamo sicuri che essa esiste quando il corpo è vivo (animato), ci affidiamo al mistero dell’ultra-terreno quando lo abbandona.

Per questa sua perfezione, con la morte,  l’anima non può scomparire nel nulla.

Mi piace credere ad un’unica anima … l’anima del mondo dove tutte le anime si raccolgono in una pace eterna e sublime.

mercoledì 13 marzo 2024

Il segno del bacio



Claudia, una bimbetta di otto anni, uscendo dalla chiesa, pose una domanda inattesa al padre:

“Papà, perché il parroco quando ci siamo salutati mi ha baciato la fronte?”

“Tesoro, il bacio sulla fronte è un segno d’amore puro, il parroco ti ha voluto dire che ti vuole bene.”

La bambina tornò a chiedere:

“Se mi avesse baciato la guancia sarebbe stato diverso?”

“Sicuro! il bacio sulla guancia è affettuoso ma non lascia un segno forte.”

“Che significa un segno forte?” domandò perplessa la bimba.

“Si dice che dietro la fronte ci sia una ghiandola direttamente collegata all’anima per cui baciando la fronte si bacia l’anima e ciò crea una forte emozione. Questa ghiandola è nota col nome di Pineale ed è una sorta di punto di collegamento con la spiritualità umana.

Giunse la domanda maliziosa:

“Allora dimmi che valore ha baciare sulla bocca?”

“Beh, questo è un altro discorso!

Sulla bocca si baciano gli innamorati come segno di intimità che convolge anche il corpo.” rispose il padre.

“Papà, io ho visto baciare la mano anche che  significa?”

“Può significare onorare la persona con il rispetto, anticamente era un segno di sottomissione, nei tempi moderni, vorrebbe essere un gesto di galanteria verso una donna o di umiltà verso una personalità di grande umanità.

Come hai capito, il bacio deve lasciare un segno … lascia perfino la macchia di tradimento, come fece Giuda con Gesù!”

Claudia, sorniona, chiuse l’argomento dicendo:”Sono proprio curiosa di notare dove mi bacerà mamma stasera!”

martedì 12 marzo 2024

Una donna speciale

Anna fin da piccola manifestava un’intelligenza fuori dal comune, per questo il padre le insegnò lo studio della matematica, della geometria e dell’astronomia, ma soprattutto della filosofia. 

Diventata grande, usò la cultura come strumento per far del bene e migliorare gli animi delle persone.

Si entusiasmava quando riusciva a trasferire il suo sapere.

La vanità non le apparteneva. 

Parlava con tutti e usava parole semplici per farsi capire, lei diceva che le cose difficili da spiegare sono quelle di cui non si ha la chiarezza delle idee.

Era convinta che la cultura fosse un bene che dovesse appartenere a tutti e non soltanto ai pochi privilegiati che avevano la fortuna e i mezzi per studiare per questo motivo si rendeva disponibile con tutti.

Una volta una sua amica le chiese:

“Anna, come sei riuscita a sapere tanto su ogni cosa?”

Anna non voleva farsi grande o sapiente, rispose con il suo solito sorriso:

“Cara Cristiana, io ho usato tanta curiosità e man mano che conoscevo diventavo sempre più curiosa, così come fa un muratore che costruisce un muro, mettendo un mattone sull’altro, mi sono ritrovata a imparare tutto ciò che catturava la mia attenzione. 

La cosa bella è che non ho mai faticato a leggere e scoprire, anzi più conoscevo e più mi rendevo conto di quanto ancora ci fosse da conoscere.”

La sua abitudine di parlare con gente comune la rese molto popolare nel suo paese.

Incuriositi, giunsero i giornalisti a intervistarla e trovarono in lei tanta semplicità nell’esprimere pensieri profondi.

Con il tempo, tutta la gente iniziò a volerle bene e le rendeva onore.

Anche le autorità avevano trovato interessante coinvolgerla sulle questioni pubbliche. 

Purtroppo, la fama e il rispetto di cui Anna godeva, davano fastidio a molti invidiosi. 

La cultura e l’intelligenza di quella donna faceva paura.

Senza volerlo metteva in ombra i grandi luminari del suo tempo, ma la cosa più insopportabile era che si trattava di una donna capace di mettere in discussione la grandezza dell’uomo.

Accadde che una sera mentre tornava a casa, un uomo fuori senno  la investì e la uccise.

Nessuno mai credette che fu un incidente!