martedì 2 aprile 2024

Gioventù difficile


Tra i frutti cattivi della nuova gioventù scopro un problema che mi ha sorpresa: i giovani di oggi trovano difficoltà a rapportarsi con i loro stessi coetanei e si chiudono in loro stessi rinunciando a qualsiasi forma di impegno sociale.

Appaiono forti ma dentro la loro anima sono deboli e soltanto in gruppo trovano il coraggio di esporsi.

Spesso dialogano poco con i genitori e se possono li evitano.

Questo è il risultato di alcune famiglie “moderne” che si fregiano di un benessere materiale e ignorano quello morale e psicologico dei loro figli.

Se vi affacciate alla finestra dei social e osservate con attenzione ciò che i giovani dicono di sé stessi e dei loro amici, ne restere sorpresi, increduli.

Noterete ragazze che mettono a nudo sé stesse in tutti i sensi: fisico e morale; usano linguaggi aperti dai quali si nota la mancanza di una formazione culturale seria.

Ci sono ragazzi che conoscono poco l’etica della relazione e si comportano come tanti “Rambo”.

Molte figure che appaiono sui social sono fatte di cartone, finte…costruite appositamente per nascondere una debolezza interiore che crea molto malessere.

Laura scrive:”Carb coma è quella cosa che succede dopo che hai mangiato carboidrati e senti dentro quella trascendentale voglia che ti spinge a spalmarti su una qualsiasi superficie esistente per svenire rovinosamente in una pennichella di 2 ore come minimo.”

Il suo amico aveva detto:”Ho bevuto, fumato, riso tantissimo e poi carb coma che è persistito anche quando siamo usciti per poi finire in un devasto totale e colossale.”

Un’altra amica risponde:”al momento non riesco a trovare una connessione mentale con nessuno, il problema è che magari mi prende pure l’hyne però poi mi scendono tutti … appena aprono la bocca!”

Se questi discorsi sono i segnali di un nuovo orientamento della futura generazione allora c’è da preoccuparsi.

lunedì 1 aprile 2024

La mente umana







La mente umana è  qualcosa di unico nello scibile dell’umanità.

La mente è la persona!

Le sue infinite varianti definisce ogni singolo individuo, e anche il corpo si rivela attraverso il corpo.

La distinzione tra il corpo e la mente è soltanto un trucco a cui si ricorre per elevare la nobiltà dello spirito umano.

Una mente senza un corpo non può esistere mentre un corpo senza la mente perde ogni significato.

Il ripostiglio della mente è il cervello (corpo) che per la sua materialità é in grado di emettere vibrazioni responsabili degli accordi risonanti con quelle del cuore. 

Così nascono le emozioni come frutto di una magia compiuta dalla mente attraverso la creazione dei sentimenti.

L’ empatia è appunto una sincronizzazione di due menti che esaltano il sentimento comune.

La mente crea necessità, dubbi, paure, logiche; miscela l’avere con l’essere; illude e disillude in modo opportunistico.

Per esempio, il ricco, pur avendo tutto, trema al pensiero di una cosa che non ha; il povero è felice per l’unica cosa che ha.

Perdere la mente significa adottare una logica non riconoscibile dall’esterno.

La mente del saggio ha raggiunto l’armonia con le debolezze del corpo.

Dio non poteva creare l’uomo senza la mente … avendola concessa, aveva previsto il peccato !

Se Dio é la mente delle menti dev’essere il corpo di tutti corpi.

domenica 31 marzo 2024

La Pasqua inquinata






Oggi festeggiamo la Santa Pasqua, ma mi chiedo: veramente sentiamo e viviamo la pace che questa festa celebra?

Viviamo in un mondo dove ci sono guerre atroci, bambini che muoiono di fame per bombe che arrivano da cielo; ci sono mamme disperate che vedono scomparire i propri figli.

Il pianeta è diviso in due: i ricchi da una parte e i figli di nessuno, dall’altra.

Tra i ricchi si parla di civiltà, educazione, cultura e amore, mentre tra i poveri c’è solo tempo per non morire e di raffinare l’arte di arrangiarsi.

Ecco questa è la nostra Pasqua?

Vedo molta ipocrisia, tanto egoismo e nessun pensiero serio sul senso umano di questa ricorrenza.

In questi giorni si sono viste tante processioni che ricordavano la passione di Gesù, ogni anno svolte con molta teatralità e con sempre meno spirito intimo di religiosità. 

Queste occasioni sono diventate attrazioni turistiche e modi di incrementare l’economia attraverso il consumismo.

Ieri ho notato un “fratello” che appena terminato il “lavoro” della processione, con gli abiti sacri ancora addosso, sollevava una pila di cartoni pieni di pizza che portava a casa per festeggiare l’evento. Mentre camminava, sbuffava per la stanchezza accumulata.

Dio é amore ma come facciamo ad accoglierlo nei nostri cuori se tutto intorno c’è altro.

Dobbiamo tener spenta la tv per non sentir notizie di bombardamenti e femminicidi; dobbiamo far finta che tutto va bene e dimenticare che qualcuno cammina con un coltello o una pistola in tasca.

Forse per questo motivo un giovane, il giorno dopo del suo 18simo compleanno, fu trovato impiccato nella sua stanza in casa, avendo lasciato scritto su di un foglio:

“Vado via … questo mondo non mi piace più!”

Buona Pasqua

sabato 30 marzo 2024

Il segno del tempo

 


"Il profumo del pane appena sfornato mi riporta indietro nei ricordi, alla mia infanzia, quando mia nonna preparava prelibatezze nella sua cucina." 

All’epoca in cucina si usava il braciere per riscaldare la casa.


Tutti noi bambini ci raggruppavamo  davanti al calore dei carboni a mangiare quel tozzo di pane, la mente evoca di ricordi indimenticabili.


Ed è subito nostalgia!


Ma che ne sanno i ragazzi di oggi di tutto questo!

avranno la migliore tecnologia del mondo, ma non sapranno mai quanto era bello vivere la semplicità e l’amicizia  in strada, con gli amici del vicinato,  passata a giocare alle tre campane, a nascondino, a suonare i campanelli e scappare con la paura addosso per non farsi beccare.


Non esisteva neanche un minuto di noia.


L’estate, liberi da impegni scolastici, si trascorreva più tempo con gli amici, si tornava a casa solo per mangiare e quando gli adulti ti chiamavano dalle finestre, con il cuore in gola si salivano le scale, perché si era sempre in ritardo, le ginocchia sporche, sbucciate tenute rigorosamente nascoste perché era vietato farsi male.


“Se ti fai male ti do il resto” era l’ avvertimento più frequente delle mamme 

“ io ti ho fatto, io ti

distruggo ” e “vieni qui che non ti faccio niente”


Il profumo buono del piatto fumante a tavola che bisognava mangiare senza fare storie pure quando non ti piaceva e poi si ritornava ancora ai giochi e corse a perdifiato per le strade con gli amici di sempre.


Non era importante conoscersi, sapere il nome dei compagni di gioco, bastava stare bene insieme, non occorreva  altro, il resto si inventava.


Quanta spensieratezza…


Sono tempi che non torneranno più, ma che hanno lasciato in noi ragazzi di quel tempo, una traccia indelebile.