domenica 28 aprile 2024

Drogati di avidità











Immaginiamo di trasferirci idealmente nel 28 aprile 2224, ci ritroveremo tra perfetti sconosciuti, non esisterebbero neanche i nostri figli e nipoti, forse qualche nome conosciuto potremmo leggerlo al cimitero su qualche lapide erosa dal tempo.

Nelle nostre case vivrebbero estranei.

Probabilmente i nostri discendenti l’avrebbero venduta oppure demolita per costruire una nuova.

Nessuno più saprebbe di noi, diventeremmo nullità del passato.

Esattamente come noi pensiamo oggi di chi ha vissuto ai tempi dell’impero romano.

Le loro strade, le loro case, i loro oggetti sono diventati cimeli storici…materiale da museo, anche i nomi non dicono niente. 

Nulla ci racconta dei loro sacrifici fatti per preparare il mondo che godiamo oggi.

Forse se ci fermassimo a riflettere sul significato della nostra presenza sulla terra, capiremmo quanto sia stupido e irrazionale il desiderio di ottenere tutto... i nostri approcci, i nostri pensieri cambierebbero, saremmo altre persone.

Dedicarsi ad accumulare denaro, trascurando ciò che vale davvero la pena in questa vita é da sciocchi. 

Quanto vale il piacere di una  passeggiata che non hai mai fatto....quegli abbracci non dati... di quei baci ai figli e ai nostri amori... di quei giochi che non abbiamo avuto tempo.

Invece, siamo occupati del nulla, governati dall’avidità e dalla mania di potenza, sprecando momenti irripetibili.

Viviamo questa vita e feriamo le persone come se dovessimo viverla in ma presto si fermerà tutto e scompariremo.

sabato 27 aprile 2024

Il senso della pace







Il senso della pace è un concetto profondo che si riferisce alla ricerca e alla promozione di armonia, tranquillità e rispetto reciproco tra gli individui, le comunità e le nazioni, questo senso può manifestarsi a livello personale, sociale e globale e implica una serie di valori e atteggiamenti.

Innanzitutto, la pace si basa sul rispetto reciproco e sulla tolleranza delle differenze culturali, religiose, etniche e ideologiche; significa  accettare e apprezzare la diversità umana ed è fondamentale per costruire relazioni pacifiche e armoniose.

 Per favorire la pace serve capacità di mettersi nei panni degli altri e di comprendere i loro punti di vista e le loro esperienze, contribuendo alla promozione della pace, la compassione verso gli altri favorisce la solidarietà e il sostegno reciproco nelle comunità.

Inoltre, la pace è strettamente legata alla giustizia e all'equità sociale, la lotta contro l'ingiustizia, la discriminazione e la violenza è essenziale per creare condizioni di pace e prosperità per tutti i membri della società.

 La pace prevede anche il dialogo aperto cioè la risoluzione pacifica dei conflitti, il confronto costruttivo e la volontà di trovare soluzioni attraverso la negoziazione e il compromesso, evitare la violenza e cercare la conciliazione sono elementi chiave per mantenere la pace.

 L'educazione è uno strumento potente per promuovere la pace, poiché contribuisce a diffondere la consapevolezza dei diritti umani, della diversità culturale, della non violenza e della risoluzione dei conflitti; Investire nell'istruzione e nella formazione civica è fondamentale per costruire una cultura di pace.

 La pace richiede la collaborazione e la cooperazione tra individui, comunità e nazioni, lavorare insieme per affrontare sfide comuni, come la povertà, il cambiamento climatico, le malattie e i conflitti, può portare a soluzioni sostenibili e durature.

Il senso della pace si basa su valori universali fondamentali indispensabili per creare un mondo più sicuro, equo e prospero per le generazioni presenti e future.

venerdì 26 aprile 2024

La strada più corta non è mai la migliore


I risultati ottenuti velocemente possono condurti in trappole a lungo termine.

Se tutto ti viene facile e ti metti comodo, ti stai intrappolando in una stasi della creatività.

Quando non stai utilizzando le tue abilità, perderai la capacità di utilizzarle.

Ti diventerà dufficile SCEGLIERE e svanirà il tuo LIBERO ARBITRIO.

La libertà non si conquista facilmente ma si perde rapidamente se non la mantieni attiva.

Alcune persone “si lasciano andare”, perdono il timone della propria consapevolezza, percorrendo le strade battute da tutti, uniformandosi ai desideri comuni, affidandosi al pensare suggerito.

Le grandi mete si raggiungono con grandi sforzi,  quindi diffidate dalle scorciatoie, da chi vi suggerisce di toccare il cielo con un dito.

Non è bello faticare, ma è bello ciò che la fatica regala.

Investite il vostro tempo nelle attività che tutti credono difficili e scoprirete che poi così difficili non erano…forse erano state semplificate dal vostro impegno.

Non fatevi distrarre da nessuno mentre cercate di fare l’impossibile.

giovedì 25 aprile 2024

Quando un figlio odia la madre.







Michele era un ragazzo sensibilissimo con una grande difficoltà ad esteriorizzare il suo dolore, viveva  in una famiglia dove le regole e la disciplina non dovevano essere spiegate, ogni componente della famiglia aveva un ruolo da attendere.

Il padre era una figura imponente, bastava un suo sguardo accigliato per far rientrare nel buon comportamento i propri figli, la mamma invece era una figura di complemento, succube del marito e molto ligia ai suoi doveri.

Il clima famigliare, sebbene fosse normale, era comunque freddo asettico di emozioni. 

Erano poche le occasioni per uscire fuori da una routine consolidata da anni, in quelle poche eccezioni si racchiudeva la felicità della famiglia. 

Con il passar del tempo, l’assenza di un vero dialogo in famiglia e l’incapacità di comunicare il disagio interiore, portò la madre a coltivare un desiderio di evasione dal contesto familiare, volto a valorizzare la propria persona, un desiderio di essere capita e di esprimere le proprie ambizioni. 

Questo atteggiamento della madre fu interpretato da Michele come un allontanamento spirituale dalla famiglia.

Il ragazzo si vide tradito due volte; la prima, per non sentirsi più amato e la seconda, a causa di una specie di sentimento di perdita di attaccamento alla famiglia.

Michele vedeva egoismo nei modi della madre; lui era troppo giovane per vedere il dissidio interiore di una donna che non si sente coinvolta, amata teneramente dal proprio marito.

Quando un figlio assiste inerme ad un mancato dialogo all’interno della famiglia, tende a dare le colpe al genitore più debole. 

Fu così che Michele cominciò a coltivare un odio verso la madre che giunse fino a doverla escludere dalla propria vita.

L’odio fu assunto da Michele come rimedio contro un dolore dell’anima insopportabile, causato dall’essere stato cresciuto in un clima familiare inadatto ai suoi bisogni affettivi.

Venne il giorno della consapevolezza, ma ormai tardivo, quando la maturità portò Michele adulto a guardare il suo passato con occhi e cuore diverso.

La sua mamma però aveva continuato a soffrire in silenzio…l’intensità del dolore di assistere al  “disprezzo” di un figlio  lo conosceva soltanto lei.