giovedì 23 maggio 2024

L’invadenza della tecnologia



La tecnologia sorpassa l’uomo e gli ricorda
 tutta la sua ignoranza.

 La scuola sta diventando interattiva ma la tecnologia da sola non può farcela, per questo motivo si sono introdotti nuovi mezzi tecnologici come la LIM, l’e-book, i registri elettronici e i tablet, tutte innovazioni che hanno spiazzato gli insegnanti che lavorano abituati alla vecchia lavagna libri e registri cartacei. 

Le nuove generazioni sono tecnologiche e, quindi, gli insegnanti devono adeguarsi ad essa utilizzando queste nuove tecnologie. Oggi, dunque, gli studenti possono comunicare tramite chat, prendere appunti in quaderni digitali e leggere libri elettronici senza essere rimproverati dagli insegnanti.

Anche l’aereo è un mezzo tecnologico dei nostri tempi, prendere posto su di esso, sai che è possibile volare ma ti è impossibile accettare come tonnellate di ferro e carburante possano sollevarsi da terra fino ad superare l’altezza delle nuvole.

La fisica ci assicura che è tutto normale, tutto spiegabile ma il cuore no! Il cuore si sorprende, egli non usa la logica, non allinea concetti.

Egli sa che l’uomo è debole, legato con filo sottile alla vita terrena, l’idea che questo filo possa rompersi è molto sentita quando l’aero decolla; i motori accesi, il rumore forte e il cuore si stringe impaurito, attendendo che quell’attimo trascorra.

Immaginate il suo subbuglio quando l’aereo incontra vuoti d’aria, in quei secondi, che sembrano molto lunghi, sentiamo anche il vuoto della vita.

Ci sentiamo spogliati dall’arroganza della teconologia e ci riscopriamo immensamente ignoranti e piccoli, indifesi, come appena nati.

La tecnologia ci ha reso la vita più confortevole, ci ha permesso di vivere più a lungo ma sta nelle mani dell’uomo farne buon uso.

mercoledì 22 maggio 2024

Quando dico ti voglio bene







Quando dico che ti voglio bene, io cammino sulle mie emozioni.

Sento girare il mondo intorno a me, ma io sono sola, avvolta da una dolcezza che mi espande l’anima.

Sento con tutto il cuore l’ebrezza del sentimento e mi perdo nei pensieri dimenticando chi sono.

M’inebrio di me stessa e tento di illuminarti con le scintille delle mie emozioni.

Non saprai mai cosa succede in me, posso parlarti, ma le mie parole si raffreddano mentre escono calde dal mio animo romantico.

Forse è la polvere delle emozioni che affatica il mio respirare e senza tregua alimenta la mia voglia di amare.

Mi avvicino a te per far risuonare ogni nota di tenerezza così in due potremo ascoltare la musica dei sentimenti e colorare di bellezza tutto l’universo.

Ecco, tutto questo è riassunto quando dico di volerti bene

martedì 21 maggio 2024

Una famiglia strana










In un piccolo villaggio, giunse una famiglia un pò strana. La mamma aveva orecchie a punta ,il papà era un tipo intuitivo. 


Lucas, il loro figlioletto, sembrava assomigliare tutto a suo padre.

Da subito, gli abitanti del villaggio rimasero un pò turbati e non mancarono commenti indiscreti tra loro:

-“Che persone strane!”

– “Cosa vorranno da noi”? 

“Come mai hanno scelto di venire a vivere qui, quali stregonerie faranno”


 La famigliola non tardò a farsi volere bene dagli abitanti del posto, la mamma conosceva le erbe del bosco ed era sempre prodiga di consigli su come curare qualsiasi malanno.

Il papà aveva il potere di indovinare, con assoluta precisione  il tempo che avrebbe fatto da lì a poco.


Questa era una gran fortuna per gli abitanti del villaggio: il tempo, da quelle parti era davvero dispettoso, spesso bisognava correre al riparo e ritirare il bucato appena steso perché il cielo diventava all’improvviso nuvoloso, ma con l’arrivo di quella famiglia strana, tutto cambiò. 


Gli abitanti del villaggio chiedevano consigli al signor Ugo e avuto il responso, si organizzavano per  le attività della giornata.


Lucas, il figlio della famiglia strana era diverso, non amava la stragoneria gli piaceva osservare il cielo, la natura, amava disegnare e stare sotto la pioggia quando fuori era cattivo tempo.


Un giorno, mentre passeggiava per il bosco si imbatté in un piccolo gnomo 

  • “Dove vai? chiese lo gnomo” 
  • “Io ti conosco. Sei Lucas ”.
  • “ Si vado in cerca di funghi, sò solo disegnare e osservare il cielo, sono diverso dai miei genitori,  non voglio deluderli ”.

Voglio farti un dono speciale rispose lo gnomo , sei un bambino buono e ti regalo un ombrello 

Cosa me ne faccio rispose prontamente Lucas di un ombrello, io amo giocare all’aperto e stare sotto la pioggia 

  • Tu devi solo interrogarlo disse deciso lo gnomo, ti darà le risposte che cerchi aprendo o chiudendolo, ma non la certezza di prevedere le cose.
  • Il ragazzo restò basito, aveva trovato un modo perché il padre fosse fiero di lui; Lucas e l’ombrello divennero inseparabili

Gli anni passarono, Lucas  era diventato grande e non aveva perso le sue abitudini ogni mattina ad osservare il cielo,  e di annotare sui suoi quaderni i mutamenti del tempo. 


Un giorno mentre scrutava le nuvole 

si accorse della loro diversità, un vero spettacolo della natura, corse nel bosco ad incontrare il suo amico gnomo che lo aveva tanto aiutato e raccontò della sua scoperta.


Lo gnomo con grande stupore gli parlò :”Guarda in te stesso Lucas, in tutti questi anni io non ho fatto altro che leggere nel tuo cuore e rivelarti ciò che oggi hai scoperto da solo.

Non hai bisogno  di me e dei miei consigli su cosa fare, tu sei in grado da solo di cavartela”.


Lo gnomo salutò per l’ultima volta il ragazzo e si dileguò nel fitto bosco.


Lucas seguì il suo amico gnomo con lo sguardo finché gli fu possibile poi non lo rivide mai più, da lui aveva imparato ad avere fiducia in se stesso e a fidarsi delle proprie capacità 

lunedì 20 maggio 2024

Dove va il mondo?


Ho voglia di un mondo nuovo…quello che da bambina immaginavo: Cielo pulito, aria pura, fiumi trasparenti, farfalle variopinte ovunque e un odore di campagna che ancora sento.

Sì! Immaginavo un mondo senza egoismi dove la fiducia nel prossimo era scontata…dove si era uguali nel sentimento e se qualcuno era più forte di te, lo vedevi soltanto perché usava la sua forza per sollevarti.

Non sono delusa, sono triste perché tradita dalla felicità di apparire nel mondo che non volevo.

Dove va questo mondo?

Ci sono guerre, ci sono bambini che muoiono per la stupidità degli adulti.

Ci sono gare di grandezza attese di finire nello stesso modo…tra le croci di un cimitero.

Non voglio pensarci più…mi rifugio nel mio romanticismo, sperando che il mondo si svegli e capisca che soltanto costruendo amore ha senso e valore vivere.