mercoledì 10 luglio 2024

Se tu fossi







Se tu fossi di più…

saresti come io vorrei che tu fossi!

Ma tu sei oltre ciò che vedo.

Ti sento più che vederti.

Ti sento e ti disegno come tu non potresti mai essere.

Vesti mille immagini, tutte come riflessi di un mondo che non è tuo.

Intanto, ti scopro.

Ora mi stupisci e ora mi deludi …

in un gioco di marea che ti fa apparire ora acqua profonda e subito dopo scoglio.

Come un navigante senza bussola, seguo l’orizzonte nei tuoi occhi.

Sono pronta ad affrontare le tempeste per godere delle poche notti serene quando la sirena dell’amore è ospite sulla mia umile  barca.

martedì 9 luglio 2024

I genitori non li avrai per sempre









Laura ha compiuto da poco 87 anni, ha 5 figli, 10 nipoti, 3 pronipoti e una stanza di 12 metri quadrati.


Non le è rimasto nulla della sua casa neanche le cose preziose che possedeva, ma ha qualcuno che si prende cura di lei.


Non ha più le risate dei suoi nipoti, non li vede crescere, è da parecchio tempo  che le manca vederli abbracciarsi e litigare tra loro.


Raramente i figli, le fanno visita vengono a trovarla ogni 15 giorni,  a volte passano mesi.

Non fa più torte, non pianta più fiori in giardino, le è rimasto ancora l’hobby di leggere, ma i suoi  occhi si stancano presto.


Il tempo passa inesorabilmente, non sa per quanto tempo ancora deve abituarsi a vivere in solitudine.


In questo nuovo posto, conduce lavori di gruppo e per di più si occupa di apportare aiuto a quelli che stanno peggio di lei.


Fino a qualche tempo fa, Laura si sentiva appagata ed importante perché leggeva ad alta voce a una sua vicina di stanza, cantavano insieme, ridevano e si raccontavano vecchi aneddoti che rievocavano la loro gioventù, purtroppo la sua amica è morta l'altra notte. 


Il figlio della donna, accorso nella struttura alla notizia della dipartita della madre, ha notato Laura piangere, si è  avvicinato a lei per ringraziarla della vicinanza che offriva a sua madre.


Sapeva che le due donne si tenevano compagnia, ha capito, che a Laura, non le resta più nulla di cui gioire.


Ha perso una cara amica Maria.


Prende il telefono chiama uno dei figli di Laura, con voce rotta dal pianto gli dice:”Se ti capiterà di venire a trovare tua madre, non la sgridare. 


Non rimproverarla. 


Ascoltala in silenzio, dalle la tua attenzione, anche se ti dirà sempre le stesse cose. 


Sii paziente, ridi con lei, stalle vicino anche se pensi che non abbia più nulla da insegnarti. 


Vai a trovarla più spesso che puoi, non farla sentire sola. 


Portale un fiore, dalle un bacio, una carezza, un sorriso. 


Condividi con lei gli album di vecchie foto. 


Portala fuori a cena, al mare...basterà anche una passeggiata. 


Se non hai tempo trovalo, se sei lontano, chiamala e dille che vai da lei. 


Fallo, non rimandare! Fallo, prima che quella sedia sia vuota. 


Non commettere il mio stesso errore…Lei ti sta aspettando. Da sempre. 


Ha tanto da dirti e da darti ancora, quanto non immagini…


Ogni madre regge l'eterno, dove c'è sempre un perdono.”


Marco, ripose la cornetta del telefono sicuro di aver fatto breccia nel cuore di Luca nei confronti della madre e che lui  facesse da portavoce  per gli altri suoi fratelli.


Io spero, che le generazioni che seguiranno, capiscano che le famiglie nascono per avere un futuro con figli e che non si dimentichino della famiglia anche in vecchiaia."

lunedì 8 luglio 2024

Lo sbaglio è contagioso

 









A tutti capita di sbadigliare 

Si sbadiglia quando si è stanchi, quando si è annoiati, quando si vede qualcun'altro sbadigliare: oppure semplicemente per "sgranchirsi" i muscoli facciali.

Può capitare anche di dover sbadigliare volontariamente per il ben noto fenomeno delle “orecchie tappate ”

Un’indagine guidata da studiosi  ha messo in luce come il cervello regola l'imitazione automatica. 

Si potrebbe affermare questa ipotesi, perché lo sbadiglio è contagioso, inutile tentare di resistere. 

Anzi, il desiderio di sbadigliare tanto più cresce quanto più si cerca di annullarlo. 

 In sostanza, il cervello ha il compito di regolare il contagio, in altri termini esso è legato al fatto che lo sbadiglio è associato all’ empatia: si tende a sbadigliare di più quando stanno sbadigliando le persone che fanno parte della nostra cerchia sociale più stretta, mentre la frequenza dello sbadiglio si abbassa di molto quando a sbadigliare sono degli estranei.

Il comportamento imitativo può influenzare le relazioni interpersonali e le dinamiche di gruppo e va spesso controllato. 

Lo sbadiglio di per sé non ha nulla di patologico ma in alcuni casi, può segnalare la mancanza di ossigeno nel sangue; sbadigliare, infatti, comporta l’assorbimento di una grande quantità d’aria e l’accelerazione del battito cardiaco, condizioni che causano un aumento dei livelli di ossigeno nel corpo. Uno sbadiglio quindi, per recuperare energia con la respirazione profonda.

Lo sbadiglio ha anche una funzione termo regolatrice; è dimostrato infatti, che durante la stagione estiva, quando la temperatura esterna è più simile a quella corporea, si sbadiglia meno che in inverno.

Le teorie in merito sono tante; io penso che sia solo un riflesso inconscio di imitazione, come capita con la moda o con i tatuaggi. 

Lo sbadiglio avviene in momenti in cui è praticamente assente un’attività fisica e di solito si è più rilassati.

domenica 7 luglio 2024

Il miracolo










Giorgia era un bambina molto silenziosa e solitaria,diversa dagli altri bambini della sua età, le piaceva meditare e spesso rimaneva in silenzio per molto tempo, come se fosse persa  in qualche pensiero profondo.

“Tesoro perché non giochi con gli altri bambini? Ti annoierai standotene qui da sola.” Sollecitò la  maestra.

Difatti, lei non si annoiava mai. Preferiva non essere disturbata mentre leggeva seduta composta al suo banco, o in un angolo del giardino della scuola mentre gli altri bambini giocavano.

La maestra, preoccupata sollecitò i genitori della ragazza ad un incontro scolastico.

I due genitori, presero atto che la loro figliola si comportava esattamente come a casa.

Giorgia era capace di leggere e meditare per tanto tempo, senza che nulla gli venisse insegnato sin da tenera età.

Sua madre si recava spesso alla libreria sotto casa a comprarle libri, un giorno tra i tanti, acquistò qualcuno di orientamento religioso. 

La famiglia nel periodo estivo, si trasferiva nella casa dei nonni in campagna,lontana dal paese a Giorgia, piaceva quel posto ,era affascinata dalla natura, dal canto degli uccellini, dal meraviglioso ruscello che costeggiava la casa, lo considerava un piccolo paradiso.

Un giorno accadde qualcosa di insolito, la ragazza come era solita fare, era seduta sotto la grande quercia con il suo libro tra le mani in  uno stato confusionale come in estasi 

 La madre che più volte in vano l’aveva chiamata,non vedendola arrivare si allarmò e corse a cercarla.

Inginocchiata vicino a sua figlia trovò una donna con suo figlio che piangeva.

“Che cosa è successo? Perché piangi?” domandò agitata la mamma.

“Giorgia ha guarito mio figlio. 

Ha  compiuto un miracolo. Marco non riusciva a parlare e ora mi chiama mamma !.”

Lo stupore della donna fu così forte, che sconvolta corse in chiesa e raccontò al sacerdote tutto ciò che aveva visto. 

Il sacerdote la tranquillizzò dicendo: “Non temere, la chiesa è cauta su certi argomenti, provvederà a fare le dovute valutazioni, sicuramente la ragazza è un’anima eletta e il buon Dio ascolta le sue preghiere.”

Nel frattempo la mamma di Giorgia riportò sua figlia a casa incredula per ciò che aveva assistito e udito da quella donna.

L’episodio si sparse per tutto il paese e dintorni. La gente veniva a trovare Giorgia ogni giorno e le chiedeva di pregare per i propri cari.

Quella casetta di campagna divenne un santuario. 

In seguito, Giorgia  espresse ai suoi il desiderio di entrare in convento e offrire la sua vita a Dio, i genitori, acconsentirono e l’accompagnarono al più vicino convento del paese dove prese i voti. 

Trascorsero molti anni da quell’episodio, la chiesa riconobbe Giorgia beata; visse in serenità e santità illuminata dal cielo e sostenuta da Dio, suo amato sposo