giovedì 11 luglio 2024

Come crearsi le buone abitudini









Sapevi che le persone possono essere classificate in base a come strutturano il loro tempo? 

Possiamo avere personalità pianificatrici rispetto a personalità spontanee. 

Niente è mai così semplicistico, non credi? 

Tutti potrebbero essere pianificatori se fossero obbligati. 

Oggigiorno,  in un certo senso dovresti essere pianificatore la maggior parte delle volte tutto, dagli appuntamenti in ospedale ai voli, è programmato con largo anticipo. 

Non riuscire a mettere le cose in ordine è fondamentalmente spararsi sui piedi. Ma comunque, attenersi ai piani quotidiani regolari può essere non facile. 

Sai cosa è ancora più difficile? 

Imparare e mantenere delle abitudini. 

Per definizione, un'abitudine è un "modello di comportamento acquisito seguito regolarmente fino a quando non è diventato quasi involontario". 

È difficile arrivare al punto in cui un'abitudine diventa una seconda natura, soprattutto quando l'abitudine è correlata all'apprendimento.

 Come fai a stare seduto fermo ogni mattina, a fissare un mucchio di parole danzanti finché non hanno finalmente un senso e non si fissano? 

In altre parole, come fai a praticare regolarmente un'attività finché non diventa automatica?

Pensiamo a come fare decollare le tue abitudini di apprendimento.

 Per spiegare cosa intendo, farò un esempio. 

Hai un'attività che fai ogni singolo giorno? 

Cose di base come lavarsi i denti, fare la doccia o prendere il caffè al mattino. 

Queste attività sono così facili perché sono state cablate dentro di te inconsciamente. 

Non appena suona la sveglia mattutina, cammini letargicamente verso il tuo bagno. Lo noti subito.

Il tuo spazzolino da denti è proprio lì davanti allo specchio, in attesa che tu lo usi e vada avanti con la tua giornata.

 Quindi, come fai a rendere la tua abitudine di apprendimento come prendere quello spazzolino da denti? ​ 

Alcune abitudini, come quelle legate all'igiene personale o alla sopravvivenza di base, sono istintive; sono azioni involontarie. 

È ambizioso e probabilmente impossibile provare a rendere involontaria un'abitudine di apprendimento. 

Un modo comprovato per far funzionare questa cosa è agganciare i tuoi obiettivi di apprendimento a un segnale situazionale già esistente.

 Ad esempio: "Non appena avrò bevuto il mio caffè mattutino, inizierò la mia revisione quotidiana di inglese". "Ogni volta che esco di casa per andare a scuola nei giorni feriali, inizierò ad ascoltare il podcast di inglese".

Gli esperti di settore includeno trigger/suggerimenti nell'elenco degli elementi necessari per eseguire un comportamento. Questi trigger ti urlano in momenti specifici di fare qualcosa ORA. 

Potrebbe essere una sveglia, un promemoria sul tuo telefono o una parte della tua routine quotidiana. 

Senza un set predefinito di trigger, potrebbe essere davvero difficile rimanere coerenti con le proprie abitudini di apprendimento. 

Riesci a pensare a qualche trigger che può aiutarti a mantenere la tua abitudine di apprendimento? 

Ecco un'altra domanda importante che dobbiamo considerare: cosa fai quando la giornata non va come previsto?

 Ci sono mattine in cui ti svegli tardi e si deve correre, in quei giorni, non è semplicemente possibile incastrare le mie revisioni di inglese. È qui che entrano in gioco le intenzioni di implementazione. 

Lo psicologo Peter Gollwitzer li descrive come piani se-allora che collegano segnali e risposte situazionali, aiutandoti a raggiungere un piano desiderato. 

"Se non completo la mia revisione quotidiana di inglese al mattino, allora non berrò il mio caffè finché non ci riuscirò". 

"Se non sono riuscito a leggere per 30 minuti la sera, allora devo leggere cinque pagine prima di spegnere le luci e andare a letto". 

"Se non ascolto il podcast in inglese mentre vado a scuola, allora devo farlo durante la pausa pranzo". 

Questi sono i piani di riserva dei piani programmati.

mercoledì 10 luglio 2024

Se tu fossi







Se tu fossi di più…

saresti come io vorrei che tu fossi!

Ma tu sei oltre ciò che vedo.

Ti sento più che vederti.

Ti sento e ti disegno come tu non potresti mai essere.

Vesti mille immagini, tutte come riflessi di un mondo che non è tuo.

Intanto, ti scopro.

Ora mi stupisci e ora mi deludi …

in un gioco di marea che ti fa apparire ora acqua profonda e subito dopo scoglio.

Come un navigante senza bussola, seguo l’orizzonte nei tuoi occhi.

Sono pronta ad affrontare le tempeste per godere delle poche notti serene quando la sirena dell’amore è ospite sulla mia umile  barca.

martedì 9 luglio 2024

I genitori non li avrai per sempre









Laura ha compiuto da poco 87 anni, ha 5 figli, 10 nipoti, 3 pronipoti e una stanza di 12 metri quadrati.


Non le è rimasto nulla della sua casa neanche le cose preziose che possedeva, ma ha qualcuno che si prende cura di lei.


Non ha più le risate dei suoi nipoti, non li vede crescere, è da parecchio tempo  che le manca vederli abbracciarsi e litigare tra loro.


Raramente i figli, le fanno visita vengono a trovarla ogni 15 giorni,  a volte passano mesi.

Non fa più torte, non pianta più fiori in giardino, le è rimasto ancora l’hobby di leggere, ma i suoi  occhi si stancano presto.


Il tempo passa inesorabilmente, non sa per quanto tempo ancora deve abituarsi a vivere in solitudine.


In questo nuovo posto, conduce lavori di gruppo e per di più si occupa di apportare aiuto a quelli che stanno peggio di lei.


Fino a qualche tempo fa, Laura si sentiva appagata ed importante perché leggeva ad alta voce a una sua vicina di stanza, cantavano insieme, ridevano e si raccontavano vecchi aneddoti che rievocavano la loro gioventù, purtroppo la sua amica è morta l'altra notte. 


Il figlio della donna, accorso nella struttura alla notizia della dipartita della madre, ha notato Laura piangere, si è  avvicinato a lei per ringraziarla della vicinanza che offriva a sua madre.


Sapeva che le due donne si tenevano compagnia, ha capito, che a Laura, non le resta più nulla di cui gioire.


Ha perso una cara amica Maria.


Prende il telefono chiama uno dei figli di Laura, con voce rotta dal pianto gli dice:”Se ti capiterà di venire a trovare tua madre, non la sgridare. 


Non rimproverarla. 


Ascoltala in silenzio, dalle la tua attenzione, anche se ti dirà sempre le stesse cose. 


Sii paziente, ridi con lei, stalle vicino anche se pensi che non abbia più nulla da insegnarti. 


Vai a trovarla più spesso che puoi, non farla sentire sola. 


Portale un fiore, dalle un bacio, una carezza, un sorriso. 


Condividi con lei gli album di vecchie foto. 


Portala fuori a cena, al mare...basterà anche una passeggiata. 


Se non hai tempo trovalo, se sei lontano, chiamala e dille che vai da lei. 


Fallo, non rimandare! Fallo, prima che quella sedia sia vuota. 


Non commettere il mio stesso errore…Lei ti sta aspettando. Da sempre. 


Ha tanto da dirti e da darti ancora, quanto non immagini…


Ogni madre regge l'eterno, dove c'è sempre un perdono.”


Marco, ripose la cornetta del telefono sicuro di aver fatto breccia nel cuore di Luca nei confronti della madre e che lui  facesse da portavoce  per gli altri suoi fratelli.


Io spero, che le generazioni che seguiranno, capiscano che le famiglie nascono per avere un futuro con figli e che non si dimentichino della famiglia anche in vecchiaia."

lunedì 8 luglio 2024

Lo sbaglio è contagioso

 









A tutti capita di sbadigliare 

Si sbadiglia quando si è stanchi, quando si è annoiati, quando si vede qualcun'altro sbadigliare: oppure semplicemente per "sgranchirsi" i muscoli facciali.

Può capitare anche di dover sbadigliare volontariamente per il ben noto fenomeno delle “orecchie tappate ”

Un’indagine guidata da studiosi  ha messo in luce come il cervello regola l'imitazione automatica. 

Si potrebbe affermare questa ipotesi, perché lo sbadiglio è contagioso, inutile tentare di resistere. 

Anzi, il desiderio di sbadigliare tanto più cresce quanto più si cerca di annullarlo. 

 In sostanza, il cervello ha il compito di regolare il contagio, in altri termini esso è legato al fatto che lo sbadiglio è associato all’ empatia: si tende a sbadigliare di più quando stanno sbadigliando le persone che fanno parte della nostra cerchia sociale più stretta, mentre la frequenza dello sbadiglio si abbassa di molto quando a sbadigliare sono degli estranei.

Il comportamento imitativo può influenzare le relazioni interpersonali e le dinamiche di gruppo e va spesso controllato. 

Lo sbadiglio di per sé non ha nulla di patologico ma in alcuni casi, può segnalare la mancanza di ossigeno nel sangue; sbadigliare, infatti, comporta l’assorbimento di una grande quantità d’aria e l’accelerazione del battito cardiaco, condizioni che causano un aumento dei livelli di ossigeno nel corpo. Uno sbadiglio quindi, per recuperare energia con la respirazione profonda.

Lo sbadiglio ha anche una funzione termo regolatrice; è dimostrato infatti, che durante la stagione estiva, quando la temperatura esterna è più simile a quella corporea, si sbadiglia meno che in inverno.

Le teorie in merito sono tante; io penso che sia solo un riflesso inconscio di imitazione, come capita con la moda o con i tatuaggi. 

Lo sbadiglio avviene in momenti in cui è praticamente assente un’attività fisica e di solito si è più rilassati.