giovedì 10 ottobre 2024

La morale del Bambù



Immagina di avere un bambù cinese nel tuo giardino. 
Come altre piante e alberi, il bambù ha bisogno di annaffiature regolari, terreno fertile e abbastanza sole, quindi, lo nutri e te ne prendi cura diligentemente.

Ma indovina un po' cosa succede?

L'albero non crescerà di un centimetro, anche se hai fatto tutto bene, non vedrai alcun cambiamento.

Non nel primo anno, né nel secondo, terzo o persino quarto. 

A questo punto, potresti iniziare a chiederti se i tuoi sforzi saranno mai ricompensati e la tua pazienza è messa alla prova.

 Improvvisamente, nel quinto anno, il bambù cresce di 3 metri di altezza in 6 settimane!

Perché succede questo?

Beh, come avrai intuito, per  i primi quattro anni, l'albero di bambù è stato impegnato a crescere sottoterra.

Il bambù stava effettivamente costruendo le sue fondamenta radicali per essere in grado di sopportare la crescita rapida e improvvisa che ha creato. 

Potrebbe sembrare un successo da un giorno all'altro, ma il bambù stava effettivamente lavorando sodo sotto.

Quindi, cosa possiamo imparare dall'albero di bambù? Come si collega alla tua vita?

Beh, molte persone hanno sogni e obiettivi. Ad esempio, potresti voler creare un'attività.

 Nel primo anno, potresti sentire che la tua attività è bloccata e non stai realizzando alcun profitto. 

Quindi, concludi che i tuoi sforzi non valgono nulla perché, come il bambù, non noti alcun progresso visibile.

Tuttavia, stai effettivamente costruendo le fondamenta della tua attività, imparando dai primi insuccessi, acquisendo esperienza e gettando le basi per il successo futuro.

Se continui abbastanza a lungo, quello che le persone chiameranno un "successo da un giorno all'altro" sarà in realtà il risultato di innumerevoli sforzi quotidiani.

Hai bisogno di tempo per costruire le tue fondamenta sotterranee.

 Una volta impostato, il progresso può avvenire rapidamente e con maggiore slancio, proprio come il bambù che germoglia rapidamente dopo aver messo radici.

La morale? 

La coerenza e la cura sono importanti, anche quando non si vedono progressi. Il successo è un processo.

La metafora del bambù illustra bene come spesso si dispiega il successo. Non si tratta di risultati immediati, ma della crescita fondamentale invisibile che richiede tempo e pazienza.

Proprio come il bambù impiega anni a sviluppare le sue radici per germogliare rapidamente, il tuo viaggio richiede perseveranza e coerenza. Quindi, quando i tuoi progressi sembrano lenti, ricorda l'albero di bambù.

 Il successo non è sempre visibile all'inizio, ma quando arriva, è potente e innegabile.

 Mantieni la fede, sii paziente e lascia che le tue radici crescano in profondità.

mercoledì 9 ottobre 2024

Parkinson : l’amore di Giuseppe per Gabriella

 


Gabriella soffre da diversi anni di Parkinson. 

Dopo i diversi controlli medici, si è accorta che i sintomi che il medico attribuiva al Parkinson l’avevano accompagnata per molti prima quando non dava ancora peso al fatto che spesso non ricordava cose semplici.


 I medicinali che prende, hanno  migliorato tutti quei sintomi che aveva  e che non riusciva a spiegare e che gli sembravano naturali.


Gabriella, ricorda le molte volte che non ce la faceva più a sopportare quel suo continuo malessere.


Lei ha cominciato con il  tremore e  la rigidità dovuta ad un tono muscolare eccessivo tipico di chi ha il Parkinson.

 

Quando cammina, il suo capo inclinato in avanti, le gambe sono piegate al ginocchio, le braccia al gomito.


Questa rigidità le causa forti dolori muscolari intensi e diffusi a tutto il corpo, le fa spesso male il dorso delle mani, sente la testa pesante, dorme poco la notte, soffre di stitichezza, si sveglia presto, la pancia le fa male. 


Gabriella, ha problemi di deglutizione, il cibo entra spesso nella trachea e si soffoca, quando accade, c’è sempre Giuseppe che la mette a testa in giù per aiutarla  a liberarsi.


Anche la voce è cambiata, quelli che non la conoscono bene fanno fatica a capire quello che dice, anche a causa del naso che gocciola, anche questo un sintomo del morbo di Parkinson.


Sta piano piano, perdendo il senso dell’olfatto, comincia ad avere deficienze cognitive gravi, sa fare una sola cosa per volta, prende dosi massicce di medicinali, ha discinesie (movimenti incontrollabili degli arti) urla e si agita.


Giuseppe, ricorda bene il giorno della diagnosi, sapendo già cosa fosse la malattia di Parkinson, le è cascato il mondo addosso. 


Poi l’ha presa con filosofia, ora in qualche modo sua moglie Gabriella, vive la sua esistenza perché sa che ha ancora un significato. 


Questa forza d’animo è qualcosa per cui è grata al destino, perché non è merito suo se il Parkinson si è impadronito del suo corpo, sa bene che molte persone soffrono più di lei e hanno meno di lei.


Ancora non si conosce cosa causa questa malattia e Giuseppe si chiede:

”Dove sono questi progressi di cui parlano i media?“


“Come si fa a essere ottimisti in questa situazione?”


“Perché è successo proprio a mia moglie?”.


Ci sono persone che si vergognano di esternare il loro stato persino ai famigliari rendendo tutto più difficile,Gabriella, non si è mai vergognata di essere ammalata e non vede perché dovrebbe, ma per molti la diagnosi è una tragedia.


Lei stessa, incoraggia chi ne è affetto e ne fa una campagna di socializzazione:”Non vergognatevi di avere il Parkinson  rimanete  attivi, quando non vi sentite bene, alzatevi e camminate”.


Gabriella, riesce ancora a fare una vita tutto sommato normale, ma le costa sempre più fatica a salire al secondo piano, dove c’è la sua stanza, per questo suo marito Giuseppe, ha preferito trasferirsi al piano di sotto per renderle le cose più semplici.


Il medico la sta convincendo a fare un’operazione chirurgica al cervello, si 

tratta essenzialmente di mettere un pacemaker Inserendone il terminale nel cervello. 


Essendo un qualcosa in fase di sperimentazione, Giuseppe ritiene non farlo  per il momento.


Mano mano che la malattia avanza, Gabriella si rende sempre più conto della Realtà di quello che le succede, le crisi si fanno più profonde e frequenti, i medicinali fanno molto meno effetto 


Dipende completamente da suo marito, ha paura di morire immobilizzata e piena di dolori, di essere, un peso per se stessa e per Giuseppe che le riversa tanto Amore.

martedì 8 ottobre 2024

Il piacere a conoscere









il piacere di conoscere per imparare rappresenta un ciclo virtuoso che arricchisce la vita e favorisce il continuo sviluppo personale e intellettuale.


Il "piacere"  alla lettera  permette un'esperienza gratificante, spesso legata a sentimenti personali e di realizzazione.


Leggere aiuta a stimolare la curiosità e la voglia di scoprire, portando  a nuove esperienze e conoscenze favorendo la connessione alle emozioni, in grado di generare sentimenti positivi e affettive capaci di rafforzare i legami umani.


Leggere libri, articoli e testi diversi arricchisce il proprio vocabolario e migliora le abilità linguistiche, offrendo la possibilità di evadere dalla realtà e dallo stress 


Leggere migliora le capacità di scrittura, fornendo esempi di stili e tecniche narrative, è una forma di intrattenimento che può essere piacevole e coinvolgente, stimolando l'immaginazione.


In oltre leggere arricchisce la vita in numerosi modi, contribuendo alla crescita personale, alla salute mentale e al benessere emotivo 

lunedì 7 ottobre 2024

La saggezza di Edoardo

 


 In un piccolo villaggio ai piedi di una grande montagna, viveva Edoardo, conosciuto in tutto il villaggio, come abile scalatore per la sua energia e la sua vitalità e ogni anno, si arrampicava fino alla cima della montagna per ammirare il sorgere del sole.

Gli anni passavano, ma Edoardo sembrava essere lo stesso: forte, agile, e sempre sorridente. 


Gli abitanti del villaggio lo ammiravano e, lo consideravano un eroe.


 "Edoardo non invecchia “.


Un giorno, però, guardandosi allo specchio si accorse di una piccola ruga ai lati degli occhi e che i suoi capelli, iniziavano a mostrare qualche filo d'argento, nonostante ciò, non si preoccupò. 


Continuò a vivere come sempre, arrampicandosi sulla montagna com’era solito fare.


Con il passare del tempo, Edoardo notò altri cambiamenti. 


Le sue mani, cominciavano a tremare leggermente. 


Il suo respiro, diventava affannoso durante la salita.


La sua vista, che gli permetteva di distinguere ogni cosa si affievoliva.


Una mattina, mentre stava per iniziare la sua solita scalata, Edoardo si fermò ai piedi della montagna e guardò in alto, per  la prima volta, sentì il peso dei suoi anni sulle spalle. 


Si sedette su una roccia e rimase a osservare la montagna in silenzio. 


Sentiva il vento accarezzare i capelli, ma sapeva che non sarebbe riuscito a raggiungere la cima questa volta.


Mentre sedeva lì, immerso nei suoi pensieri, una bella ragazza gli si avvicinò. "Edo, perché non vai  a scalare la montagna oggi?" chiese, sorpresa di vederlo lì fermo Rosa.


Edoardo sorrise, “Vedi, Rosa," disse, "ho scalato questa montagna per tanti anni. 


Ogni volta che raggiungevo la cima, ero orgoglioso di me stesso, oggi ho capito che la montagna non è tutto nella vita.


La montagna è soprattutto cammino, è anche riposo…, ed è guardare indietro per vedere quanto lontano sei arrivato."


Rosa,  non capì subito le parole di Edoardo.


Dopo quel giorno, Edoardo non praticò più questo suo hobby, ma ogni mattina appena sveglio osservava il sorgere del sole dietro la montagna dalla sua finestra.


Edoardo, nel tempo diventò un bravo insegnante per i giovani del villaggio insegnando loro le tecniche di come scalare una montagna, ma soprattutto l'importanza del viaggio, del godere ogni passo, e del saper apprezzare ogni fase della vita, dall'energia della giovinezza alla saggezza della vecchiaia.


E così invecchiò serenamente, sapendo che ogni ruga sul suo volto era il segno di una vita vissuta bene, ogni capello bianco un ricordo prezioso, e ogni respiro affannoso una testimonianza del suo amore per la montagna e per la vita. 


Quando  Edoardo non fu più tra loro, gli abitanti del villaggio lo ricordarono come l'uomo che aveva insegnato loro che l'invecchiamento non era altro che un altro sentiero da percorrere, con la stessa passione e lo stesso cuore con cui aveva scalato la montagna per tanti anni.