giovedì 27 febbraio 2025

Una malattia inspiegabile e devastante “l’anoressia”




Ci sono momenti in cui la vita ti prende talmente alla sprovvista da lasciarti completamente senza parole. 


Una volta organizzammo un viaggio con la mia amica suo marito e la loro unica figlia Giorgia.


La nostra meta era un paesino straniero non conoscevamo la lingua ma Alice la mia amica,ci  faceva da interprete e da guida.


Eravamo in un piccolo ristorante locale,cercando di ordinare qualcosa da mangiare, ma è l’inizio di una storia intensa e toccante,una di quelle esperienze che segnano profondamente chi le vive, sia in prima persona che da vicino. 


Non conoscevo l’anoressia, non l’avevo sperimentata in prima persona e nessuno della mia famiglia aveva avuto a che fare con questa patologia, restai interdetta quando Alice prendendomi in disparte mi raccontò di sua figlia e della battaglia che lei e suo marito stavano combattendo da ormai tanto tempo.


L’anoressia, mi spiegò, non è solo una malattia del corpo, della mente e dell’anima, coinvolge tutti: chi ne soffre e chi le sta accanto, impotente di fronte a un dolore inspiegabile ma devastante. 


Giorgia era sempre stata una ragazza piena di vita, solare con grandi sogni. Ma col tempo, qualcosa dentro di lei aveva iniziato a spegnersi. 


Non era successo all’improvviso, non c’era stato un momento in cui tutto era cambiato. Era stato un lento scivolare in un baratro che le persone che le volevano bene, non avevamo saputo fermare in tempo. 


All’inizio erano piccole cose: “non ho fame”, “mangio dopo”, “solo un’insalata”. Poi le porzioni si riducevano sempre più, il cibo diventa un nemico, e il suo corpo si faceva sempre più fragile, leggero, quasi trasparente. 


Gli occhi però.  dicevano tutto: un misto di paura, controllo ossessivo e un dolore che non si poteva spiegare a parole. 


Noi cercavamo di parlarle, di farle capire che la stavamo perdendo ma l’anoressia aveva già preso il controllo. 


Ogni tentativo sembrava inutile, ogni parola rimbalzava su un muro invisibile. I medici parlavano di ricovero, di terapie di un lungo percorso di guarigione. Ma Giorgia non voleva sentire “sto bene”, diceva. E intanto, il suo corpo gridava il contrario. 


Poi è arrivato il giorno in cui il suo cuore non ha retto più. Un malore improvviso., La corsa in ospedale, le lacrime, la paura. È stato il punto di svolta. 


Forse è stato il dolore che ha letto nei nostri occhi, forse il terrore di essersi spinta troppo oltre. Ma da quel momento qualcosa lì è cambiato. 


Il viaggio non è stato dei migliori, avevamo programmato qualcosa di bello e invece questa esperienza, mi ha segnata profondamente.


Il cammino verso la guarigione è stato lungo e difficile, fatto di passi avanti e ricadute, di lacrime e piccole vittorie. 


Oggi Giorgia sta meglio. Non è ancora una storia a lieto fine, perché l’anoressia lascia cicatrici profonde. Ma ora lei vuole vivere, è questa è la cosa più importante. 


L’anoressia quindi, non è una semplice questione di cibo o volontà, ma una malattia che scava nell’anima e isola di chi ne soffre. Non basta dire “magia” per guarire, così come non basta l’amore di chi sta accanto per salvarla. 


Questo insegna che nessuno dovrebbe affrontare questo incubo da solo. Anche quando tutto sembra essere perduto, una mano tesa, una parola giusta al momento giusto, possono fare la differenza perdersi e ritrovarsi. Serve comprensione, pazienza e aiuto professionale.

mercoledì 26 febbraio 2025

La nostra realtà



Vi siete mai chiesti perché il vecchio modo di pensare non sta al passo con la realtà?… Tutto cambia, problemi orientamento,ecc… ma restiamo bloccati in schemi rigidi. E se l’intelligenza non fosse sapere le risposte, ma correre l’incertezza. 

Questa mia riflessione evidenzia come il pensiero tradizionale, basato su schemi fissi e certi, non riesca a cogliere la complessità e la dinamicità del mondo attuale. 


Il “vecchio modo di pensare” tendeva a cercare risposte definitive a classificare la realtà in categorie ben delimitate mentre oggi affrontiamo un contesto in cui le sfide come i nostri orientamenti, i problemi globali e le incertezze richiedono flessibilità ed una mente aperta. 


L’idea che “l’intelligenza non sia sapere le risposte, ma navigare incertezza” suggerire che il vero valore sta nell’adattabilità: sapere esplorare, mettere in discussione le proprie certezze e rimanere pronti a rivedere i propri termini alla luce di nuove informazioni. 


In questo modo, l’intelligenza moderna si esprime nella capacità di interro di abbracciare il cambiamento e di trovare nuove prospettive, anche in contesti ambigui e complessi. 


Tutto questo cambiamento del pensiero è necessario per affrontare la realtà in continua trasformazione, dove la rigidità mentale può ostacolare il processo e la comprensione profonda dei fenomeni. 


Riconoscere e accettare l’incertezza diventa quindi una risorsa fondamentale per innovare,  collaborare, e rispondere efficacemente alle  sfide contemporanee

martedì 25 febbraio 2025

Le carezze della pioggia



Ormai non ci facciamo più caso!

Però, se ci fermiamo un attimo a pensare possiamo renderci conto come sia ridicolo che tantissime goccioline d’acqua cadono sulla nostra testa dopo che con tanta fatica si sono sollevate dalla superficie terrestre per formare, prima nuvole e poi pioggia.

Queste incomprese goccioline cadono dove e quando vogliono, senza chiederci il permesso. Alcune genti le accolgono con gioia e speranzose per il futuro. Altre, come un’inutile scocciatura da sopportare.

Altre ancora, le attendono invano.

Le fervide goccioline cadono chiassose e si infilano ovunque.

Amano raccogliersi in gran quantità per andare in gita verso il mare.

Il loro entusiasmo è trascinante.

Sono così socievole che invitano chiunque nel loro viaggio e purtroppo, in alcuni casi anche contro voglia dell’invitato.

Corrono veloci, perché portano con sé il fardello della vita che si agita. Esse sono padrone della terra.

Quando pioverà ricordati di alzare la testa verso il cielo, certo ti bagnerai un po’ il viso, ma riceverai una carezza da Dio.

lunedì 24 febbraio 2025

Oltre questo mondo

 







Amica mia, sono sola con me stessa, la mia mente non ha pace, vuole rifugiarsi nel più lontano luogo della terra. 

Vuol cercare un’altra aria, un’altra gravitazione, vuol trovare un luogo dove ad attirare non è il peso del mio corpo ma la gioia della mia anima.

 I miei occhi non sanno dove posarsi perché il mio cuore sta ancora cercando ed è convinto di trovare. 

Certamente troverà, perché la sua natura è generosa e infinitamente buona.

 Il mio respiro carpito dall’emozione tradisce la tranquilla apparenza e lentamente si scoglie nella più dolce armonia.

Rapita nel mondo dell’impossibile dimentico tutte le mie ansie e assaporo la vita che vorrei.

 Il tuo viso sorridente disegna il contorno di un’emozione che mi spinge a correrti incontro e abbracciarti.

Dimentico che il corpo non mi ostacola e finisco per portarti dentro di me, fin al cuore.

Scopro il significato del respirar comune e della comunione degli spiriti.

Sperimento il più dolce e ricercato gusto del volersi bene.

 In questo mondo non c’è tempo per chiedere di restarci.