domenica 22 ottobre 2023

In debito con il futuro

La vita non è una favola ma farla diventare è come creare la più grande opera d’arte.

Essa ha le sue regole ma restare in debito con il futuro non è possibile.

Inventiamo parole per dirci cose inutili mentre il tempo scorre e affidiamo al domani l’occasione di poterci abbracciare.

Il paradiso è senza scale… per arrivarci occorre arrampicarsi!

sabato 21 ottobre 2023

La gentilezza richiede gentilezza

Un branco di elefanti erano soliti viaggiare in cerca di acqua. 
Il percorso per giungere alla sorgente d’acqua attraversava un villaggio abbandonato dove una famiglia di topi aveva preso possesso e casa.
Quando gli elefanti giungevano in quel luogo creavo scompiglio e distruzione alle case dei topi, così il capo dei topi decise di chiedere al capo degli elefanti di modificare il percorso per arrivare al lago.

-“Sire, cortesemente evitate di attraversare il nostro villaggio, in cambio vi promettiamo di aiutarvi in caso di necessita.”

Il capo degli elefanti rise e poi rispose:
-“Piccoli come siete, che aiuto potreste darci?
 Comunque esaudiremo il vostro desiderio.”
Il re dei topi ringraziò.

Dopo un pò, capitò che un gruppo di elefanti finì aggrovigliato in una grossa rete stesa per intrappolarli.
Il re degli elefanti non sapeva come liberarli. 
Si ricordò della promessa fatta dal re dei topi e corse da lui a chiedere aiuto.

Il re dei topi mantenne la promessa.

Il suo esercito di roditori si avventò sulla rete e la rosicchiò quel tanto che bastava per liberare gli elefanti.

Morale: Se gentilezza dai … gentilezza ottieni.

giovedì 19 ottobre 2023

Due vecchi Amici


Chiara era una bambina dal carattere ribelle, aveva la passione per le macchinine spesso si divertiva a giocare con i suoi due fratelli più piccoli le smontava e rimontava per studiarne il meccanismo.

Non riuscì mai a capire come mai non si alzassero in volo.


Diventata adulta di laureò in matematica, in lei le era rimasto il cruccio di quelle macchine che da piccola avrebbe voluto far volare.


Da qualche anno, insegna nel liceo scientifico di Roma.

Un giorno in un un colloquio con i genitori, riconobbe un suo amico d'infanzia, Mario con il quale sin da piccoli avevano condiviso la stessa passione per le macchine.

Mario era il padre di uno dei suoi alunni. Nel momento in cui si approcciò per parlare con una delle insegnanti, ri rivolse alla docente sorridendo.

 

-"Buongiorno professoressa!" Mario pensò di fare uno scherzo alla sua amica d'infanzia sperando che Maria non lo riconoscesse.


-"Buongiorno, Mario" - la professoressa riconobbe subito il suo vecchio compagno - "che piacere rivederti. Quando ho saputo chi fosse il padre di Chiara, sono stata felice del caso." Mario restò deluso per lo scherzo non riuscito,


-"Cara Maria, come stai,  sono contento anch'io di ritrovare te come insegnate di mia figlia." - poi aggiunse "Lo sai che svolgo attività nell’ambito scolastico?"


-"Davvero!" Rispose Maria stupefatta.


-"Si" - rispose Mario -"Insegno discipline tecniche alle superiori quì in città.


-"Mi fa veramente piacere. Sei ancora appassionato di meccanica?" Domadò Maria.

 

-"Sicuro! Purtroppo, la fantasia di allora ha ceduto il passo alla razionalità di oggi. Mi basta essere un buon insegnante e coltivare la belle menti dei ragazzi piuttosto che far volare macchinine." Entrambi risero.

 

-"È vero! L'amore per gli adolescenti è senza prezzo."


I due insegnanti si abbracciarono in onore alla vecchia amicizia e tornarono seri a parlare dell'andamento didattico di Chiara.


Amicizia Vera


Michele proveniva da una famiglia numerosa, sin da piccolo mostrava un'inclinazione all'obbedienza e all'amore, in particolare adorava sua madre.

Il padre, aveva un lavoro fuori paese, era sempre assente dalla vita familiare.

La mamma, essendo da sola, pensò di chiedere aiuto a Rosetta sua sorella la cui vita era stata ostile nel darle un figlio, le affidò la cura di  Michele il più delicato in salute.

Zia Rosetta si affezionò al bambino, lo crebbe  in casa sua come fosse suo figlio..
Michele si sentì fortunato, ora aveva due mamme a cui voler bene, da loro, imparò l'amore per  le donne.

Nel paese, ogni mattina Michele, era solito consegnare il giornale davanti all'uscio di casa degli abitanti. Suo zio Gerardo aveva un'edicola e spesso, dopo la scuola, si fermava lì a leggere. 
Michele crebbe in fretta, si realizzò negli studi e trovò lavoro.

S'innamorò, perdutamente  di una ragazza, soprattutto dei suoi modi eleganti; la sposò dopo pochi mesi e dalla loro unione nacquero due figli. 

Gli anni passarono, i figli crebbero, il matrimonio assunse un tono monotono fino a quando, una sera d’estate, Michele incontrò nel solito bar che frequentava,  Giovanna, una sua vecchia amica delle superiori.

I due presi dall'entusiasmo di parlarsi, si raccontarono  il proprio vissuto; erano più di quarant'anni che non si vedevano. Questo incontro rappresentava qualcosa di meraviglioso.

- "Giovanna com'è bello rivederti, pensavo non mi avresti riconosciuto."

-"Michele,  come poterei dimenticarmi di te! Ricordo la tua timidezza nel esporre la dizione di latino al professore. La tua simpatia era viva nella classe.

Gli amici continuarono per ore a raccontarsi fintanto Michele ebbe il coraggio di rivelare il suo amore per la compagna allora di banco.

-"Giovanna sapessi come mi è difficile ora tenere in piedi il matrimonio, se solo avessi la maturità di oggi, sarei più sereno, non ripeterei certo gli errori che si fanno in gioventù".

Giovanna restò basita dal racconto del suo amico, comprese la sincerità dell'uomo nel dichiararle amore e non si aspettava tanta tristezza nel raccontarglielo, cercò così di rincuorarlo.

-"Hai ragione Michele, purtroppo siamo sulla stessa barca e che si voglia o no, dobbiamo andare avanti per il bene di entrambi. Anch'io, ho perso mio marito, la vita non mi è facile; ho un'attività da portare avanti e dei figli da sistemare".

L'abbraccio sigillò il loro incontro, si promisero di rivedersi in nome della vecchia  amicizia.