martedì 2 gennaio 2024

Educare i figli


Aldo e Giacomo discutevano sul tipo di educazione da dare ai figli.

Giacomo diceva: “Con i figli bisogna essere rigorosi. I genitori devono esercitare la loro autorità per costringerli ad osservare le regole.”

Aldo scuoteva la testa in segno di disaccordo e quindi espresse il suo pensiero: “Giacomo, capisco che usare metodi forti, dà l’idea che si riesce ad imporre la propria volontà, però è evidente che quasi mai funziona.”

“Secondo te Dovremo lasciar fare?” chiese Giacomo.

“Credo che occorre che i figli decidano liberamente ma che siano influenzati dalla nostra volontà.”

“In che modo?” disse Giacomo.

“Pensa al treno! Lui crede di essere libero di correre ma non sa che è costretto a stare sui binari.”

“Un figlio non è un treno! Sono ribelli e testardi.” Replicò Giacomo.

“Caro amico, i binari della mia metafora sono i nostri modi di fare ed essere che sono inconsapevoli suggerimenti alle volontà dei figli.

Il padre che fuma fa fumare il figlio.

Il genitore che usa parolacce le insegna al figlio.

Il genitore grezzo rende grezzi i figli!

Per finire, voglio dirti che se vogliamo educare bene i nostri figli, dobbiamo essere noi stessi educati. I genitori sono esempi di vita e non giudici quando i figli diventano grandi.”

Giacomo non obiettò. Purtroppo, quando i genitori sbagliano cercano di nascondere il senso di colpa richiamando l’auto-determinazione del figlio ed infine la responsabilità delle sue azioni.

lunedì 1 gennaio 2024

Un debito d’amore

Isa era arrivata ai suoi 60 anni. Aveva soltanto un figlio, cresciuto senza padre. Il suo primo e unico amore era durato soltanto un anno, poi il suo uomo partì improvvisamente senza neanche un saluto. 

Jack era un soldato americano. Lo ricorda ancora, alto, biondo e con un sorriso da far perdere la testa a qualunque donna.

Suo figlio,  Luca, gli assomiglia tanto, peccato che non abbia potuto vederlo.

Una mattina, mentre Isa preparava il pranzo, sentì bussare.

Non aspettava nessuno a parte l’arrivo del figlio. Guardò dallo spioncino e vide in attesa un signore distinto che indossava un grosso cappello.

Appena la porta si aprì l’uomo sorridendo disse:

“Buongiorno Isa.”

La donna restò perplessa.

“Chi siete? Come conoscete il mio nome?”

L’uomo si tolse il capello prima di rispondere:

“Non mi riconosci? E’ vero! Sono passati tanti anni … “

Isa si sentì di svenire. Quel viso, quella voce straniera … non poteva che appartenere al suo uomo, al padre di suo figlio.

Isa pianse…lasciò l’uomo alla porta e si sedette per non cadere.

“Ti prego Isa lasciami entrare!” 

“Come hai potuto dimenticarmi? Perché sei tornato?”

Jack si avvicinò alla donna e disse:

“Ero un ragazzo allora! Ma non ti ho mai dimenticata!”

Isa si ricompose e fece accomodare Jack nel salotto.

“Dimmi, sei da solo? Che cosa hai fatto in tutti questi anni?”

“Ho lavorato tanto e ho accumulato denaro … avevo in mente di rientrare in Europa e di cercarti, finalmente ora sono qui.”

Isa non riuscì a trattenere la commozione. Ormai erano diventati maturi in età, ma non rinunciarono a ripetere quel bacio dato tempo addietro.

Si abbracciarono per due lunghi minuti e in un secondo cancellarono gli anni di solitudine.

Nell’abbraccio, Isa piangeva, singhiozzando diceva:

“Jack hai un figlio! Mi hai lasciata con un dono!”

Jack sorpreso, disse:

“Dov’è? Lo voglio vedere!”

Il destino è un grande regista … regala trame impensabili.

Jack aveva appena chiesto di Luca quando la porta si aprì con il figlio che apparve.

“Mamma, Chi è questo signore?”

“Figlio mio, Dio mi ha concesso un miracolo … mi ha restituito tuo padre.”

Luca sembrò paralizzato… non volle ragionarci si gettò su Jack per abbracciarlo.

Aveva tanto desiderato conoscere suo padre ed ora non aveva bisogno di nessuna prova per sentirlo suo.

La famigliola si ricompose … in tre parlarono di tutto … del passato e di quello che doveva essere il futuro.

Luca era rinato perché aveva ora un padre.

Isa aveva ritrovato il suo uomo.

L’amore, seppure in ritardo, aveva saldato il suo debito.

domenica 31 dicembre 2023

La forza del pensiero

In una notte serena alzai lo sguardo al manto stellato e fissai una stella. Sembrava che volesse nascondersi. La sua luce variava in intensità. Forse era l’occhiolino dell’universo. 

La mia immaginazione prese fuoco.

Mi trasferii su quella stella lontana.

Potevo farlo grazie alla forza del mio pensiero. 

Non esiste nulla nel nostro mondo capace di movere la presenza con il pensiero. 

Viaggiando con la mente si possono attraversare epoche o immaginarsi un futuro come meglio si crede.

In questo si ritrova la straordinarietà dell’essere umano.

É incredibile come alcune persone usino facoltà così sorprendenti per annullarsi o spegnersi in attività aride.

Il sentimento è fuoco.

La curiosità è stimolatrice.

La passione è tempesta nell’anima.

La gioia illumina.

Diamo spazio alla dimensione umana e la vita forse non si allungherà, ma certamente si espanderà.

Quando arriveremo al tramonto 

Non avremo nessun rammarico … soltanto l’ impertinente curiosità di sapere finalmente cosa c’è dopo.

sabato 30 dicembre 2023

Ritorno a una nuova vita

Quel giorno ero depressa, tornavo dal lavoro ma non avevo nessuna ansia, nessuna aspettativa.

Ormai, la mia vita era diventata vuota, andavo avanti per inerzia e abitudine.

Ero stanca di vivere senza nessun obiettivo.

Percorrevo la solita strada con la mia macchina.

Su un lungo tratto in discesa, davanti mi precedeva lentamente un camion articolato, mi ero stancata a stargli dietro, era buio e la strada era trafficata,  avevo paura nel effettuare il sorpasso.

Ad un tratto, non ci pensai più e mi avventurai in un sorpasso pericoloso.

Fu un attimo e lo scontro frontale con una macchina che procedeva nel senso opposto, fu inevitabile.

Nell’impatto non sentii nulla.

Mi ritrovai fuori dal mio corpo ad osservare il caos che ci fu dopo, macchine accartocciate, corpi di persone mutilati e sangue  ovunque. Urla, sirene e luci blu riempivano la schiena.

Portarono il mio corpo in ospedale, dicevano che il cuore batteva ancora.

Allora i medici si affannavano a rianimarmi.

Io non volevo rientrare in quel corpo.

Improvvisamente, una voce dolce mi disse che dovevo.

Non riuscii ad oppormi.

Dopo qualche giorno mi svegliai.

Mia figlia era accanto che piangeva di gioia.

“Mamma, ti sei svegliata! 

Sia ringraziato il Signore.”

Mi resi conto che avevo qualcuno che mi amava … qualcuno che mi desse motivo per continuare a respirare.

Morale: A volte il figli danno per scontato di amare i propri genitori e non si preoccupano di dimostrarlo. Però, quando sanno che stanno male o li stanno per perdere pensano di rimediare riversando tutte le loro attenzioni … quelle che ti hanno fatto mancare fino a quel momento.