mercoledì 3 gennaio 2024

Amore Presunto

 
Vera e Dario erano due ragazzi che si erano conosciuti sui social.

Già da molto tempo conversavano via chat discutendo su qualsiasi cosa.

La particolarità di questi amici derivava dal fatto che non si erano mai incontrati fisicamente, nelle loro menti esistevano solo le foto dei profili, ogni  altra aspetto si era formato grazie all’immaginazione.

Lui era immaginato biondo, alto e con una carica di vitalità. Lei, invece, si presentava dimessa e un po’ timida e tanto bella.

Un giorno la conversazione prese un svolta, Dario dichiarò amore:

“Vera, é giunto il momento di dirti la verità.”

La ragazza si preoccupò  e domandò:

“É successo qualcosa?”

“Credo di essermi innamorato di te!” 

Lei rise e disse: “Non prendermi in giro!

Non ci siamo mai incontrati … come fai ad essere innamorato di me!”

Dario voleva dare un tono serio alla sua dichiarazione: 

“Ormai, quando sono in chat con te … per me è come se mi stessi vicino. Mi hai abituato alla dolcezza delle tue parole … mi hai catturato per lo stile delle tue risposte … dalla saggezza dei tuoi commenti.”

Vera capì che Dario parlava sul serio e volle chiarirsi:

 “Caro ragazzo, anch’io trovo piacevole chattare con te … sappi però che la vita reale può essere diversa da quella che ci appare.

Quando ci scriviamo evitiamo di considerare gli aspetti poco piacevoli e questo rende le nostre conversazioni idilliache, quindi è azzardato dirsi innamorati.”

Dario insistette:

 “Vera, qualunque cosa tu voglia dirmi non diminuirà la mia voglia di incontraci e vederci. Sono sicuro di amarti!”

Vera era convinta che doveva scrivere la verità sulla sua condizione fisica:

“Mi dispiace per quello che fra poco saprai … metterà in crisi la nostra amicizia. Vorrei crederti innamorato di me .. non sai quante volte l’ho sognato! ma la realtà non è quella che tu immagini.

Dario io non posso camminare! da un anno sono su una sedia a rotelle! ora che sai … vuoi ancora incontrarmi?”

A questa domanda non fu data nessuna risposta.

martedì 2 gennaio 2024

Educare i figli


Aldo e Giacomo discutevano sul tipo di educazione da dare ai figli.

Giacomo diceva: “Con i figli bisogna essere rigorosi. I genitori devono esercitare la loro autorità per costringerli ad osservare le regole.”

Aldo scuoteva la testa in segno di disaccordo e quindi espresse il suo pensiero: “Giacomo, capisco che usare metodi forti, dà l’idea che si riesce ad imporre la propria volontà, però è evidente che quasi mai funziona.”

“Secondo te Dovremo lasciar fare?” chiese Giacomo.

“Credo che occorre che i figli decidano liberamente ma che siano influenzati dalla nostra volontà.”

“In che modo?” disse Giacomo.

“Pensa al treno! Lui crede di essere libero di correre ma non sa che è costretto a stare sui binari.”

“Un figlio non è un treno! Sono ribelli e testardi.” Replicò Giacomo.

“Caro amico, i binari della mia metafora sono i nostri modi di fare ed essere che sono inconsapevoli suggerimenti alle volontà dei figli.

Il padre che fuma fa fumare il figlio.

Il genitore che usa parolacce le insegna al figlio.

Il genitore grezzo rende grezzi i figli!

Per finire, voglio dirti che se vogliamo educare bene i nostri figli, dobbiamo essere noi stessi educati. I genitori sono esempi di vita e non giudici quando i figli diventano grandi.”

Giacomo non obiettò. Purtroppo, quando i genitori sbagliano cercano di nascondere il senso di colpa richiamando l’auto-determinazione del figlio ed infine la responsabilità delle sue azioni.

lunedì 1 gennaio 2024

Un debito d’amore

Isa era arrivata ai suoi 60 anni. Aveva soltanto un figlio, cresciuto senza padre. Il suo primo e unico amore era durato soltanto un anno, poi il suo uomo partì improvvisamente senza neanche un saluto. 

Jack era un soldato americano. Lo ricorda ancora, alto, biondo e con un sorriso da far perdere la testa a qualunque donna.

Suo figlio,  Luca, gli assomiglia tanto, peccato che non abbia potuto vederlo.

Una mattina, mentre Isa preparava il pranzo, sentì bussare.

Non aspettava nessuno a parte l’arrivo del figlio. Guardò dallo spioncino e vide in attesa un signore distinto che indossava un grosso cappello.

Appena la porta si aprì l’uomo sorridendo disse:

“Buongiorno Isa.”

La donna restò perplessa.

“Chi siete? Come conoscete il mio nome?”

L’uomo si tolse il capello prima di rispondere:

“Non mi riconosci? E’ vero! Sono passati tanti anni … “

Isa si sentì di svenire. Quel viso, quella voce straniera … non poteva che appartenere al suo uomo, al padre di suo figlio.

Isa pianse…lasciò l’uomo alla porta e si sedette per non cadere.

“Ti prego Isa lasciami entrare!” 

“Come hai potuto dimenticarmi? Perché sei tornato?”

Jack si avvicinò alla donna e disse:

“Ero un ragazzo allora! Ma non ti ho mai dimenticata!”

Isa si ricompose e fece accomodare Jack nel salotto.

“Dimmi, sei da solo? Che cosa hai fatto in tutti questi anni?”

“Ho lavorato tanto e ho accumulato denaro … avevo in mente di rientrare in Europa e di cercarti, finalmente ora sono qui.”

Isa non riuscì a trattenere la commozione. Ormai erano diventati maturi in età, ma non rinunciarono a ripetere quel bacio dato tempo addietro.

Si abbracciarono per due lunghi minuti e in un secondo cancellarono gli anni di solitudine.

Nell’abbraccio, Isa piangeva, singhiozzando diceva:

“Jack hai un figlio! Mi hai lasciata con un dono!”

Jack sorpreso, disse:

“Dov’è? Lo voglio vedere!”

Il destino è un grande regista … regala trame impensabili.

Jack aveva appena chiesto di Luca quando la porta si aprì con il figlio che apparve.

“Mamma, Chi è questo signore?”

“Figlio mio, Dio mi ha concesso un miracolo … mi ha restituito tuo padre.”

Luca sembrò paralizzato… non volle ragionarci si gettò su Jack per abbracciarlo.

Aveva tanto desiderato conoscere suo padre ed ora non aveva bisogno di nessuna prova per sentirlo suo.

La famigliola si ricompose … in tre parlarono di tutto … del passato e di quello che doveva essere il futuro.

Luca era rinato perché aveva ora un padre.

Isa aveva ritrovato il suo uomo.

L’amore, seppure in ritardo, aveva saldato il suo debito.

domenica 31 dicembre 2023

La forza del pensiero

In una notte serena alzai lo sguardo al manto stellato e fissai una stella. Sembrava che volesse nascondersi. La sua luce variava in intensità. Forse era l’occhiolino dell’universo. 

La mia immaginazione prese fuoco.

Mi trasferii su quella stella lontana.

Potevo farlo grazie alla forza del mio pensiero. 

Non esiste nulla nel nostro mondo capace di movere la presenza con il pensiero. 

Viaggiando con la mente si possono attraversare epoche o immaginarsi un futuro come meglio si crede.

In questo si ritrova la straordinarietà dell’essere umano.

É incredibile come alcune persone usino facoltà così sorprendenti per annullarsi o spegnersi in attività aride.

Il sentimento è fuoco.

La curiosità è stimolatrice.

La passione è tempesta nell’anima.

La gioia illumina.

Diamo spazio alla dimensione umana e la vita forse non si allungherà, ma certamente si espanderà.

Quando arriveremo al tramonto 

Non avremo nessun rammarico … soltanto l’ impertinente curiosità di sapere finalmente cosa c’è dopo.