domenica 14 gennaio 2024

L’abitudine addormenta la ragione


Dick era un attore brillante con un carattere strano era convinto sul realismo delle sue interpretazioni

Il regista spesso litigava con lui poiché era restio ad accettare le sue scelte sulla scena. Insomma, per lui Dick era una persona senza scrupoli, capitò, che si dovesse rappresentare una  tragedia.

La prima scena prevedeva che il protagonista bevesse alcolici.

Il registra predispose di usare l’acqua durante l’azione scenografica, Dick, invece, insistette di voler una bottiglia di vero liquore. Il direttore per non litigare, lo accontentò

La seconda scena era di combattimento, Dick volle vere spade in modo che si sentisse il rumore del ferro. 

Gli furono fornite spade d'acciaio.

La terza scena era quella in cui l'eroe doveva bere veleno. 

Anche questa volta, Dick volle veleno vero, assicurando che al momento opportuno avrebbe finto di bere.

Egli era convinto che l’idea del veleno vero avrebbe reso molto più realistica la sua interpretazione.

Il direttore anche questa volta non si oppose.

L'attore durante la sua recita dimenticò che nel bicchiere aveva veleno vero e nel momento drammatico della scena lo ingurgitò senza pensarci.

Ovviamente, ci fu la reazione al veleno, Dick fu subito portato in ospedale per la lavanda gastrica. 

L’attore si salvò per miracolo e da quell’esperienza capì che la ragione deve sempre precedere qualunque altra necessità.

sabato 13 gennaio 2024

Una spaventosa luna di miele

Due sposi trascorsero la luna di miele in un'affascinante vecchia fattoria. 

La casa era bella però accadevano fatti inspiegabili. 

Alcuni giorni gli sposi si svegliavano, e su ciascuno dei loro comodini, trovavamo una tazza che non era stata lì la sera prima. 

Pensavano che forse qualcuno si fosse intrufolato nella stanza per lasciare le tazze pronte per la colazione del mattino successivo.

Un altro fatto strano si verificò quando, vedendo la tv in camera, un'antica sedia di legno, si trovava inspiegabilmente spostata al centro della stanza. 

I due sposi non rimasero a lungo in quella fattoria. 

Di buon mattino partirono senza parlarsi durante il viaggio di ritorno a casa.

Anni dopo, capitò tra le mani di uno dei due coniugi un vecchio articolo di giornale dove si menzionavano fatti incresciosi avvenuti nella fattoria quando la proprietà era appartenuta ad una vedova, la quale aveva ucciso i suoi due figli dando a ciascuno una tazza di latte avvelenato prima di andare a letto. Poi si era impiccata

L'articolo includeva una foto del soggiorno della fattoria, con il corpo di una donna appeso a una trave. Sotto di lei, rovesciata, c'era quella vecchia sedia di legno, posta esattamente al centro della stanza…. quella stessa stanza dove avevano soggiornato durante la luna di miele.

Un lungo brivido attraversò la schiena di Matteo mentre leggeva l’articolo.

venerdì 12 gennaio 2024

Un Incubo



Ho fatto un brutto sogno, mi trovavo all’ingresso dell’inferno, non c'era un cancello perlato, l’unico motivo per cui sapevo di essere in una grotta era perché avevo appena superato l'ingresso. 

Il muro di roccia si alzava dietro di me senza soffitto in vista.

Sapevo che era questo ciò di cui parlava la religione, ciò che l'uomo temeva…Ero appena entrata dal cancello dell'inferno. 

Sentii la presenza della grotta come se fosse una creatura vivente e che respirava. 

L’odore della carne marcia mi disgustò.

Udii una voce che veniva dall'interno che diceva:

“Benvenuta!"

“Chi sei?", chiesi, cercando di mantenere la calma.

"Lo Sai, chi sono!” la voce rispose. 

“Sei forse il diavolo?” balbettai per la paura, ma ebbi forza per chiedere:

“Perché sono qui? Ho vissuto per il bene e non ho fatto male a nessuno". 

Il silenzio prese il sopravvento sullo spazio mentre le mie parole si estinsero. 

Sembrava che passasse un'ora prima che arrivasse la risposta.

“Cosa ti aspettavi?" La voce era penetrante ma paziente.

“Non lo so.. Non ho mai creduto a niente di tutto questo", dissi, "È per questo che sono qui?" 

Ci fu Silenzio e continuai a parlare: "Dicono che il più grande trucco che tu abbia mai pianificato sia stato di convincere il mondo che Dio non esiste.”

Improvvisamente una fiamma venne fuori dalla grotta, mi avvolse … spaventata a morte, mi svegliai.

giovedì 11 gennaio 2024

La sensibilità di Luca



Luca era un ragazzo con evidente predisposizione a riflettere sui valori della vita. Amava ascoltare canzoni romantiche e si emozionava facilmente guardando film d’amore; ancor di più quando assisteva ad atti teneri.

In occasione di un funerale trasmesso in televisione si emozionò rivolgendo lo sguardo  dove sedeva al primo banco il  padre con una delle sue figlie, mentre l’altra era appoggiata al braccio del padre, visibilmente provocata alla perdita della propria madre. 

Luca era un romantico e, dava per scontato che il mondo fosse buono come lui e quando si scontrava con una realtà diversa, sentiva la frustrazione del proprio vivere.

Chi non lo conosceva lo giudicava debole e fuori dal mondo, lui si era abituato all’ipocrisia della gente mediocre e per il quieto vivere lasciava perdere ogni discussione. 

L’indole buona di Luca  si conciliava bene con il suo stile di vita un po’ strano amava scrivere poesie e intrattenere colloqui  con anime sensibili nel rispetto al dolore per gli altri.

Un giorno gli capitò di vivere un episodio particolare, un bimbo ROM, fermo nei pressi di un incrocio stradale con semaforo, gli allungò la mano chiedendogli l’elemosina, Luca  si preoccupò dello stato in cui verteva il bambino, in tutta risposta gli accarezzò la testa. Il ragazzino quasi infastidito gli disse: “non mi servono carezze! Voglio soldi per vivere“.

Luca non si aspettava una tale reazione e domandò: “Quanti soldi vuoi?”

Il Ragazzino rispose: “Quello che vuoi tu!”

Luca insistette: “ Avrai qualcosa soltanto se mi dici esattamente quanto vuoi.”

Il bambino pur di non perdere l’occasione, propose: “Mi bastano pochi centesimi.”

Luca, intenerito dalla sincerità del bambino depose  i pochi spiccioli che aveva nella mano del piccolo ROM e domandò ancora: “Perché mi hai chiesto così poco?”

“Perché è difficile che mi diano di più! continuò il ragazzino, conosco bene la generosità della gente.”

“Signore, le persone come lei ,sono poche! .

Pur se molta gente va in giro con macchine lussuose e bei vestiti quando chiedo l’elemosina, ricevo pochi centesimi, la  maggior parte mi ignora e mi schiva  come avessi la peste girano lo sguardo… come se non esistessi.”

“Hai ragione piccolo rispose

Luca , nel  prendendogli la mano aggiunse altri spiccioli alla somma già data e si congedò dicendo: “Ricorda nella vita incontrerai gente falsa e poco attenta, ma ci sarà sempre qualcuno con indole buona e sensibile.”