lunedì 15 gennaio 2024

L’amore non ha età



Avena 96 anni Giovanni
e viveva della sua modesta pensione, suo  figlio Roberto non si era mai sposato e viveva con lui, aveva compiuto 67 anni, ma non avendo mai lavorato sul serio, non aveva reddito, il padre lo sosteneva grazie alla sua pensione. 

Roberto non era più in grado di lavorare anche perché una malattia lo aveva disabilitato.

Una mattina arrivò una convocazione dal tribunale per il padre 96enne.

Preoccupato, il giorno stabilito si presentò davanti al giudice che gli domandò:

“Signor Giovanni, lei guida ancora?”

“Si, signor giudice! Però, soltanto quando è necessario. Sa, alla mia età è un po’ faticoso.”

Il giudice sorrise e poi domandò:

“Lo sa perché è venuto qui?”

“Non ho idea, signor giudice.”

“Lei è stato fotografato mentre superava un incrocio con il semaforo rosso. 

Lo conferma?”

L’anziano tremò spaventato e poi rispose:

“É vero! Mi creda, portavo mio figlio al pronto soccorso per una crisi epilettica . 

Ero così teso e preoccupato per lui che forse non ho neanche guardato il semaforo.”

“Mi dica, quanti anni ha suo figlio?” chiese il giudice.

“67, ma è molto malato”

Il giudice si commosse, tentò di nascondere l’emozione, poi  emanò il suo verdetto:

Signor Giovanni, lei è un brav’uomo, si prende cura di un figlio di 67 anni … il suo amore le ha permesso di annullare la sanzione che le è stata contestata dalla polizia municipale, torna a casa e continui a prendersi cura di suo figlio, se le capiterà di guidare ancora stia più attento.

“La ringrazio, signor giudice.”

A Giovanni si inumidirono gli occhi …. stancamente si alzò dalla sedia per tornare a cosa dove Roberto lo attendeva con ansia.

domenica 14 gennaio 2024

L’abitudine addormenta la ragione


Dick era un attore brillante con un carattere strano era convinto sul realismo delle sue interpretazioni

Il regista spesso litigava con lui poiché era restio ad accettare le sue scelte sulla scena. Insomma, per lui Dick era una persona senza scrupoli, capitò, che si dovesse rappresentare una  tragedia.

La prima scena prevedeva che il protagonista bevesse alcolici.

Il registra predispose di usare l’acqua durante l’azione scenografica, Dick, invece, insistette di voler una bottiglia di vero liquore. Il direttore per non litigare, lo accontentò

La seconda scena era di combattimento, Dick volle vere spade in modo che si sentisse il rumore del ferro. 

Gli furono fornite spade d'acciaio.

La terza scena era quella in cui l'eroe doveva bere veleno. 

Anche questa volta, Dick volle veleno vero, assicurando che al momento opportuno avrebbe finto di bere.

Egli era convinto che l’idea del veleno vero avrebbe reso molto più realistica la sua interpretazione.

Il direttore anche questa volta non si oppose.

L'attore durante la sua recita dimenticò che nel bicchiere aveva veleno vero e nel momento drammatico della scena lo ingurgitò senza pensarci.

Ovviamente, ci fu la reazione al veleno, Dick fu subito portato in ospedale per la lavanda gastrica. 

L’attore si salvò per miracolo e da quell’esperienza capì che la ragione deve sempre precedere qualunque altra necessità.

sabato 13 gennaio 2024

Una spaventosa luna di miele

Due sposi trascorsero la luna di miele in un'affascinante vecchia fattoria. 

La casa era bella però accadevano fatti inspiegabili. 

Alcuni giorni gli sposi si svegliavano, e su ciascuno dei loro comodini, trovavamo una tazza che non era stata lì la sera prima. 

Pensavano che forse qualcuno si fosse intrufolato nella stanza per lasciare le tazze pronte per la colazione del mattino successivo.

Un altro fatto strano si verificò quando, vedendo la tv in camera, un'antica sedia di legno, si trovava inspiegabilmente spostata al centro della stanza. 

I due sposi non rimasero a lungo in quella fattoria. 

Di buon mattino partirono senza parlarsi durante il viaggio di ritorno a casa.

Anni dopo, capitò tra le mani di uno dei due coniugi un vecchio articolo di giornale dove si menzionavano fatti incresciosi avvenuti nella fattoria quando la proprietà era appartenuta ad una vedova, la quale aveva ucciso i suoi due figli dando a ciascuno una tazza di latte avvelenato prima di andare a letto. Poi si era impiccata

L'articolo includeva una foto del soggiorno della fattoria, con il corpo di una donna appeso a una trave. Sotto di lei, rovesciata, c'era quella vecchia sedia di legno, posta esattamente al centro della stanza…. quella stessa stanza dove avevano soggiornato durante la luna di miele.

Un lungo brivido attraversò la schiena di Matteo mentre leggeva l’articolo.

venerdì 12 gennaio 2024

Un Incubo



Ho fatto un brutto sogno, mi trovavo all’ingresso dell’inferno, non c'era un cancello perlato, l’unico motivo per cui sapevo di essere in una grotta era perché avevo appena superato l'ingresso. 

Il muro di roccia si alzava dietro di me senza soffitto in vista.

Sapevo che era questo ciò di cui parlava la religione, ciò che l'uomo temeva…Ero appena entrata dal cancello dell'inferno. 

Sentii la presenza della grotta come se fosse una creatura vivente e che respirava. 

L’odore della carne marcia mi disgustò.

Udii una voce che veniva dall'interno che diceva:

“Benvenuta!"

“Chi sei?", chiesi, cercando di mantenere la calma.

"Lo Sai, chi sono!” la voce rispose. 

“Sei forse il diavolo?” balbettai per la paura, ma ebbi forza per chiedere:

“Perché sono qui? Ho vissuto per il bene e non ho fatto male a nessuno". 

Il silenzio prese il sopravvento sullo spazio mentre le mie parole si estinsero. 

Sembrava che passasse un'ora prima che arrivasse la risposta.

“Cosa ti aspettavi?" La voce era penetrante ma paziente.

“Non lo so.. Non ho mai creduto a niente di tutto questo", dissi, "È per questo che sono qui?" 

Ci fu Silenzio e continuai a parlare: "Dicono che il più grande trucco che tu abbia mai pianificato sia stato di convincere il mondo che Dio non esiste.”

Improvvisamente una fiamma venne fuori dalla grotta, mi avvolse … spaventata a morte, mi svegliai.