giovedì 25 aprile 2024

Quando un figlio odia la madre.







Michele era un ragazzo sensibilissimo con una grande difficoltà ad esteriorizzare il suo dolore, viveva  in una famiglia dove le regole e la disciplina non dovevano essere spiegate, ogni componente della famiglia aveva un ruolo da attendere.

Il padre era una figura imponente, bastava un suo sguardo accigliato per far rientrare nel buon comportamento i propri figli, la mamma invece era una figura di complemento, succube del marito e molto ligia ai suoi doveri.

Il clima famigliare, sebbene fosse normale, era comunque freddo asettico di emozioni. 

Erano poche le occasioni per uscire fuori da una routine consolidata da anni, in quelle poche eccezioni si racchiudeva la felicità della famiglia. 

Con il passar del tempo, l’assenza di un vero dialogo in famiglia e l’incapacità di comunicare il disagio interiore, portò la madre a coltivare un desiderio di evasione dal contesto familiare, volto a valorizzare la propria persona, un desiderio di essere capita e di esprimere le proprie ambizioni. 

Questo atteggiamento della madre fu interpretato da Michele come un allontanamento spirituale dalla famiglia.

Il ragazzo si vide tradito due volte; la prima, per non sentirsi più amato e la seconda, a causa di una specie di sentimento di perdita di attaccamento alla famiglia.

Michele vedeva egoismo nei modi della madre; lui era troppo giovane per vedere il dissidio interiore di una donna che non si sente coinvolta, amata teneramente dal proprio marito.

Quando un figlio assiste inerme ad un mancato dialogo all’interno della famiglia, tende a dare le colpe al genitore più debole. 

Fu così che Michele cominciò a coltivare un odio verso la madre che giunse fino a doverla escludere dalla propria vita.

L’odio fu assunto da Michele come rimedio contro un dolore dell’anima insopportabile, causato dall’essere stato cresciuto in un clima familiare inadatto ai suoi bisogni affettivi.

Venne il giorno della consapevolezza, ma ormai tardivo, quando la maturità portò Michele adulto a guardare il suo passato con occhi e cuore diverso.

La sua mamma però aveva continuato a soffrire in silenzio…l’intensità del dolore di assistere al  “disprezzo” di un figlio  lo conosceva soltanto lei.

mercoledì 24 aprile 2024

Definizione di pazienza







Definire il concetto di “pazienza” è difficile.

Pazienza…un termine che può risultare strano, ma è virtù per chi la mette in pratica.

La vita è un continuo esercizio di pazienza.

La pazienza è quella forza, che agisce dentro di noi quando spesso la vita ci mette di fronte ad avvenimenti verso i quali è possibile avere o perdere il controllo di se.

In altri termini, di desistere e rinviare nel tempo la propria reazione, rispondendo allo stimolo con un atteggiamento neutrale; la capacità di tollerare situazioni sfavorevoli non deve farci perdere il contatto con la realtà, per trasformarsi in tolleranza, o sottomissione, ma capacità di gestire le situazioni più disparate con lucidità, senza perdere la calma, adottando un atteggiamento costruttivo.

L'essere umano, è vittima di insofferenza anche nella quotidianità in cui piuttosto che lasciarsi dominare dall’ansia e dal nervosismo potrebbe essere utile, darsi delle opportunità per osservarsi, e scoprire aspetti di sé sconosciuti, purtroppo la società spinge ad essere più frenetici costantemente proiettati al futuro, in continua ansia per stare al passo con i  tempi.

L’incapacità di attendere e di non avere pazienza, spesso cela un problema di fondo: la tendenza ad annoiarsi per questo la maggior parte della gente, incorre a cambiare esperienza continuamente.

La gradualità dell’essere pazienti, aiuta invece, ad avere atteggiamenti più miti, correre troppo mentalmente non serve, c’è il rischio di perdersi l’importanza della gioia delle piccole cose.

Anche i bambini e gli adolescenti, con il tempo e con esempi educativi, riescono ad autocontrollarsi e ad avere rispetto delle regole imparando il valore dell’attesa riflessiva; fondamentale è riconoscere ed accettare i propri tempi emotivi, diversi per ognuno di noi, e che entrare in relazione con l’altro significa cercare di trovare sintonia per  entrambi.

 

 

martedì 23 aprile 2024

Rompere la fiducia con l’inganno

 






L’inganno è lo strumento di azione verso il prossimo più spregevole della cattiveria in sé.

Dall’inganno non ci si può difendere poiché agisce senza la consapevolezza della vittima.

Si ricorre al suo uso per ottenere per via spiccia ciò che comporterebbe “fatica” di convincere. 

Solitamente lo usano i vigliacchi, coloro che hanno poca considerazione del prossimo, gente con poco valore interiore.

Quando si scopre l’inganno ormai il danno è fatto. Di conseguenza, lascia una rabbia interiore ed un’ amarezza che abbatte la fiducia nel prossimo, indipendentemente da chiunque sia.

Ovviamente, l’inganno attraversa il ponte della fiducia una sola volta poiché subito dopo quel ponte sarà distrutto e mai più ricostruito.

Le vittime sono macchiate di ingenuità e magari pensano di ottenere vantaggi esclusivi oppure sentono di percorrere scorciatoie per giungere prima agli obiettivi.

L’inganno trova ostacoli quando si scontra con l’essere ragionevole, critico; esso rifugge dai pensatori poiché l’azione ingannatoria deve compiersi nel più breve tempo possibile, altrimenti perderebbe di efficacia.

Chi ricorre all’inganno è una persona debole, poco istruita e sempre egoista, illusoriamente convinta di essere furba, brava nell’ ottenere ciò che vuole.

Con l’inganno si accompagna la prevaricazione e la prepotenza, anteprime del dominio sul prossimo. 

Se qualcuno vi ha ingannato… liberatevene perché potrebbe farlo ancora.

lunedì 22 aprile 2024

Un posto da occupare















Nella vita ogni cosa trova il suo posto, se una cosa è importante non ci sono problemi di tempo, ne faccende che non possono aspettare. 


Quando qualcosa è veramente importante non esistono ostacoli e se pur ci fossero, verrebbero superati con alternative inventate al momento.


Alcune persone giustificano il loro disinteresse con l’alibi di non avere tempo; dicono di occuparsi in attività di estrema importanza che vanno oltre le loro aspettative.


É chiaro che si tratta di comportamenti di comodo dove nascondono una volontà contraria, imbarazzante da mostrare.


Quando una persona vuole veramente qualcosa … la ottiene.


Le montagne si spostano per fargli largo, i fiumi deviano il loro corso per non intralciargli il percorso, il vento spinge sulle sue spalle per farlo procedere velocemente.


Al contrario, se si tratta di un vago desiderio, si creano baratri impossibili da superare, si attraversano campi minati per cui si deve procedere con molta cautela.


Molte volte a scoraggiare sono le brutte giornate di pioggia, l’oroscopo sfavorevole, il gatto nero che attraversa la strada.


Ecco un modo per capire se una persona ha piacere di stare con te; nota il posto che ti fa occupare sua vita. 


Se trova difficoltà a gestire il suo tempo con te…sii certo che non occupi i primi posti! Però, consolati perché sarai immerso da documentate, incontestabili giustificazioni.