martedì 6 agosto 2024

Le occasioni perse




Ti sei mai chiesto quante volte ti sei lasciato sfuggire qualcosa? 

Quante occasioni hai perso, senza conoscerne il valore finché non era troppo tardi? 

La paura ti ha mai impedito di provarci o hai esitato finché le opportunità non sono svanite? 

E se, in un universo parallelo, avessi dato il massimo per perseguirlo?

 E se quelle opportunità fossero possibilità che potrebbero renderti più forte?

 

Mi ritrovo costantemente a perdere delle opportunità a causa della mia esitazione e del continuo chiedermi se agire oppure no. 


Domande riempiono la mia mente, come "Dovrei davvero farlo? 

Posso farlo? 

E se non funzionasse? 

E se non facesse per me?


" Continuo a pormi queste domande ripetutamente finché le opportunità, bussando di proposito alla mia porta, svaniscono nel nulla insieme a infiniti "e se". poi, quei "e se" si trasformano in rimpianti, rendendo la mia sicurezza ancora più debole. 


Questo ciclo si ripete ogni giorno, mentre metto continuamente in discussione le mie decisioni.

 

Tuttavia, dispiacersi per ciò che non si è fatto può essere dura. 


Ogni occasione persa sembra un peso pesante, che ti ricorda cosa sarebbe potuto essere, avrebbe dovuto essere e avrebbe potuto essere.


 Ma forse, nella vita, non ci sono vere occasioni perse, solo percorsi diversi che portano a nuovi posti.

 

Quando ci soffermiamo sulle occasioni perse, è facile perdersi nel rimpianto eppure , ogni percorso che intraprendiamo, scelto o meno, plasma il nostro viaggio. 


A volte ciò che percepiamo come un'occasione persa ci reindirizza verso opportunità inaspettate, insegnandoci preziose lezioni lungo il cammino. 


Abbracciare questa prospettiva può alleviare il peso del rimpianto e aprirci alle possibilità che ci attendono.

 

Ma a pensarci bene, se tutte queste occasioni perse fossero state perseguite, sarei dove sono oggi? 


Diventerei chi sono oggi? 


Raggiungerei  tutto ciò che ho raggiunto oggi? 


Sono domande sconcertanti, ma c'è una risposta che tutti abbiamo paura di affrontare: non saremmo chi o dove siamo ora se quelle occasioni perse non ci avessero plasmato e travolto. 


Probabilmente, questa è la cosa più importante da sapere, che siamo diventati più forti, più audaci e più saggi.


Questa è una lettera a tutti i momenti che ho trascurato, alle parole che ho lasciato inespresse e ai sogni che non ho inseguito, a tutte le mie occasioni mancate, sono grato. 


Mi avete aiutato a crescere e continuerò ad andare avanti, pronto per qualsiasi cosa verrà dopo, grazie alle lezioni che mi avete dato.


Opportunità 

lunedì 5 agosto 2024

Quando c’è Amore Vero



Vederti andare via è stata la cosa più dura che abbia mai fatto. 

C'erano lacrime, certo, ma c'era anche qualcos'altro, un dolore agrodolce che si è depositato in profondità nelle mie ossa. 


Da allora, fingo di vivere.

Che ne sanno gli altri del dolore? 

Che ne sanno della solitudine, quando persino restare con te stessa ti fa orrore?


Imparai a sorridere, persino con gli occhi, in una maschera atroce, era il dolore dell'accettazione, del lasciar andare, del capire che amare non significa sempre aggrapparsi, soprattutto se la persona che ami sta soffrendo per restare.


Forse quella è stata la parte più difficile, amarti abbastanza da vederti volare, anche se significava vederti scomparire all'orizzonte. 


Ero fiduciosa che saresti stato bene, anche se io non ero così perché il percorso che stavi prendendo ti avrebbe portato lontano da me.


Il mio amore è stato così profondo tanto da lasciarti andare, poiché la tua felicità era altrove, ho sostenuto la tua scelta, anche se mi mancava il futuro che avevamo sognato.


Sò di aver fatto la scelta giusta, spingerti a restare quando il tuo cuore non mi apparteneva, non sarebbe stato amore, vero?


Eppure, ti confesso non è stata una decisione facile la mia, ho lasciato decidere al cuore, ero ancora convinta che il nostro amore sarebbe stato abbastanza forte. 


Che stupida!


Mi aggrappavo alla speranza ignorando di quanto essa può essere un'ingannatrice, crudele, mi ha tenuta aggrappata, in attesa di un segno, un  qualsiasi cosa per dire che non era finita. 


Ora, il silenzio è assordante, mi racconta la verità, quella che prima mi rifiutavo di ascoltare: non ci siamo più, e l’attimo subito dopo che te ne sei andato è stato come un morire dentro.


Ti amo così tanto che ti permetto di vivere la tua vita, anche senza di me.


 La verità brucia. 


Lasciarti andare non significava solo lasciare che tu fossi felice, ma anche lasciar andare il "noi" che avrebbe potuto essere. 


Questo è un dolore agrodolce: un amore che non doveva essere, un futuro rubato dal destino o forse, dal semplice fatto che a volte l'amore, anche quello più profondo, significa solo accettare che il proprio amore non sarà mai abbastanza.


In verità, l'amore non riguarda l'aggrapparsi a qualcosa, ma la libertà. 


Nel liberarti, ho trovato una gabbia tutta mia, una prigione di ricordi, speranze e "se". 


Ogni alba, mi sveglio in un mondo in cui manca un pezzo della mia anima, uno spazio vuoto che ha la tua forma. 


Eppure, nel silenzio di queste notti solitarie, trovo pace nella consapevolezza che... ti ho amato abbastanza profondamente da lasciarti andare.


Alla fine, l'amore diventa un campo di battaglia tra altruismo ed egoismo, tra trattenere e lasciar andare. 


A volte, la cosa più coraggiosa da fare è cedere all'inevitabile, anche se significa attraversare una vita di desiderio.


Sappi solo che una parte di te continuerà a stare con me, proprio come una parte di me, sono certa, volerà sempre con te. 


domenica 4 agosto 2024

La casa di mia nonna






La casa dei miei nonni era un piccolo appartamento al primo piano di un vecchio palazzo.  Aveva 3 stanze: la cucina, il bagno, la stanza da letto e lo studio.

Era arredata con mobili antichi…quadri…ceramiche…lampadari...ed oggetti vari…


Uno dei momenti più tristi della nostra vita é quando la porta di quella casa si chiude per sempre,non ci saranno più i pomeriggi felici con zii, cugini e genitori. 


Non era necessario andare al ristorante la domenica, si andava a casa di mia nonna. 


Mi ricordo quando andavo a casa sua a pranzare dopo scuola: la nonna Marietta, metteva il pane sul termosifone per tenermelo al caldo


A Natale la nonna preparava le sue delizie, mentre il nonno non l’ho mai conosciuto, si ammalò e morì subito dopo aver partecipato alla 1ª guerra mondiale.


La tavola era lunghissima e veniva apparecchiata nella stanza più grande. 


Adesso la casa è chiusa ed è rimasta soltanto la polvere. 

Un cartello vendesi!

È vecchia, va ristrutturata, costa troppo. 

La casa dei nonni non ha un valore. 


E così passano gli anni, non  ci sono più regali da scartare, frittate da mangiare, verdure da pulire. 


Quando la casa dei nonni si chiude ci ritroviamo adulti senza capire quando abbiamo smesso di essere bambini, per loro saremo sempre piccoli e indifesi. Sempre. 


La nonna Marietta, aveva sempre il caffè pronto, la  pasta, il vino, le caramelle, il pane.  Non mancava mai  nulla in casa.


Poi finisce tutto. 


Non ci sono più le canzoni, non si fa più la pasta fatta in casa.


Sento viva la mancanza di mia nonna ancora oggi. 


Avrei voluto vederla fare la salsa ancora una volta, il mirto, le chiacchiere e il liquore all’alloro. 


Io volevo ancora imparare anzi grazie nonna per  gli insegnamenti sulla vita.


Ora quando passo guardo quella casa e mi viene il magone, non suonerò più il campanello. 


In quella casa, ci sono cresciuta, ricordo c’era una poltrona dove spesso sedevo e  ho sognato davvero l’impossibile.


Era una poltrona larga, e bassa, mi piaceva accarezzarla perché la mano scorreva sopra quel velluto a coste sottili 


Mi piaceva avvicinarla alla finestra per starmene lì, tra luce e ombra.


Ogni tanto ci penso a quei momenti. 


Quella casa popola i miei sogni più spesso di quanto vorrei, avvolge il mio risveglio e confonde la mente, intanto il mio sguardo cade nel vuoto e si perde.


Quanto mi manca quella poltrona che mi ha cullata e protetta anno dopo anno e, come una navicella spaziale, mi ha fatto esplorare l’universo quando ero ancora troppo piccola per mettermi in viaggio da sola


Mia nonna è stata il collante della famiglia, la saggezza, Il saper affrontare la vita. 


Oggi di lei di quella casa chiusa è rimasto il suo profumo e tantissimi ricordi

sabato 3 agosto 2024

Siamo perfetti per natura








Smettila di vederti brutta, piena di difetti!

 Le frasi come: "Non sono bella", "Ho un sacco di cicatrici", "Il mio colorito è bruno-bruciato", "Sono troppo magra e sembro un cadavere ambulante", "Sono troppo grassa e non posso indossare abiti sexy", "Come vorrei avere una mente che potesse rispondere a tutto", “Fossi più alta/bassa di pochi centimerti”, uccidono il tuo amor proprio.

 Non sei chi pensi di essere. 

Quei disgustosi sussurri che senti a ogni singolo sguardo sono quelli che ti oscurano quelle cose incantevoli che hai e che ti appartengono davvero.

 Tutto ciò che devi fare è abbandonare i pensieri grigi e disporti ad amare te stessa.

 Gli strati che hai messo in atto per nascondere quegli errori apparenti potrebbero essere ammirati da qualcun altro. 

Non ne sei consapevole solo perché sei abituata ad accettare messaggi indesiderati di false descrizioni di te stessa.

 Quando qualcuno ti dimostra la sua ammirazione, non prenderla in modo sarcastico. Indossa quel complimento e applicalo in modo permanente sulla tua pelle senza dover mettere in discussione nulla. 

Le informazioni fattuali non hanno bisogno di uno studio alternativo; una volta che si sono formate, nulla può ostacolare il loro processo allettante, quindi non mettere a tacere la tua perfezione.

 Ora respira e metti giù lentamente le parti sbagliate che hai raccolto sulla tua strada per ricevere lo specchio adatto che è stato legalmente creato per te.