martedì 13 agosto 2024

Un’amica speciale






Una sera ricevetti una telefonata da Mita, una cara amica. Quando mi chiese  come stavo, le risposi: «Sai! sono un po’ giù di corda e mi sento molto sola».


«Vuoi che ne parliamo?, che venga a casa tua?»


Io le risposi di sì e in pochi minuti Mita stava già suonando al citofono del mio portone. 


E così io le parlai  per molte ore di tutti i  miei problemi, e lei che mi ascoltava.


Mita, mi ha fatto bene la tua compagnia, soprattutto il fatto che mi abbia ascoltata e che mi sia liberata delle ansie.


Intanto le ore passavano. «Ora vado, devo correre, ho premura devo aprire il bar, si è fatto giorno».


«Ti ho tenuto sveglia  per tutta la notte,» ti chiedo scusa.


Mita mi ha risposto: «Non c’è problema, per questo esistono  le amiche!»


L’ho accompagnata  fuori e mentre s’incamminava verso la sua smart gialla le ho gridato a gran voce: «A proposito, perché mi hai telefonato ieri sera così tardi, cosa volevi dirmi di così importante ?»


Lei è tornata indietro e mi ha sussurrato piano in un orecchio:«Non sapevo come dirtelo, sono stata dal medico, ho il cancro, ».


 Io sono rimasta basita, ma lei come era solita fare, con un sorriso mi ha detto: «Ti terrò aggiornata, non preoccuparti per me».


Mi è servito un po’ di tempo per metabolizzare la situazione grave di cui mi aveva parlato Mita e mi sono chiesta  più volte: perché quando lei mi ha chiesto come stavo, io mi sono dimenticata di lei ed ho solo pensato a me? Come ho potuto essere così insensibile?


Lei come ha avuto la forza di sorridermi, di incoraggiarmi, di ascoltarmi? 


Da quel giorno ho incominciato a riflettere: cerco di essere meno drammatica con i miei problemi e di dedicare più tempo alle persone a cui voglio bene. 


Mi sono ricordata di una cosa che lessi una volta e che solo in quel momento capii esserne vera: Colui che non vive per servire… non serve per vivere.


La vita è come una scala, se tu guardi in alto, sarai sempre l’ultimo della fila, ma se tu guardi in basso, vedrai che ci sono molte persone che desidererebbero essere al tuo posto.


La vita aiuta ad imparare come vivere.

 

Ci sono delle priorità e delle necessità, a volte le prime sono importanti altre volte lo sono le seconde. 


Il saper dosare è secondo me la qualità che definisce il proprio vivere.


Ecco perché quando si hanno momenti di sconforto si deve fare un bilancio saggio degli aspetti positivi della propria vita, ci aiuterà a capire ciò che ci circonda e come accettarsi

lunedì 12 agosto 2024

Sono cambiata








L'esperienza è la migliore maestra dicono, ma nessuno mi aveva detto quanto dolore mi ci è voluto per diventare così tranquilla. 


So che non meritavo questa condanna, ma dovevo farlo per sopravvivere, non  avevo altra scelta che farcela.


 Forse è per questo che sono così indipendente, ero così abituata a fare le cose solo da sola perché non volevo dipendere dagli altri.  


Tenevo il giudizio degli altri, il giorno in cui mi avrebbero pugnalata alle spalle, non volevo più essere ferita, quindi ho mantenuto la calma fino alla fine.


 Non mi aspettavo nulla da loro, e invece di incolparli, mi incolpo ancora oggi per il motivo per cui non ho ricevuto alcuna considerazione che desideravo almeno nei miei sogni.


 Molte persone si stupiscono di come faccio a rimanere pacata in situazioni in cui sono svantaggiata. 


La verità è che voglio che nessuno veda quanto mi senta  distrutta e impotente. 


Devo agire con forza per sopravvivere e proteggermi, così nessuno potrà farmi del male. 


Dentro di me c'è un'anima pura e dolcissima che vuole solo essere amata e capita, desiderio che ancora arde. 


Ripensandoci, non  possiamo scegliere o fare le cose come vogliamo vadano o siano.


 Alla fine, non tutte le mie battaglie valgono la pena di essere combattute, per la mia tranquillità, devo accettare la vita per quello che è.

domenica 11 agosto 2024

Esempio di amore per la vita




Aveva più di 90 anni e si ostinava a usare la bicicletta, una vecchia “graziella” degli anni settanta.

Era tenero e un pò divertente vederlo su quella bicicletta.

Ormai il peso degli anni lo avevano piegato di novanta gradi e pedalare era diventato difficile.

Così Luigi sedeva sul sellino della bicicletta ma non aveva la forza di pedalare, stando in quella posizione, camminava seduto muovendo i piedi per procedere.

La lentezza dei suoi movimenti lo rendeva visibile nel traffico cittadino. 

Tutti lo conoscevano e ogni volta che lo si incrociava nessuno rinunciava a dargli uno sguardo misto di simpatia.

Quel buon uomo era titolare di una merceria che continuava a tenere aperta quantunque nessun cliente si affaccia  più. La vetrinetta del piccolo negozio denunciava gli anni del suo padrone. 

Era tutta impolverata e con gli stessi articoli in mostra da chissà quanto tempo.

All’ora di chiusura, Luigi compiva il suo ultimo sforzo in piegamento prima di riprendere la bicicletta per ritornare a casa.

Mettere il lucchetto sulla base della saracinesca abbassata era una vera impresa, serviva tempo e calma per effettuare il piegamento e infilare la chiave di bloccaggio.

Ogni giorno che passava diventava sempre più difficile e faticosa la sua routine.

Quel nonnino lo ammiravo … lo vedevo come prova d’amore verso la vita e l’accettazione consapevole delle debolezze umane.

sabato 10 agosto 2024

Tu sei

 


Non sei definito dal riflesso dello specchio. 

Tu sei i libri che affascinano la mente, le melodie che fanno ballare il tuo cuore, gli schizzi e gli scarabocchi che scaturiscono dai tuoi polpastrelli.

 Sei nelle conversazioni notturne che ti fanno sentire in sintonia, le risate che nascono inaspettate, il calore della tua coperta preferita in una giornata fredda.

 Non sei macchia sulla pelle, il brufolo sul viso o i numeri su una bilancia.

 Tu sei il bel colore  dei tuoi capelli, il comfort accogliente dei tuoi jeans logori, il modo in cui ti comporti.

 Sei i film che ti fanno sognare, le pietanze che assapori con gusto, le cartoline che collezioni dai luoghi in cui sei stato o in cui desideri ritornarci.

 Non sei la forma del tuo corpo o le imperfezioni che vedi.

 Tu sei la luce del sole mattutino che filtra dalla finestra, le lettere scritte a mano che conservi in una scatola segreta, il profumo della tua candela preferita.

 Tu sei i calzini spaiati che indossi distrattamente con orgoglio, la pianta che coltivi sul davanzale, i testi che riecheggiano nella tua anima.

 Non sei limitato dalla tua forma fisica.

 Sei la storia che raccontati, la gentilezza che dimostri, le passioni che accendono il tuo spirito.

 Sei l'amore che dai, i sogni che ti incoraggiano ad andare avanti.

 Tu sei tutto il bello che è in te.