mercoledì 14 agosto 2024

Amando silenziosamente










Come dice il proverbio, "se ammiri un fiore, continua ad ammirarlo perché una volta colto, morirà", e credo che lo stesso valga quando si tratta di qualcuno a cui tieni.


 L’ amore è sempre gratuito, ma a volte il costo è troppo alto…ti costerà pace, lacrime e persino crepacuore ma a chi importa?


 "nessun dolore, nessun guadagno", come si dice a chi non è disposto a prendere una granata e persino a ingoiarla per la persona che ami, giusto? 


il mio punto è: va benissimo essere stupidi a volte e va bene vivere con la speranza di tutto ciò, finché sei sempre pronto per le dolorose conseguenze.


È una nostra scelta aggrapparci a qualcosa che ci dia energia nell'anima quando è difficile alzarsi la mattina che ci dia pace quando è difficile dormire la notte.


É una scelta l'amore disinteressato e unilaterale è una scelta (oh che follia), ma seriamente, ammetterlo o no, è davvero bello essere amati, giusto? 


É così bello sentire che c'è qualcuno là fuori che è disposto a rischiare tutto per noi, qualcuno che è follemente, completamente e inesorabilmente innamorato di noi.

 

Spero che un giorno troveremo quella persona che  sia la stessa che è nella nostra mente nel  momento in cui  leggiamo questo.


Ricordiamoci che l’amore è sempre una scelta consapevole e matura, una scelta di lasciare andare e una di amare qualcuno [silenziosamente] da lontano come un fiore che siamo disposti a fissare e ammirare per sempre 

martedì 13 agosto 2024

Un’amica speciale






Una sera ricevetti una telefonata da Mita, una cara amica. Quando mi chiese  come stavo, le risposi: «Sai! sono un po’ giù di corda e mi sento molto sola».


«Vuoi che ne parliamo?, che venga a casa tua?»


Io le risposi di sì e in pochi minuti Mita stava già suonando al citofono del mio portone. 


E così io le parlai  per molte ore di tutti i  miei problemi, e lei che mi ascoltava.


Mita, mi ha fatto bene la tua compagnia, soprattutto il fatto che mi abbia ascoltata e che mi sia liberata delle ansie.


Intanto le ore passavano. «Ora vado, devo correre, ho premura devo aprire il bar, si è fatto giorno».


«Ti ho tenuto sveglia  per tutta la notte,» ti chiedo scusa.


Mita mi ha risposto: «Non c’è problema, per questo esistono  le amiche!»


L’ho accompagnata  fuori e mentre s’incamminava verso la sua smart gialla le ho gridato a gran voce: «A proposito, perché mi hai telefonato ieri sera così tardi, cosa volevi dirmi di così importante ?»


Lei è tornata indietro e mi ha sussurrato piano in un orecchio:«Non sapevo come dirtelo, sono stata dal medico, ho il cancro, ».


 Io sono rimasta basita, ma lei come era solita fare, con un sorriso mi ha detto: «Ti terrò aggiornata, non preoccuparti per me».


Mi è servito un po’ di tempo per metabolizzare la situazione grave di cui mi aveva parlato Mita e mi sono chiesta  più volte: perché quando lei mi ha chiesto come stavo, io mi sono dimenticata di lei ed ho solo pensato a me? Come ho potuto essere così insensibile?


Lei come ha avuto la forza di sorridermi, di incoraggiarmi, di ascoltarmi? 


Da quel giorno ho incominciato a riflettere: cerco di essere meno drammatica con i miei problemi e di dedicare più tempo alle persone a cui voglio bene. 


Mi sono ricordata di una cosa che lessi una volta e che solo in quel momento capii esserne vera: Colui che non vive per servire… non serve per vivere.


La vita è come una scala, se tu guardi in alto, sarai sempre l’ultimo della fila, ma se tu guardi in basso, vedrai che ci sono molte persone che desidererebbero essere al tuo posto.


La vita aiuta ad imparare come vivere.

 

Ci sono delle priorità e delle necessità, a volte le prime sono importanti altre volte lo sono le seconde. 


Il saper dosare è secondo me la qualità che definisce il proprio vivere.


Ecco perché quando si hanno momenti di sconforto si deve fare un bilancio saggio degli aspetti positivi della propria vita, ci aiuterà a capire ciò che ci circonda e come accettarsi

lunedì 12 agosto 2024

Sono cambiata








L'esperienza è la migliore maestra dicono, ma nessuno mi aveva detto quanto dolore mi ci è voluto per diventare così tranquilla. 


So che non meritavo questa condanna, ma dovevo farlo per sopravvivere, non  avevo altra scelta che farcela.


 Forse è per questo che sono così indipendente, ero così abituata a fare le cose solo da sola perché non volevo dipendere dagli altri.  


Tenevo il giudizio degli altri, il giorno in cui mi avrebbero pugnalata alle spalle, non volevo più essere ferita, quindi ho mantenuto la calma fino alla fine.


 Non mi aspettavo nulla da loro, e invece di incolparli, mi incolpo ancora oggi per il motivo per cui non ho ricevuto alcuna considerazione che desideravo almeno nei miei sogni.


 Molte persone si stupiscono di come faccio a rimanere pacata in situazioni in cui sono svantaggiata. 


La verità è che voglio che nessuno veda quanto mi senta  distrutta e impotente. 


Devo agire con forza per sopravvivere e proteggermi, così nessuno potrà farmi del male. 


Dentro di me c'è un'anima pura e dolcissima che vuole solo essere amata e capita, desiderio che ancora arde. 


Ripensandoci, non  possiamo scegliere o fare le cose come vogliamo vadano o siano.


 Alla fine, non tutte le mie battaglie valgono la pena di essere combattute, per la mia tranquillità, devo accettare la vita per quello che è.

domenica 11 agosto 2024

Esempio di amore per la vita




Aveva più di 90 anni e si ostinava a usare la bicicletta, una vecchia “graziella” degli anni settanta.

Era tenero e un pò divertente vederlo su quella bicicletta.

Ormai il peso degli anni lo avevano piegato di novanta gradi e pedalare era diventato difficile.

Così Luigi sedeva sul sellino della bicicletta ma non aveva la forza di pedalare, stando in quella posizione, camminava seduto muovendo i piedi per procedere.

La lentezza dei suoi movimenti lo rendeva visibile nel traffico cittadino. 

Tutti lo conoscevano e ogni volta che lo si incrociava nessuno rinunciava a dargli uno sguardo misto di simpatia.

Quel buon uomo era titolare di una merceria che continuava a tenere aperta quantunque nessun cliente si affaccia  più. La vetrinetta del piccolo negozio denunciava gli anni del suo padrone. 

Era tutta impolverata e con gli stessi articoli in mostra da chissà quanto tempo.

All’ora di chiusura, Luigi compiva il suo ultimo sforzo in piegamento prima di riprendere la bicicletta per ritornare a casa.

Mettere il lucchetto sulla base della saracinesca abbassata era una vera impresa, serviva tempo e calma per effettuare il piegamento e infilare la chiave di bloccaggio.

Ogni giorno che passava diventava sempre più difficile e faticosa la sua routine.

Quel nonnino lo ammiravo … lo vedevo come prova d’amore verso la vita e l’accettazione consapevole delle debolezze umane.