giovedì 29 agosto 2024

Una nuova forma di solitudine






Siamo tutti immersi nei nostri smartphone tutto il tempo, vivendo la vita degli altri attraverso uno schermo. Perché abbiamo ancora bisogno di incontrarli nella vita reale?

Sappiamo cosa succede! Abbiamo visto le storie, messo mi piace ai post. Non c'è assolutamente bisogno di sentire le loro vite in uno scenario di "vita reale".

Una volta ho visto una coppia seduta in un bar, una di fronte all'altra. Ma per più di un'ora non si sono guardati. Le teste erano chinate, e si guardavano i telefoni. Ho cercato di non fissarli, ma un paio di volte li ho colti mentre reagivano a ciò che l'altra persona aveva appena inviato. Sì. Erano insieme, in un luogo pubblico, e si mandavano messaggi sui telefoni.

La dipendenza dagli smartphone ci colpisce da entrambe le parti. Perseguitiamo online gli amici che abbiamo e non abbiamo tempo per farne di nuovi.

Ricordi i tempi della scuola? Sembra essere molto lontani nel tempo … come se si pensasse ad una remota epoca storica. 

È più facile essere amici a distanza, attraverso uno schermo, piuttosto che tenerli accanto con gli sguardi puntati sul viso. Mandiamo messaggi e scambiamo reazione con le faccine delle emoticon. Nemmeno una parola 

È spaventoso quanto sia ridotta la nostra comunicazione. Parliamo dei problemi del mondo ridendo, lasciando reazioni. Forse è per questo che il mondo sta diventando così strano ultimamente: non ci prendiamo più il tempo di comprenderlo veramente.

Oggi c'è una emoticon divertente per ogni cosa. Non importa quanto tragico sia l’avvenimento.

Che si parli di guerra, di assassinio o di fiabe, gli atteggiamenti si assomigliano.

L'approccio distaccato online ha anche reso molto più imbarazzante nelle situazioni sociali. Si pensa troppo anche per le cose più semplici. Anche la concentrazione tende ad esaurirsi. Figuriamoci se oggi c’è voglia di leggere. Non è un caso che gli scrittori stanno diventando sempre più numerosi e i lettori si restringono a pochi settori sociali.

Nonostante tutta la tecnologia intorno a noi, eppure alla fine della giornata, al di fuori della famiglia, molte persone non hanno nessuno con cui parlare veramente.

Le connessioni umane vere sono estremamente rare in una forma onesta. Certo, posso incontrare qualche conoscente e fare due chiacchiere per un'ora o due, ma poi non c'è quasi nulla di profondo.

 

Ci stiamo orientando verso una nuova forma di solitudine?

mercoledì 28 agosto 2024

Segni che restano












Anna era un’adolescente tranquilla, in famiglia papà Luca  lavorava come direttore di banca e mamma Paola gestiva un’impresa di pulizie 

I genitori di Anna, spesso erano occupati con il lavoro e non possono badare ai loro figli Anna è la figlia maggiore, Alessio è più piccolo di un paio d’anni 

La gestione della casa e dei figli spesso veniva affidata ad una tata 

Quando Anna era alle elementari studiava spesso con una sua compagna di scuola che abitava nello palazzo 

Erano gli anni 70 le due amiche 

frequentavano la quinta elementare, Luisa, era molto più brava a scuola, quando si poteva Anna saliva da lei per fare i compiti 

Suo padre Maurizio era molto malato aveva il cancro ai polmoni 

e non poteva più andare al lavoro, Flora sua moglie, era stata assunta al suo posto in un’azienda di luce e gas 

Ad Anna faceva un po’ paura, era sempre in casa con gli occhiali da sole con voce roca e foulard al collo vestito elegante anche in casa, di solito stava in camera sua .

Le ragazze normalmente studiavano in cucina, era una stanza molto luminosa, Maurizio, nonostante il male incurabile, fumava ininterrottamente una sigaretta dopo l’altra 

Quel giorno Anna indossava un maglione dolcevita bianco molto aderente che segnava il seno ancora acerbo, era già abbastanza formata anche se  molto magra.

Ad un tratto,  Maurizio entrò in cucina e inizio a parlare con loro 

Anna ha un solo vivido ricorda  di quando lui disse a sua figlia 

Luisa:”hai visto la tua amica ha già le tettine!” e gliele sfiorò, fu un gesto meccanico, giusto un secondo

Ad Anna diede fastidio questa ironia e quel gesto come anche a sua figlia Luisa, cosi trovò una scusa per rientrare subito a casa al piano di sopra e non tornare  più a studiare da lei

Anna non dette spiegazioni a sua madre del perché non voleva più andare a studiare dalla sua amica 

A distanza di qualche mese 

Il padre di Luisa venne a mancare.

Quell’episodio le creò qualche problema, da allora evitò di indossare maglie attillate con la disapprovazione di sua  madre che non riuscì a capire come mai

martedì 27 agosto 2024

I modi dell’amore







Se ami veramente, non puoi evitare di usare i modi dell’amore.

Mi riferisco alle maniere gentili, quelle che si affacciano al cuore e generano emozioni.

Sto parlando dei modi che permettono di rivelare te e la tua anima.

Quei modi dove la delicatezza emerge come sensibilità e l’affetto come sostanza e calore.

Se vuoi unire il tuo cuore con quello di un altro, devi avvicinarti con dolcezza. 

Occorre essere consapevoli di camminare su un terreno tenero e stare attenti a non affondare dopo ogni passo.

I modi dell’amore non conoscono rudezza, si vestono di eleganza perché voglio apparire sempre rispettosi. 

Loro sanno che amare è un fatto importante e non occupano il tempo con azioni volte ad un banale, egoistico interesse; ogni atto non si esaurisce nello spazio di una occasione, é abitudine ad essere docili e comprensivi.

I modi dell’amore utilizzano i sorrisi, le carezze e gli abbracci … perché fanno stare bene, uniscono, creano armonia.

Anche se ti dovessi arrabbiare, i modi dell’amore intervengono per rasserenarti e seppure fosse il tuo partner a sbagliare, gli daresti la possibilità di farsi perdonare.

I modi dell’amore non ti abbandonano mai,  perché diventano parte del tuo carattere, essi ti ricordano, che essere buoni è sempre la carta vincente per vivere bene.

Se non usi i modi dell’amore, non lamentarti della solitudine, non arrabbiarti con il mondo se nessuno ti cerca.

Se vuoi amare, guarda ai tuoi modi di agire e di rivolgerti al prossimo, giudicali e se non vedi in loro la possibilità di conquistare la serenità, la fiducia, l’empatia, il mezzo per far innamorare chi ti si avvicina … potrai essere certo che non sono i modi giusti dell’amore.

Senza quei modi significa uccidere il sentimento, svuotare di entusiasmo un rapporto, prepararsi ad un addio.

lunedì 26 agosto 2024

Mi dipingo per fingere di vivere








Da allora, fingo di vivere.

A tratti sono persino convincente.

Molti provano pietà per me, altri sincera ammirazione.

Che ne sanno loro della dignità, o del dolore? Che ne sanno della solitudine, quando persino restare con te stessa ti fa orrore?

Cominciò in me una lotta furibonda tra la testa e il corpo.

Da ciascuno dei miei muscoli, dei miei tendini, dalle ossa spezzate si sollevavano urla di dolore che la mia voce si rifiutava di comunicare. Imparai a sorridere, persino con gli occhi, in una maschera atroce.

La sensazione di essere stata abbandonata, da quel corpo, da me stessa, perchè quel corpo ero comunque io, e rastrellava tutte le piaghe, tutte le piaghe…

Sono quasi sempre sola ma somiglio a molta gente e a molte cose.

Per rimparare a vivere, per cercare di imparare a dipingere ho avuto un solo modello e un solo maestro. Il più scontato, e banale, e anche il più difficile.

Uno crede di conoscersi, di conoscere ogni segno della propria faccia, ogni tratto, ogni espressione.

Stupidata!

Ogni giorno vuol dire ricominciare da capo.

Chi sei, oggi?

Una, e migliaia di altre.

Ci illudiamo di conoscerci come nessun altro ma questo maledetto corpo ogni giorno si prende gioco di noi.

Questo involucro scivola via, proprio nel momento in cui uno non sopporta più vedersi e capisce che quella che le sta davanti non è mai la stessa.

Si odiano.

L’una e l’altra.

E io sono in mezzo.

Ogni specchio è un punto interrogativo appeso al muro….per  questo continuo a dipingermi, per cercare di trattenere qualcosa..

E non si riesce…