lunedì 6 gennaio 2025

La certezza di esistere




Da quando ho potuto darti un volto, ogni sera è mia abitudine uscire sul balcone della mia stanza e contemplare il cielo. 


È un rituale che  faccio ormai da  anni: alzo lo sguardo e…con tristezza, ti cerco tra le stelle e mi soffermo a cercare la più bella. 


É a quella stella a cui ho dato il tuo nome che aveva già il suo significato: LUCE


Io purtroppo non ho avuto la gioia di poterti  avere accanto mamma, né ricevere il tuo amore per colpa di quel qualcuno,  che alle tue spalle ha agito senza farsi troppi scrupoli.


Una  sera, con mio grande rammarico, il cielo era oscurato da nuvole, non c’erano stelle. 


 Ci sono rimasta male,  non avevo la vista nitida, stavo per rientrare poi osservando meglio tra quelle oscure e tetre nuvole, ce n'era una bellissima più chiara che si faceva spazio tra l’oscurità.


In quel istante ho capito che eri tu mamma che volevi dirmi: “ io ci sono“.


Dicono che i nostri cari lassù, ci mandano segni per farci sentire la loro presenza. 


Adesso ho la certezza che tu ci sei ed io ci credo… ci voglio credere.

domenica 5 gennaio 2025

Un Gesù umanista

 


“E di nuovo vi dico: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio". Matteo 19:24

 Lasciatemi iniziare dicendo che non sono un cristiano a tutti i costi, sono un umanista, se proprio devo avere un'etichetta. 

Credo che quando abbiamo bisogno di aiuto dobbiamo rivolgerci ad altri esseri umani.

 È tutto ciò che abbiamo. 

Un Dio non ha mai sfamato un bambino affamato. Se gli esseri umani non si fanno avanti, il bambino morirà di fame. 

Quindi, è nostro compito creare un mondo migliore per i bambini che insistiamo a far nascere.

In ogni caso, c'è un forte movimento di cristiani radicalizzati che affermano di credere nella Bibbia e di amare Gesù, ma non sembrano voler seguire le sue direttive.

Sai, come quando disse a un uomo ricco: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che hai, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi". Matteo 19:21

Wow! Quel vecchio Matteo non era materialista e neanche Gesù.

Eppure, in questo paese di adoratori del denaro, la povertà è spesso vista come una mancanza personale. 

L'unica cosa che ammiriamo veramente è il denaro, è tutto una questione di soldi, soldi, soldi. E poi … i ricchi li odiamo, ma vogliamo essere come loro. 

Possono essere cattivi, egoisti o persino pazzi, ma se hanno soldi, cambia tutto; diamo loro la nostra totale attenzione e cerchiamo persino di farli diventare amici irrinunciabili.

Hai mai visto un cammello passare attraverso la cruna di un ago? 

Hai mai sentito che uno lo abbia fatto? 

Nei tuoi sogni più sfrenati, pensi che sia possibile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago? 

Io riesco a malapena a infilare un ago per dirti la verità. 

Quindi cosa stava dicendo esattamente Gesù?

Potrebbe essere che se c'è un paradiso non ci saranno persone ricche ammesse? 

Le porte perlacee del paradiso saranno chiuse a chiunque abbia troppi soldi?

C’è da pensare che a Gesù non piacessero i ricchi, non li ammirasse e non volesse che facessero parte dell'aldilà.

Ma come non dargli ragione! In molti paesi ricchi, evoluti, il problema numero uno è rappresentato dall'immigrazione. 

I nomi che danno a questa gente in cerca di del minimo sindacale non sono molto lusinghieri. 

Queste famiglie povere e disperate vengono chiamate subumani, animali e criminali anche da coloro che affermano di AMARE la Bibbia.

Se questo succede nelle comunità tecnologicamente avanzate e assunte cristiane, allora siamo spacciati. 

A volte, mi chiedo se chi parla della Bibbia l’abbia poi veramente letta.

Nel frattempo, viviamo in un mondo in cui il progresso sociale è disperatamente necessario. 

Dobbiamo limitare il potere dei super-ricchi, aumentare gli stipendi dei poveri, migliorare le reti di sicurezza per coloro che sono caduti in tempi difficili, aiutare coloro che sono svantaggiati e riconoscere che c'è spazio nella nostra società per gli immigrati.

Altrimenti, non saremmo cristiani e nemmeno buoni umanisti, saremmo un fallimento abissale senza l’idea di valori da riconoscere in una grande società. 

Non saremmo pro-life se abbracciamo la competizione anziché la cooperazione e la condivisione. 

La sofferenza umana non ci spinge a lavorare per qualcosa di nobile o stimolante. 

Preferendo un sistema di classe dove i poveri sono considerati come esseri di scarto, si troverebbero eternamente chiusi i cancelli del paradiso, così, Gesù mi piace anche perché sembra un bravo umanista.

sabato 4 gennaio 2025

Gli anziani sono delle risorse

 



Il marito di Gabriella è morto molti anni fa, aveva appena 49 anni. 

Lei si ritrovò con i figli da educare e sfamare, il più piccolo aveva appena 3 anni. 


Da sola, senza l’aiuto di nessuno, è riuscita a farli crescere. 


Si è rimboccata le maniche e ha fatto tutto ciò che poteva: donna delle pulizie in case di altri, cuoca, lavandaia, faceva turni straordinari pur di guadagnare qualche soldo in più. 


Quando rincasava la sera, ormai priva di forze  si addormentava fino al giorno dopo, quando al mattino di buon’ora riprendeva la sua routine. 


I figli si prendevano cura l'uno dell'altro. 


Gabriella e suo marito Antonio erano del sud d’Italia di un piccolo paese dell’entroterra, ed erano emigrati in una grande città come Genova convinti che trasferendosi qui al nord ci sarebbero state più opportunità di lavoro.


Gli anni passano i due sposi appagati del lavoro di Antonio che ha trovato impiego in una azienda meccanica,  comprano un appartamento con un mutuo a lungo termine, Gabriella, è una brava moglie e madre esemplare per i suoi figli 


Con il passare degli anni  Antonio si ammala, purtroppo poco dopo muore, il mutuo rimane a  Gabriella.


I suoi figli sono cresciuti, e sono diventati indipendenti hanno trovato lavoro.


Gabriella è rimasta sola a casa, ma con l'orgoglio e la soddisfazione di aver adempiuto al suo ruolo di madre. 

Se mancava un pezzo di pane, era lei a rinunciare, la sua priorità la dava ai figli che amava.


Con i sacrifici fatti è riuscita a riscattare la casa dal mutuo.


Adesso è serena con una piccola pensione riesce  a gestirsi. 


I tempi cambiano e per Gabriella giunse il momento in cui i figli decisero per lei di ritirarla in una casa per anziani.


 Gabriella seppe a posteriore della sua nuova situazione in quanto i figli, promettendole di andare a fare un giro per prendere un po’ di aria fresca, e prima che se ne rendesse conto, erano già tutti andati via. 


Ora  a Gabriella le manca la casa, i suoi ricordi, il balcone pieno di fiori dove noi due, ci sedevamo ore e ore a chiacchierare e il tempo volava via tra una risata e l’altra.


Un giorno sono andato a trovala e nel vedermi mi ha abbracciato, mi trattano bene qui mi ha detto ma non è la mia casa, mi mancano i momenti che trascorrevo con te, la tua ironia.


Bisogna rispettare gli orari in tutto e non posso fare quello che voglio.


I miei figli dicono che è per il mio bene perché ci sono medici e sono meglio accudita. 


“Loro hanno deciso per me, per la vita che mi resta, non avevano più bisogno di me racconta con le lacrime agli occhi" 


L’ho salutata con un nodo alla gola, mi ha fatto tenerezza e uscendo mi sono detto che dobbiamo smettere di definire gli anziani limitati a se stessi.


 Gli anziani non sono dei disabili solo perché svolgono le loro cose con più lentezza anzi sono da definirsi delle risorse.

venerdì 3 gennaio 2025

I social media





 Nell'era digitale odierna, i social media sono diventati parte integrante delle nostre vite. 

Li utilizziamo per entrare in contatto con amici e familiari, condividere le nostre esperienze e rimanere aggiornati sugli eventi attuali. 


Tuttavia, un uso eccessivo dei social media può avere gravi conseguenze sulla nostra salute e carriera,  come ansia, depressione e solitudine e anche disturbi del sonno portando a insonnia, stanchezza diurna e altri problemi correlati ad esso.


 Uno stile di vita sedentario, promosso dall'uso eccessivo dei social media, può contribuire all'obesità, al diabete e alle malattie cardiovascolari.


I social media possono essere una distrazione significativa per la nostra carriera,  riducendo la nostra concentrazione e produttività.


I contenuti non professionali o inappropriati possono danneggiare la nostra immagine e reputazione professionale, rendendo più difficile ottenere un lavoro o avanzare nella nostra carriera.


Tuttavia,queste piattaforme si possono adottare per utilizzarle in modo più sano ed efficace. 


Promuovere contenuti positivi per sostenere la diffusione di messaggi utili, anziché partecipare alla campagna di false informazioni. 


Fare attenzione alla diffusione di contenuti che posso ledere la nostra privacy 


Mantenere un equilibrio tra la vita quotidiana e quella online, ci permetterebbe di stabilire dei limiti di tempo per l’uso dei social, per evitare di non perdere di vista ciò che è reale e le relazioni del mondo fisico. 


 Dedicando più tempo possibile a noi stessi e adottando questi buoni propositi, potremmo rendere l’uso dei social media più costruttivo e consapevole.