lunedì 6 novembre 2023

Il dolore personale aiuta a capire gli altri

 Un contadino decise di vendere i cuccioli del suo cane. 

Stava sistemando sul recinto del sua fattoria il cartello “Vendo cuccioli di razza” quando un ragazzino, per richiamare attenzione, diede uno strappo ai pantaloni.

L’uomo si girò e chiese:

-“Cosa vuoi, ragazzo?

-“Voglio comprare uno dei cuccioli.”- rispose il giovanotto.

Il contadino lo fissò un attimo e poi rispose:

-“I miei cuccioli sono di razza e costano un bel pò! Hai moneta a sufficienza?”

Il ragazzo infilò la mano nella tasca e tirò fuori delle banconote e domandò:

-“Bastano questi?”

Il contadino non rispose ma andò ad aprire la cuccia dove i piccoli animali erano custoditi.

Subito apparvero i primi tre cuccioli che iniziano a correre verso il recinto tutti felici di giocare all’aperto.

Dopo un pò sbucò il quarto cucciolo che aveva una zampa offesa e per questo motivo tardava ad uscire.

Mentre questo si affannava per raggiungere i fratellini, il ragazzo rivolgendosi al contadino disse:

-“Voglio l’ultimo che è uscito dalla cuccia!”

Il contadino sorpreso per la scelta, disse:

-“Sei sicuro di volere  quel cucciolo? 

Lo sai che non potrà correre e per questo ti sarà difficile giocare con lui?”

-“Certo…voglio lui!”

Dicendo così si sollevò i pantaloni dalla gamba destra e mostrò la protesi. Poi commentò:

-“Chi meglio di me potrà capire la sua sfortunata condizione!”

Morale: Soltanto chi fa esperienza del dolore può capire il dolore degli altri.

domenica 5 novembre 2023

Le Quattro Mogli

Un uomo aveva quattro mogli. Il suo comportamento era diverso per ognuna di loro.

La prima moglie era sempre con lui, la curava sistematicamente e le offriva i migliori vestiti e il cibo più buono.

La seconda moglie gli piaceva tanto; lo aiutava nel lavoro e contribuiva a rendere i suoi  affari sempre più vantaggiosi.

La terza moglie era la preferita per la compagnia che offriva e il sentimento che suscitava era sicuramene quella più amata.

La quarta moglie era la più sensibile sebbene fosse quella più vicina al suo essere, l’uomo non le dava l’importanza che meritava le diceva di non avere tempo per lei.

Restava con lei quando era triste, quando aveva bisogno di riflettere, quando nessuno lo capiva.

Giunse il momento in cui l’uomo si ammalò gravemente e la prospettiva di restare da solo dopo la morte lo torturava.

Allora, pensò di chiedere alle mogli di seguirlo nell’altro mondo.

La prima rispose:

-“Mi dispiace, non posso venire con te! Quando morirai io non sarò più nulla per te.”
La seconda rispose:

-“Non contare su me! Quando morirai io cambierò marito!”

La terza rispose:

-“Proverò dolore quando morirai, ma non potrò venire con te! Ti  accompagnerò fino alla tua ultima dimora terrena poi riposerai da solo in pace.”
La quarta rispose:
-“Sebbene tu mi abbia trascurato per tutta la vita, io verrò con te. Non posso distaccarmi da te anche da morto.”

Morale: Ognuno di noi ha quattro mogli o mariti.


La prima è il proprio corpo che curiamo e alimentiamo.

Morendo, lo perdiamo.


La seconda è il denaro che inseguiamo per ottenere comodità per farcene vanto. Morendo, li lasciamo.


La terza è la famiglia che amiamo e sosteniamo. Sarà con noi fino a quando siamo vivi.


La quarta è l’anima a cui abbiamo dato poca attenzione, tenendola sempre ultima nelle nostre scelte di vita,  da lei non ci separeremo mai!

sabato 4 novembre 2023

La Discriminazione fa parte dell’ignoranza


 
Andrea era un uomo abitudinario. Insegnava matematica in un liceo e nelle ore di pausa si concedeva una passeggiata per prendere un caffè al bar.

Ormai era un cliente fisso del Bar Stella. 

Da un po’ di tempo, davanti al bar sostava un uomo di colore per elemosinare qualche spicciolo.

Andrea si tratteneva spesso con questo straniero. 

Da lui aveva saputo della sua storia di emigrazione e di come era giunto in Italia in quei barconi di cui si parlava tanto in Tv. 

Gianin proveniva dal Sudan e sognava di far fortuna in Italia per mandare soldi alla sua povera famiglia. 

In una occasione, Andrea invitò Gianin a sedersi al tavolo con lui per consumare insieme la colazione.

Il giovane fu contento, si sentì  onorato dell’invito.

Di lì a poco passarono davanti al tavolo due colleghe di scuola.

Senza esitare, Andrea chiese loro di sedersi al suo tavolo…. erano già pronte due sedie libere.

Le due colleghe, avendo notato Gianin, 
cercarono di declinare l’invito.
Andrea insistette! Aveva capito che il rifiuto era causato dalla presenza di un miserabile migrante…. per giunta di colore!

Per evitare l’imbarazzo della situazione, Ganin si alzò dal tavolo e chiese di congedarsi.

Andrea acconsentì, ma poi Rivolgendosi alle due colleghe, disse:

-“Care colleghe, Potete occupare il nostro tavolo perché abbiamo finito e stiamo andando via.”

Andrea uscì dal bar con il braccio destro sulle spalle di Gianin.

Morale: La stupidità è la compagnia di chi discrimina senza ragione.

venerdì 3 novembre 2023

Il Cuore di una Mamma

Arianna aveva soltanto dieci anni quando diventò orfana.

Le fu raccontato dalla nonna con cui ora viveva, che la mamma era in Paradiso per restare tra le stelle e dispensare amore a tutti i bimbi nati sfortunati sulla terra.

Era stata, una persona amabile, per questo Dio le aveva dato questo grande incarico.

Da allora, Arianna è cresciuta con l’amore della nonna. 

Ogni sera si affacciava alla finestra, sperava un giorno avesse potuto scorgere un segno della presenza di sua madre.

Una notte si trattenne un po’ più del solito sulla finestra, sentiva il cuore stringersi per la mancanza di un amore così grande che avrebbe voluto avere.

Il pianto liberatorio prevalse e rivolgendo lo sguardo al cielo stellato si lasciò andare al sentimento 

-“Mamma, perché sei volata via da me?

La nonna è buona e mi vuole tanto bene, ma non sei tu! Io voglio te!

Voglio udire il battito del tuo cuore sostando sul tuo petto.

Voglio sentire le tue carezze. 

Voglio raccontarti di me.

Senza di te, vivo come se mi mancasse qualcosa. 

Mi rattrista pensare alle mie amiche  che hanno una mamma… 

Io non so come  sarebbe stato con te… penso sarebbe stato senz’altro più bello che non averti.

Crescerò, ma per te resterò la bambina  che hai lasciato.”

Il suo discorso fu interrotto dalla nonna che era entrata nella stanza per assicurai che la bambina dormisse.

-“Arianna, che fai alla finestra? Non sei a letto? Non hai sonno?”

Arianna abbracciò  la nonna e si infilò a letto.

-“Nonna, mi manca la mamma? Perché non è con me!”

La nonna si sentì impotente nel cercare di consolarla. 

Riuscì a stento a pronunciare qualche parola perché era triste ricordare la perdita di sua figlia.

-“Arianna, la tua mamma non ti vuole triste, mi ha pregato tanto negli ultimi momenti di vita di farti sorridere … non la deludere.”

Con il viso rigato dalle lacrime, Arianna accennò ad un piccolo sorriso 

-“No, non piango più nonna cara, lo faccio perché mi manca tanto la mamma anche se tu sei buona con me!”

La nonna rassicurò la piccola dicendole  che nei sogni avrebbe incontrato la sua mamma e li nessuno gliela avrebbe più sottratta, spense la luce della stanzetta e la invitò a dormire 

Morale: La mamma è il secondo cuore di ogni bambino.