lunedì 19 agosto 2024

Confessione di un senzatetto







Nei tempi moderni, le persone non devono affrontare così tante minacce mortali come sembrano fare. Tuttavia, il nostro cervello è ancora programmato per percepire le minacce e reagire. 

Poco più di sei mesi fa, Jack diventò un senzatetto, era ancora la stessa persona di prima, soltanto che non aveva uno spazio suo dove vivere. 

Tuttavia, scopre che le persone fanno delle supposizioni sbagliate su di lui semplicemente perché lo vedono seduto su una panchina del parco prima dell'alba con qualche provvista.
 
Quelle supposizioni e percezioni spezzano il suo spirito, facendolo sentire colpevole della sua condizione.

Ecco come racconta di sé stesso: “Per diverse settimane dopo essere diventato un senzatetto, ho vagato per le strade, ogni tanto crollando sui divani qua e là quando mi venivano offerti. Avevo paura di andare al rifugio per senzatetto locale, con la convinzione errata che fosse pericoloso e degradante.
 
Durante quelle settimane, i miei capelli erano aggrovigliati e unti, il mio corpo non veniva lavato e probabilmente puzzava sotto i miei strati di vestiti invernali. 

Avevo una settimana di barba, ho indossato la stessa maglietta e la stessa biancheria intima per quasi un mese, alla fine decisi di andare al rifugio pubblico dei senzatetto e da allora, tutto è cambiato.

 La struttura offre docce giornaliere in uno dei 14 box privati, se non hai il tuo sapone, shampoo o rasoi, il rifugio li fornisce, un armadio per i vestiti fornisce un cambio di vestiti freschi ogni giorno.

Ho quasi sempre fatto la doccia e mi sono cambiato nelle ultime 24 ore. 48, al massimo, ogni tanto mi prendo una serata libera dal rifugio perché voglio prendermi una pausa dal loro programma restrittivo, ultimamente non sono mai sporco, non puzzo per le strade in cui cammino.

Eppure alcune persone, da essere notate, schivano abilmente strette di mano e abbracci quando mi incontrano, fa male, mi fa sentire inferiore, non  ho mai preso cocaina o alto tipo di droga, non mi interessa quanto duramente o quanto in basso cadrò, non saranno mai nei miei programmi.

 Penso che l'erba dovrebbe essere legale, ma non la cerco, sarebbe un cattivo uso delle mie scarse risorse finanziarie, preferirei  di gran lunga un nuovo paio di scarpe da tennis, senza buchi (come quelle che indosso ora) piuttosto che una busta di erba. 

Non ho mai fumato sigarette, non  riesco a immaginare di vivere la mia vita come fanno alcuni dei miei fratelli senzatetto: mendicare per strada, raccogliere abbastanza per una bottiglia di liquore marcio, sedermi su una panchina del parco a tracannare da un sacchetto di carta marrone.

 Anche se volessi vivere quello stile di vita, non credo che potrei, il proprietario del negozio di liquori all'angolo è un mio amico, non vorrei che mi vedesse vivere così.

 D'altra parte, andare in un bar e ordinare una birra, oh, sì, lo faccio ogni tanto, ma la birra è affittata su un tavolo da bar e tutte le risorse che ne conseguono, c’è il Wi-Fi, ci sono prese elettriche per caricare i miei dispositivi, c’è la TV da guardare, ci sono i bagni.

 Ma la cosa più importante è che ci sono degli amici: amici che mi sono fatto nei 20 anni in cui ho avuto un appartamento nel quartiere, la mia vita sarebbe vuota senza di loro, vale la pena poter trascorrere del tempo con loro, mi fanno dimenticare di essere un senzatetto per un pò.

 Un altro fastidiosa percezione riguarda l’idea che i senzatetto urinano e defecano in pubblico, io non lo faccio mai! a volte devo soffrire per sei o più ore, aspettando che aprano il rifugio o la biblioteca pubblica o qualche altro posto con bagni pubblici puliti, non mi abbasserò i pantaloni per far la cacca in un vicolo sporco!

 Un senza tetto è immaginato anche come essere un criminale, nel mio caso, purtroppo, questo pensiero aggiunge bruttura ad una vita già brutta di per sé.”  Si potrebbe ripetere la frase di Primo Levi: “Se questo è un uomo”!

domenica 18 agosto 2024

Vivi la tua realtà


 








La realtà esiste tra punti di vista estremi, da un lato, vi sono critiche perché si fa troppo di propria iniziativa, dall’altro arrivano censure e inibizioni perché non ci adeguiamo al pensare comune. 


Mi stupisce come alcune persone altrimenti intelligenti e perbene insistano sul fatto che si debbano seguire le loro vecchie regole, si sbagliano di grosso. 


Hanno loro il controllo della libertà altrui?


 Tutti noi siamo, ognuno a proprio modo , fantastici, e sì, abbiamo il potenziale per scegliere cosa vogliamo essere. 


Ma qualsiasi cosa?


 La realtà non è né semplice né facile, abbiamo aspirazioni, abbiamo la volontà di voler raggiungere i nostri obiettivi e abbiamo il libero arbitrio di scegliere corsi d'azione che possono darci ciò che vogliamo. 


Ciò che complica tutto è che dobbiamo condividere la realtà con gli altri, ed è troppo grande e complicata per essere semplicemente lasciata andare al capriccio di qualcuno.


Abbiamo il potere di scegliere come rispondere alla realtà che ci circonda. Possiamo dire: "Sì, ci sono ostacoli ai nostri obiettivi, ma abbiamo ancora capacità e possibilità".


 Non possiamo essere tutto ciò che vogliamo, ma possiamo essere molto di più di quanto alcune persone dicano che possiamo essere. 


Il percorso verso la felicità e la realizzazione è ignorare i negazionisti e gli imbonitori e tracciare la tua rotta.


 Non esiste una soluzione o una formula semplice, solo duro lavoro e perseveranza.


 - Esplora

 - Ascolta

 - Rifletti

 - Agisci


 La vita è un processo, non ci sono soluzioni magiche, nessun interruttore ti darà ciò che vogliamo. 


Essere aperti e coinvolti nella vita, pensare con la propria testa, essere onesti sui propri pensieri e sentimenti e disposti ad agire, soprattutto, abbracciare la complessità ed essere pronti a fare il lavoro per rendere la propria vita e il mondo in cui viviamo un posto migliore.

sabato 17 agosto 2024

Schiava d’amore




Quando non ho pensieri … ecco che mi cadi nella mente.

Forse dovrei dire che ti penso, ma é troppo poco.

É più vero dirti che mi appari davanti agli occhi con il tuo sorriso senza eco fino a toccarmi le labbra.

Allora, non mi resta che ingoiarti per costringerti a scendere giù fino nello stomaco e poi farti risalire come un irresistibile farfallio.

Sì, devo rassegnarmi a sentirti come nuvola nel mio respiro e immaginarti disegnato in un fumetto di un racconto d’amore.

Eppure c’è profumo di te nell’aria…vedi, anche il vento ti è complice, agita passione senza permesso.

Ho un cuore troppo piccolo per contenerti e troppo debole per trattenerti…obbedisce alla legge dell’amore che ti vuole libero, radioso di emozioni ed io, serva tua gentile, continuo ad essere schiava d’amore per te.

venerdì 16 agosto 2024

La donna: " l’anima della casa "







Negli anni 50 e sul finire degli  anni 80 all’interno della famiglia,  l’uomo lavorava in fabbrica, oppure da contadino o allevatore, oppure nelle miniere e il denaro era quasi sempre amministrato dalla donna di casa.

Spesso i mariti non erano neppure mai entrati in banca o all'ufficio postale, addirittura quando dovevano uscire, chiedevano i soldi alla moglie che amministrava i conti con severità e parsimonia, mentre sui grandi investimenti, si decideva insieme.


L'uomo si fidava ciecamente di sua moglie perché  avevano un unico obiettivo che era la famiglia.


Oggi la famiglia non esiste più: è stata distrutta dal mito dell'autonomia dei coniugi.


Due fidanzati non si sposano o non vanno a convivere per costruire una famiglia ma per mettere insieme due distinte solitudini.


Ed esiste l'idea che devono avere separazione dei beni, due autonomi conti in banca, due diverse carte di credito, due bancomat.


Non si fidano l'uno dell'altra perché pensano all'ipotesi di potersi separare prima o poi in nome di quel concetto indistinto che è "l'amore".


La donna, era quasi sempre casalinga, era l'anima della famiglia,biancheria, lavatrice, ragioniera, faceva quadrare sempre il bilancio lavorando in casa quanto e più dell'uomo fuori casa.


Nella civiltà contadina l'uomo ammazzava il maiale, ma era la donna che faceva i prosciutti e i salumi.


L'uomo portava la frutta, ma la donna faceva le marmellate e le conserve.


L'uomo portava la farina, ma lei  faceva il pane.


Ogni famiglia funzionava con la stessa ferrea logica di reciproca fiducia.


Era una civiltà forse incomprensibile per molti ai giorni nostri, si dice che tutto torna prima o poi, chissà…


Era familiare, con chiara distinzione dei ruoli, poi hanno cominciato a chiamare "mantenute" e "nullafacenti" le casalinghe. 


Sarebbe interessante analizzare come e quando è cominciato questo discredito e chi se ne è avvantaggiato. 


E il rispetto e la saggezza delle donne e nonne che non viene più considerata? 


Era un’esistenza vera con tanti sacrifici ma con tanti valori e principi che caratterizzavano l’uomo e lo rendevano orgoglioso.


Oggi tanti a urlare la "parità dei sessi", "l'uguaglianza"…  che per carità, è giusto,  però quel modello di società, pur con le sue contraddizioni, è quello da vedere, certo con occhi nuovi, più consapevoli, ma da osservare, imparando umilmente cosa significa davvero rispetto concetto ormai dimenticato.